Lunedi 17 Dicembre 2018
MacroambienteCosa è successo all’ecosistema italiano delle startup nel 2016?

Cosa è successo all'ecosistema italiano delle startup nel 2016?

Agevolazioni ed iniziative promosse dai big player hanno contribuito a rafforzare nel 2016 l'ecosistema italiano delle startup. E ora?


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
Cosa è successo all'ecosistema italiano delle startup nel 2016?

Il 2016 per l’ecosistema italiano delle startup e dell’innovazione è stato un anno significativo perché segnato da agevolazioni, incentivi e nuovi progetti. Uno dei primi fattori positivi è sicuramente la crescita del numero di startup innovative (142% rispetto al 2014). Secondo il Registro delle Imprese, nello specifico, a dicembre 2016 erano 6761 le nuove imprese innovative e di queste più di cento quelle con fatturato superiore al milione di euro.

Ad aumentare sono stati anche gli investimenti in imprese innovative, ammontando nel 2016 a 182 milioni di euro, il 24% in più rispetto a quanto registrato nel 2015 (147 milioni di euro).

L’attenzione e l’interesse per l’ecosistema delle startup nel corso dell’anno appena trascorso, il 2016, si possono leggere anche guardando alle diverse iniziative, tutte volte a rafforzare l’ecosistema italiano dell’innovazione e a farlo crescere nei prossimi anni. Di seguito i principali passaggi del 2016.

Nuovo regolamento per l’equity crowdfunding

Il 24 febbraio 2016 la Consob ha approvato una riforma sull’equity crowdfunding, ovvero una procedura online di raccolta di investimenti che consente di acquistare, a fronte di un finanziamento, un complesso di diritti patrimoniali e amministrativi sull’impresa. Sembra però che questo strumento non si sia mai diffuso del tutto a causa di numerose limitazioni e restrizioni. La riforma, quindi, è nata proprio per far in modo che si affermasse concretamente anche in Italia come canale di finanziamento alternativo agli strumenti tradizionali di erogazione del credito. Le novità introdotte consistono nella semplificazione delle procedure, nella riduzione dei costi e nell’ampliamento dei soggetti che possono contribuire a finanziare la crescita delle startup.

Costituire una startup senza notaio 

Dal 20 luglio 2016 avviare una startup innovativa in forma di S.r.l. è molto più semplice, veloce ed economico. È infatti entrata in vigore una nuova procedura digitale che consente di costituire la propria startup collegandosi alla sezione Atti Startup del Registro delle Imprese e compilando il modello standard di atto costitutivo da validare con la firma digitale, senza la necessità di dover ricorrere alla consulenza di un professionista. Questa procedura digitale rappresenta un passo importante verso la semplificazione burocratica che permette e permetterà agli imprenditori di risparmiare tempo e denaro.

L’opportunità da non perdere: l’Industria 4.0

Il 21 settembre 2016, l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda hanno presentato il piano del governo per l’Industria 4.0 che prevedeva provvedimenti in favore di nuove imprese, acceleratori e venture capital. Per il 2017, invece, è previsto un incremento degli investimenti privati pari a 10 miliardi, oltre agli 11.3 miliardi di spesa privata per ricerca, sviluppo e innovazione (con focus sulle tecnologie valide per l’Industria 4.0) e ai 2.6 miliardi di euro per gli investimenti privati early stage. Nella rivoluzione dell’Industria 4.0 le startup e tutte le imprese innovative giocano un ruolo chiave non solo perché producono tecnologie e innovazione, ma soprattutto perché possono aiutare le imprese tradizionali nel processo di automazione e digitalizzazione attraverso partnership o strategie di open innovation.

L’ecosistema italiano dell’innovazione e delle startup è in crescita e attira l’attenzione dei big player internazionali del digitale e della tecnologia. Ad esempio, sia Tim Coook (Apple) che Mark Zuckerberg (quindi Facebook) sono stati in Italia per incontrare e conoscere alcune delle migliori startup italiane. L’Italia infatti è diventata, sempre nel 2016, sede di importanti progetti: a Roma Startupbootcamp, l’acceleratore verticale globale di startup, ha lanciato “Startupbootcamp FoodTech“, il primo programma di accelerazione globale e indipendente nel settore foodtech; sempre nella capitale Google, in collaborazione con l’acceleratore LUISS EnLabs, ha avviato “Android Factory 4.0”, un programma di pre-accelerazione per la creazione di nuove startup che, utilizzando il sistema operativo Android, contribuiscono allo sviluppo dell’identità innovativa del made in Italy; da non dimenticare, poi, l’apertura a Napoli della iOS Developer Academy, l’unica in Europa.

Quali saranno i trend del 2017 in questo settore? Viste le premesse del 2016 si può prevedere un generale miglioramento dell’ecosistema italiano dell’innovazione grazie anche alle politiche industriali del nostro Paese e ai diversi provvedimenti di agevolazione. Il salto di qualità necessario per il rafforzamento di questo ecosistema dipenderà, però, dal modo di guardare all’innovazione: le imprese tradizionali dovranno infatti comprendere che innovarsi è oggi una priorità per riuscire a competere sul mercato e le startup possono essere le alleate perfette per vincere questa sfida.

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