Mercoledi 17 Ottobre 2018
MacroambienteAbercrombie: Accuse di discriminazione contro i “grassi”

Abercrombie: Accuse di discriminazione contro i "grassi"

Un libro di R. Lewis fa piovere critiche sul brand americano Abercrombie & Fitch. Si può parlare di discriminazione o si tratta semplicemente di una scelta di Marketing?


Redazione

A cura di: Redazione

Abercrombie: Accuse di discriminazione contro i

Conoscete Abercrombie & Fitch? Si tratta di una casa di moda statunitense che riscuote  un enorme successo tra i giovani.

Il brand è finito in questi giorni al centro di numerose discussioni nei blog di moda, sui forum e social network.

Tutto sembra essere nato dalle parole di un certo Robin Lewis, autore del libro “The New Rules of Retail”. All’ interno dello stesso, Lewis, ha accusato il brand “A&F”  (il quale non produce capi di taglia “extra large”) di discriminazione nei confronti delle persone grasse. Al portale economico “Business Insider” ha raccontato, inoltre, che Mike Jeffries, Presidente e Amministratore Delegato di Abercrombie, vuole vedere solo persone magre e belle nei suoi negozi. Sarebbe questo il motivo per cui le clienti un pò più in carne hanno difficoltà a trovare taglie che vadano oltre la “44”.

 

Il concetto di Jeffries, sempre secondo Lewis, è molto semplice: sono benvenute solo le persone che sono effettivamente sexy. In altre parole, coloro che indossano quei capi devono sentirsi fighi e appartenere a questa categoria, in modo da creare un “effetto imitazione” da parte di altri fighi.

 

La strategia di Abercrombie è stata già in passato accusata di essere discriminatoria: nel 2006, in un’intervista, lo stesso Jeffries ha spiegato che: ” il motivo per cui assumiamo personale bello nei nostri negozi è proprio perché gente bella attira altra gente bella. In ogni scuola ci sono i ragazzi fighi e quelli che lo sono meno. Noi ci rivolgiamo al tipico ragazzo americano attraente, con l’atteggiamento giusto e pieno di amici. Siamo senza dubbio elitari, ma le aziende che stanno in crisi non riescono a uscirne anche perchè stanno cercando di rivolgersi a tutto il pubblico: vecchi, giovani, grassi, magri. Così perdono in personalità. Non escludi nessuno ma neanche ecciti qualcuno.”

 

Senza entrare troppo nel merito dell’eticità di questo discorso, che senza dubbio può lasciare a desiderare dal punto di vista della “Responsabilità Sociale d’Impresa”, la decisione di “A&F” è coraggiosa e quantomeno portatrice di un posizionamento chiaro e deciso. Si tratta di una precisa scelta di Marketing che negli anni ha funzionato, portando milioni di visitatori ed acquirenti nei negozi.

Avere un target preciso e rivolgersi ad esso per soddisfarlo al meglio è una scelta spesso vincente e condivisibile.

In genere, però, le variabili segmentanti non sono quasi mai estetiche. Può essere una scelta giusta anche in questo caso?

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