Martedi 18 Settembre 2018
MacroambienteAdolescenti e internet, ma cosa fanno in rete?

Adolescenti e internet, ma cosa fanno in rete?

La domanda che sempre più spesso attanaglia migliaia di genitori è: “ma cosa fa  mio figlio tutto questo tempo su internet?” Oggi la risposta.


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Adolescenti e internet, ma cosa fanno in rete?

A rispondere a questa domanda che sempre più spesso attanaglia i genitori sui propri figli è l’Osservatorio sulle tendenze e comportamenti su internet degli adolescenti, presieduto da Maura Manca, psicoterapeuta e direttore di AdoleScienza.it, che finalmente rivela le abitudini in rete di milioni di figli adolescenti.

Bene, stando all’indagine dell’Osservatorio, che ha coinvolto un campione di 7 mila giovani di età compresa tra gli 11 e i 13 anni, risulta che: la totalità del campione ha un profilo sui social; l’11% di loro possiede anche dei finti profili sconosciuti anche agli amici più stretti; la totalità possiede almeno due app di messaggistica come Whatsapp; la metà di loro possiede anche un tablet. Inoltre i giovani stessi spiegano di passare in media 7 ore della loro giornata con lo smartphone in mano, raggiungendo  un massimo di 13 ore extrascolastiche dedite all’uso costante del proprio cellulare e della loro connessione a internet. In più: il 71,5% lo utilizza anche durante l’orario scolastico, controllandolo quasi tutto il giorno, per visualizzare sempre le notifiche, pratica che porta il 12% -quindi più di un ragazzo su 10- a svegliarsi nel pieno della notte per controllare sempre le notifiche e i messaggi. Comportamenti che vanno di pari passo con la tendenza emersa dal  64% dei giovani di avere  paura che lo smartphone “li possa lasciare a piedi” scaricandosi o non prendendo, generando nel 32% del totale ansia, rabbia o fastidio.

Ma veniamo ai comportamenti e le abitudini su internet dei milioni di adolescenti analizzati da quest’analisi. Ebbene i risultati sono sconvolgenti in quanto il 94% di loro afferma di utilizzare Internet per parlare con gli amici, il 58% lo usa per noia, mentre solo il 56% usa il potente potere di Internet per studiare, a differenza del 69%  che lo utilizza per guardare film in streaming e ascoltare musica. Inoltre una percentuale abbastanza ampia, il 44%, gioca online, e infine il 24% degli adolescenti intervistati afferma di usare la rete per guardare i siti porno e il 6,4% di loro per il sexting, ovvero per scambiarsi foto osè tra di loro. Com’è facile intuire, tutte queste pratiche, non sono esenti dai mille pericoli di internet, tanto che tra i pericoli più diffusi ci sono il cyberbullismo, di cui risulta vittima il 6,3% degli adolescenti, il sesso online attraverso WhatsApp e i tentativi di adescamento che coinvolgerebbero il 29% degli adolescenti. Infine in maggiore crescita è la diffusione del gioco d’azzardo online e delle scommesse sportive tra minori che interesserebbe un 12,5% degli adolescenti.

Adolescenti e internet, ma cosa fanno in rete?

Comportamenti e abitudini che denoterebbero una condizione di dipendenza da internet e social che preoccupa milioni di genitori, ma che è possibile scoprire, attraverso una mirata e circostanziata attenzione rivolta ai propri figli, e da cui è possibile uscirne attraverso poche e semplici pratiche. Infatti è possibile aiutare i propri figli ad uscire dalla “dipendenza da internet” applicando alcune regole che comincino a ridurre l’accesso, nonché la permanenza in internet: ad esempio relegando l’utilizzo della rete per poche ore al giorno dopo la scuola, oppure in alcuni giorni specifici nella settimana; inoltre proporre ai propri figli delle alternative a internet, come attività o pratiche extracurriculari come sport o attività di gruppo per stimolare e favorire il bisogno di socializzazione degli adolescenti; nonché di essere più presenti nella vita dei propri figli manifestando un interesse che vada al di là del bisogno di controllare i figli, ma che li possa aiutare ad esprimere i propri bisogni, problemi e disagi, che potrebbero coinvolgere anche le loro abitudini in internet; e infine se la dipendenza dovesse risultare troppo forte e difficile da debellare, non dimenticarsi che non si è soli ma che su tutto il territorio italiano ci sono diversi centri specializzati in materia che vantano la presenza di personale esperto nel prendersi in carico simili “patologie”.

Dunque, se da un lato la permanenza sui internet della totalità degli adolescenti risulta preoccupante, dall’altro bisogna essere costantemente vigili e pronti a porre rimedio a questi comportamenti “pericolosi”, proprio perché è possibile affrontare e risolvere questi problemi, laddove ovviamente vengano considerati tali.

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