ComunicazioneAl WMF! 2022 qualche riflessione sul futuro della scrittura con Alfonso Cannavacciuolo

Al WMF! 2022 qualche riflessione sul futuro della scrittura con Alfonso Cannavacciuolo

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Come cambierà, ed è già cambiato, il mestiere della scrittura messo alla prova dall'intelligenza artificiale? Il punto di vista di Alfonso Cannavacciuolo esposto al WMF! 2022.

Come cambierà il mestiere di scrivere messo alla prova da computer e altri sistemi automatizzati che hanno imparato a leggere e scrivere? Davvero l’intelligenza artificiale potrà prendere il posto di giornalisti, copywriter, traduttori, correttori di bozze? Da spunti – e dubbi – come questi è partito l’intervento di Alfonso Cannavacciuolo al We Make Future WMF! 2022.

L’intelligenza artificiale ha già preso il posto di chi scrive per mestiere?

Quello che di certo c’è è che, ormai da qualche anno, l’automated journalism è un fatto: le redazioni di tutto il mondo utilizzano abitualmente algoritmi e sistemi automatizzati per creare contenuti di diverso tipo – dalle notizie ai report, ai servizi – esattamente come le aziende sfruttano software e piattaforme SaaS per realizzare le schede prodotto dei propri ecommerce per esempio.

Soluzioni come queste convengono perché sono veloci, costano di meno, non richiedono al datore di lavoro di preoccuparsi di ferie, malattie, ecc.

Certamente la recente vicenda del dipendente di Google convinto che un’intelligenza artificiale abbia preso coscienza di sé[1] ha riportato all’attenzione la questione, tanto discussa, di un’etica dell’intelligenza artificiale. È questo però – se ne dice convinto l’esperto – un problema facilmente risolvibile, più sul piano pratico che su quello teorico, smettendo «di usare la parola “intelligenza”» che subito richiama alla mente la sfera umana.

Da professionisti doversi confrontare ogni giorno con sistemi automatici e AI altrettanto “bravi” nel mestiere di scrivere vuol dire, infatti, sapere che in molti casi essere pagati per scrivere vuol dire sempre più spesso essere pagati per revisionare e ottimizzare la bozza di un testo – o, spesso, un gran numero di testi – “pre-scritti” da un’intelligenza artificiale.

Alfonso Cannavacciuolo sul futuro della scrittura professionale

C’è un solo modo secondo Alfonso Cannavacciuolo per sopravvivere come professionisti della scrittura, oltre naturalmente a non provare mai a mettersi in competizione con software, piattaforme automatizzate, AI, ed è continuare a studiare, a imparare, a formarsi professionalmente.

Rispetto a un autista, infatti, un copywriter o chiunque altro lavori con la scrittura ha meno probabilità di essere semplicemente “rimpiazzato” da una macchina e ciò succede perché i testi scritti da una macchina sono ancora molto diversi da quelli scritti da chi pratica il mestiere della scrittura. Secondo l’esperto, insomma, il futuro sarà quello di contenuti che, proprio come un prodotto artigianale, riporteranno la dicitura «scritto da un umano».

Scrivere per gli umani vs scrivere per le macchine

Quando si parla di scrittura vs macchine e algoritmi c’è, infine, un tema ricorrente e solo apparentemente collaterale: considerato che macchine e algoritmi come quelli dei motori di ricerca sono i primi – anche da un punto di vista temporale – a leggere i propri testi, conviene più scrivere per i lettori umani o per le macchine?

La questione è vecchia, dibattuta, ed è da Google stesso che a ogni aggiornamento viene ribadita l’importanza della leggibilità innanzitutto per il lettore umano: gli algoritmi dei motori di ricerca si impegnano a premiare soprattutto i contenuti di valore e questo si traduce nella necessità per chi fa il mestiere di scrivere di smetterla di pensare esclusivamente alle keyword e fare attenzione, invece, a quella che è la search intent delle persone, task in cui l’intelligenza artificiale e il machine learning possono rivelarsi veri alleati di chi scrive.

Certo ci sono cose che vanno scritte quasi esclusivamente per i motori di ricerca, come le schede prodotto degli eCommerce del fashion e del turismo, settori in cui le decisioni d’acquisto dipendono molto da immagini e visual accattivanti. «Se sai scrivere, la gente legge», ha però sottolineato Alfonso Cannavacciuolo, indipendentemente da quanto ottimizzato e perfetto da un punto di vista SEO è il testo e la prova ne è il successo di content creator e influencer che si sono concentrati sulla scrittura di ottime caption per i social.

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