Enti e ImpreseArrivare a fine giornata con il telefono carico? La soluzione (italiana) è un plug-in sul caricatore

Arrivare a fine giornata con il telefono carico? La soluzione (italiana) è un plug-in sul caricatore

Witty startup batteria smartphone

Brevettato da Witty, startup nata in seno all'Università La Sapienza di Roma, il dispositivo rende più performanti le batterie degli smartphone aumentandone l'autonomia e allontanando il momento in cui vanno sostituite.

Dai dati emersi da un’indagine sembrerebbe che il 54% delle persone cambi il telefono a causa di fenomeni di obsolescenza e la principale causa risulterebbe essere la batteria non performante[1].

Del resto, a chi non è mai capitato di aspettare tutto il giorno una chiamata importante per riceverla alla fine proprio quando il telefono sta per spegnersi? O di dover raggiungere un posto nuovo e di cui non si conosce la strada e trovarsi in difficoltà perché il telefono si è scaricato ed è impossibile usare le mappe?

La buona notizia è che ora una tecnologia tutta italiana permette di allungare la carica dello smartphone. Si chiama Witty, sfrutta un brevetto sviluppato all’interno dei laboratori dell’Università La Sapienza di Roma da due giovani ingegneri, promette di raddoppiare l’autonomia di carica e la durata della batteria nel tempo e, soprattutto, si presenta al consumatore finale come un semplice e poco costoso apparecchio da usare in combinazione con il caricabatterie. 

Come funziona Witty, il dispositivo per allungare la carica dello smartphone

Witty non è altro che un plug-in autoalimentato da inserire tra il caricatore e il filo del caricabatterie. Una volta attivato, grazie alla tecnologia ASO, analizza il flusso di corrente tra il dispositivo in carica e il caricabatterie e di fatto lo interrompe quando la batteria del primo risulta completamente carica, evitando che la stessa rimanga in tensione di fine carica anche una volta arrivata al 100%, che è la ragione per cui dopo un po’ di tempo le batterie di smartphone e altri dispositivi simili cominciano a essere meno performanti.

Grazie a Witty, cioè, ci si potrà “dimenticare” in carica lo smartphone per tutta la notte senza temere che, mantenuta costantemente a 4.35V, la batteria si rovini: infatti, è come se il dispositivo brevettato da Andrea Tognoli e Lorenzo Craia, founder della startup romana, staccasse lo smartphone dalla corrente, “rilassando” la batteria e facendo in modo che possa iniziare il proprio ciclo di scarica. Ciò dovrebbe far bene alla salute della batteria e riuscire a raddoppiarne la durata in vita, da un anno e nove mesi fino a quasi quattro anni, secondo le stime della compagnia, mentre si riesce più nel quotidiano anche ad allungare la carica dello smartphone.

Questa sfida he ha tenuto sempre più impegnate negli anni le case produttrici: consapevoli che la maggior parte di chi possiede uno smartphone vive una sorta di “dipendenza” dalla carica della batteria e per limitare nel numero le occasioni in cui ci si ritrova improvvisamente con il telefono scarico, in molte hanno provato a introdurre soluzioni come la ricarica ottimizzata. Sono soluzioni basate sul machine learning che rischiano, però, di perdere ogni efficacia ogni volta che si verifica un evento al di fuori della routine: lo stesso non si può dire di una soluzione “fisica” e immediatamente operativa come Witty.

Ottimizzare la carica di smartphone e altri device riduce i costi (anche per l’ambiente)

Compatibile con tutti i dispositivi che usano la USB tipo A fino a 65W di potenza, Witty non permette solo di allungare la carica dello smartphone ma anche quella di tablet, headphone, speaker Bluetooth e altri device simili.

Il vantaggio è certamente in termini economici per chi li utilizza, dal momento che far sostituire la batteria di uno smartphone o di un tablet può comportare una spesa considerevole. Cambiare le batterie dei propri dispositivi elettronici ha, però, un costo anche e soprattutto ambientale considerato che il corretto smaltimento del litio è dispendioso e richiede un ingente consumo di acqua (ogni anno milioni di litri)[2].

Soluzioni come Witty convincerebbero, insomma, perché più verdi e più adatte a uno stile di consumo sempre più orientato alla sostenibilità e al rispetto ambientale, come ha dimostrato il successo della campagna di crowdfunding in occasione del lancio del device che ha contato ordini da tutto il mondo.

Witty, infatti, riduce il numero di rifiuti di batterie e contribuisce ad allungare la vita di uno smartphone (cosa, che riduce, tra l’altro, la sua carbon footprint[3])

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