ComunicazioneAmicizie su Facebook: le principali differenze con le relazioni reali

Amicizie su Facebook: le principali differenze con le relazioni reali

La differenza tra amicizie su Facebook e relazioni reali è sempre più evidente. I rapporti sui social sono solo un'effimera realtà?

Amicizie su Facebook: le principali differenze con le relazioni reali

Oggigiorno il mondo digitale offre un’incredibile opportunità: intessere e intrattenere migliaia di amicizie su Facebook, per esempio, con un solo click, senza doversi spostare per vedersi né doversi guardare “face to face” per parlarsi. Si stima infatti che ogni utente abbia in media dai 130 ai 150 amici. In Italia, sul social più popolare, risultano 19 milioni gli iscritti, di cui 10 milioni gli uomini e 9 le donne, in più negli ultimi anni si è assistito a un incremento vertiginoso di utilizzo tra i giovanissimi. Di conseguenza, più della metà degli utenti di Internet è iscritta a Facebook e lo usa per avere ed accrescere la propria rete sociale di amicizie.

Amicizie su Facebook e rapporti reali

In effetti, Facebook soddisfa il bisogno, propriamente umano, di affiliazione e condivisione connettendo tra loro una quantità illimitata di persone, sacrificando però gli aspetti basilari e concreti dei rapporti reali, in favore di rapporti virtuali costruiti con comunicazioni telematiche, basate sull’utilizzo di emoji. Insomma, ha dato vita a rapporti tanto facili da stringere quanto deboli da mantenere. Ma le amicizie su Facebook, sono vere e reali?

Come affermava a suo tempo Antoine de Saint-Exupéry ne Il Piccolo Principe (1942) “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici”, la realtà sembra dare conferma a questo pensiero. In effetti è proprio così: sebbene oggi sia possibile avere innumerevoli amicizie su Facebook, i rapporti reali, i pilastri della vita di ognuno si sono ridotti drasticamente in favore di relazioni virtuali che, cavalcando l’onda del momento, consacrano quando si è al top e scompaiono quando si ha bisogno. Oggigiorno questo non è solo un semplice pensiero, ma una vera e propria evidenza scientifica.

A dimostrarlo, infatti, è uno studio condotto agli inizi del 2016 dall’antropologo Robin Dunbar, professore di psicologia dell’università di Oxford, il quale, osservando il comportamento e le relazioni virtuali di più di 3000 studenti, ha rivelato che gli utenti posseggono mediamente 155,2 amici ma che in realtà solo 15 possono essere considerati tali e 5 etichettati come amici stretti, dal momento che, in caso di “bisogno reale”, si potrebbe far affidamento solo sul 4% di loro.

Inoltre come si legge dal report, “ci sono dei vincoli cognitivi sul social network che nemmeno i vantaggi della comunicazione online possono superare, in termini pratici tutto si riflette nel fatto che le relazioni nel mondo reale hanno bisogno di un’interazione faccia a faccia per mantenersi in vita, a differenza degli incontri casuali”.

Sostanzialmente, lo studio evidenzia che le amicizie su Facebook, costruendosi semplicemente su fugaci “Mi piace” e sul mero scambio di auguri, non costituirebbero un rapporto reale, ma un’effimera illusione. Del resto, coltivare una vera amicizia richiede tempo, costanza ed energie, qualcosa che vanno aldilà anche di Facebook, in fondo chi può considerare un vero amico una persona che si sente saltuariamente e soltanto per gli auguri?

Il discorso, quindi, si sposta proprio sulle caratteristiche fondanti dell’amicizia. Alla base delle vere amicizie ci sono qualità come la somiglianza; condivisione di ideali, pensieri, valori, giudizi e volontà; e un necessario sentimento di empatia che accomuna e avvicina gli uni agli altri. Alla base delle amicizie virtuali altro non c’è che una “menzogna” che risiede nella spettacolarizzazione e teatralizzazione di sé e della propria vita, e nel mostrarsi anche per come non si è, pur di apparire “cool”, come a dire “ehi guardami, ho una vita super, fatta di mille impegni e mille divertimenti, fai come me e non te ne pentirai”. Un’evidenza di ciò sta proprio nel camuffare e nel nascondere le vere emozioni in favore di effimere sensazioni che dimostrino quanto si è alla moda mostrandosi mentre si è allegri, si brinda, si è brilli, si sta con gli amici..insomma mentre si è sempre al top e mai per come si è realmente.

In conclusione, visto che 150 è il limite massimo di amicizie di valore che si possono intrattenere su Facebook, si consiglia di valutare attentamente i propri “amici”, in fondo se fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, specialmente in Rete.


Giuliana Maria Volpe
A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing
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