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Amp è la nuova app in stile Clubhouse con cui Amazon prova a penetrare il mercato del social audio

amp amazon nuovo social audio

Appena rilasciato negli Stati Uniti in versione beta, Amp permette a chiunque, come su Clubhouse, di trasmettere e interagire via voce o chat con gli altri utenti. Per differenziarsi, però, Amazon punta tutto sulla musica.

L’elenco di social simili a Clubhouse e con al centro la voce si amplia con Amp: Amazon, dopo numerosi rumor e anticipazioni, ha lanciato in queste ore infatti il proprio social audio. Al momento è disponibile solo in versione beta, esclusivamente per utenti iOS e limitatamente all’America e, proprio come il Clubhouse degli esordi, ha un’aura di esclusività che potrebbe condurlo rapidamente al successo: l’iscrizione ad Amp, nonostante sia libera e gratuita, è per ora soggetta a una lista d’attesa.

Cos’è e come funziona Amp: il nuovo social audio di casa Amazon

Per comprendere come funziona Amp è possibilmente partire dal funzionamento di altri social con stanze e programmazioni audio: ogni iscritto, infatti, quando vuole può iniziare a trasmettere trasformandosi nell’host del suo personalissimo show – come ricorda anche una sorta di payoff di Amp, “Your Mix. Your Mic” – e mentre è in onda può interagire con gli altri partecipanti sia in voce e sia tramite apposita chat.

amp amazon come funziona

Fonte immagine: The Verge

Termini e registro radiofonici sono utilizzati nella stessa presentazione ufficiale di Amp. Amazon, come sottolinea tra gli altri The Verge, ha provato a posizionare infatti la nuova app come «un servizio simile alla radio» e capace di trasformare chiunque in «un radio DJ»[1], certo forse più adatto a una radio universitaria che ad altro.

Lo ha fatto soprattutto per riuscire a differenziarsi dai numerosi “cloni” di Clubhouse – da Twitter Spaces alle stanze audio di Messenger, passando per gli Audio Events di LinkedIn – proliferati dopo il successo della piattaforma e da quando ci si è resi conto che uno dei social media trend più da tenere d’occhio è proprio la popolarità del social audio.

Con la musica su Amp Amazon prova a differenziarsi da Clubhouse e dai suoi numerosi cloni

Agli iscritti ad Amp Amazon, così, ha messo a disposizione una vasta libreria di brani musicali coperti da diritti d’autore, grazie ad accordi con le tre più importanti etichette discografiche americane, e un lungo elenco anche di brani indie da usare liberamente per comporre le playlist da mandare in riproduzione durante la trasmissione.

Introducing Amp. Host your own radio show with the music you love!

Introducing Amp. Host your own radio show with the music you love!

È ciò che concretamente più differenzia Amp dagli altri social con al centro la voce che, fin qui, hanno funzionato perlopiù come servizi messaggistica istantanea ma in voce (solo di recente Clubhouse ha aggiunto una nuova modalità per la musica dal vivo, pensata a uso e consumo soprattutto degli artisti emergenti). Allo stesso tempo, però, è anche ciò che potrebbe rendere difficile il roll out progressivo di Amp al di fuori dell’America, se non verranno chiusi accordi con altre case discografiche e per le licenze anche all’estero. Al momento, non a caso, come conferma The Verge, Amazon non ha risposto a domande relative a se e quando Amp arriverà anche in altri paesi.

Il futuro di Amp tra creator economy e sicurezza degli utenti

La compagnia sembra interessata soprattutto a costruire una buona base di utenti domestici. Lo sta facendo anche grazie a un programma che prevede il coinvolgimento di content creator professionisti e testimonial vip chiamati a trasmettere e mettere su le proprie playlist preferite su Amp nella speranza di attirare utenti: tra di loro ci sono Nicki Minaj, Pusha T, Tinashe, Travis Barker, Lil Yachty, Big Boi. Per loro la compagnia non sembra aver previsto, fin qui, alcuna forma di retribuzione, ma non è escluso che in futuro vengano introdotti incentivi e feature appositi perché i content creator riescano anche a guadagnare dalla presenza su Amp.

Già adesso, invece, per Amp Amazon ha previsto delle precise linee guida e preposto un team che si occupi di moderazione dei contenuti ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, eventualmente segnalando contenuti controversi e potendo penalizzare chi viola le policy della piattaforma. L’obiettivo è, per tornare ai paragoni con Clubhouse, evitare episodi controversi come quelli che, pur nel suo momento di exploit, portarono alla luce come Clubhouse avesse un problema di hate speech e finisse per condannare alla spirale del silenzio le minoranze.

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