Lunedi 17 Dicembre 2018
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Analytics e mobile: cinque idee per conoscere meglio i propri consumatori

Viviamo nell'era del mobile: più del 63,4% entro il 2017 lo userà come principale strumento per la navigazione. Gli analytics aiuteranno.


A firma di: Silvio Porcellana Fondatore e CEO di mob.is.it
Analytics e mobile: cinque idee per conoscere meglio i propri consumatori

Viviamo nell’era del mobile, non c’è dubbio. Entro il 2017 più del 63,4% degli utenti che hanno un dispositivo mobile lo utilizzerà come primo strumento per navigare online. I consumatori utilizzano lo smartphone per fare praticamente ogni cosa: cercare informazioni su cosa vogliono acquistare, leggere recensioni sui prodotti mentre sono all’interno degli store, condividere commenti e consigli con gli amici e così via. Che il mobile sia il punto di partenza della maggior parte delle attività online è confermato anche dagli studi: il 65% delle ricerche, il 66% degli accessi ai social media, il 65% dello shopping online e il 56% delle visualizzazioni video avviene da smartphone.

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Se avete messo in piedi una buona strategia dedicata a questi nuovi dispositivi, vi sarete già accorti dei benefici di pensare in ottica mobile: offrire il prodotto giusto al momento giusto sul dispositivo ottimale è la condizione fondamentale per vendere di più, meglio e creare solide relazioni con i propri consumatori e clienti.

Ma, per quanto sia accurata la vostra strategia, potrebbe esserci un argomento su cui sentite di non avere ancora piena padronanza su mobile: gli analytics.

Il fatto è che oggi i percorsi dei consumatori sono sempre più frammentati e meno prevedibili. Le persone passano continuamente da un dispositivo a un altro nella navigazione, cercando informazioni sui prodotti da smartphone, proseguendo la ricerca su tablet e infine completando il loro acquisto su desktop. Risulta sempre più difficile e frustrante seguire i loro movimenti e misurare nel modo corretto i risultati delle campagne, rispetto ai dispositivi e alle strategie.

Un’altra difficoltà deriva dalla quantità di dati da tenere in considerazione: durata media della sessione, pagine più popolari, geolocalizzazione, bounce e così via. Forse è per colpa di questa difficoltà che, nonostante il 66% delle aziende dica che il mobile sia molto importante nelle proprie strategie, solo il 46% ha implementato delle soluzioni per il tracciamento degli analytics relative al mobile.

Ecco allora cinque idee che vi semplificheranno la vita, permettendovi di comprendere meglio i vari percorsi che i vostri consumatori potrebbero seguire prima di accettare o meno le offerte che gli state proponendo.

1. Identificate le campagne in modo univoco

Identificare in modo univoco significa inserire nella campagna un elemento (di solito un codice) da assegnare ad ogni utente all’inizio di ogni singolo processo d’acquisto, così da monitorare i suoi comportamenti tra i differenti dispositivi. Pensiamo ad esempio a una campagna SMS: i vostri potenziali clienti ricevono un coupon via messaggio con la vostra offerta. Sono interessati, ma in quel momento sono occupati a fare altro. Ritorneranno sulla promozione solo la sera, su desktop, e qui effettueranno l’acquisto.

Monitorando i dati tradizionali, la campagna sembrerebbe non aver avuto alcun effetto su mobile mentre sembra aver ottenuto conversioni su desktop. Anche se di fatto non è così. Inserendo invece un codice univoco nel coupon inviato, avrete uno strumento che vi permetterà di ricollegare gli acquisti all’iniziale campagna via SMS. I codici di identificazione vi permetteranno di analizzare i risultati più in profondità di qualsiasi attività di marketing, annullando (o almeno riducendo) le barriere tra i vari dispositivi.

 2. Analizzate le fonti di traffico e i trend

Una tattica leggermente meno precisa, ma non per questo meno utile, è monitorare da vicino le vostre fonti di traffico, i trend e le variazioni in corso. Ovviamente si tratta di dati aggregati, ma permettono di rilevare casi particolari e indagarne l’origine. Ad esempio, se ci sono picchi d’acquisto in una certa area geografica in determinati giorni e c’è in corrispondenza un aumento del traffico da smartphone, anche se la maggior parte delle transazioni è avvenuta su desktop, potete assegnare al mobile il merito di quel risultato, con un livello di accuratezza piuttosto elevato.

Per tenere sotto controllo questo tipo di dati ci sono moltissimi tool di monitoraggio:

Google Analytics: il tool offerto gratuitamente da Google permette di monitorare il traffico mobile all’interno della sezione “Audience”. Qui troverete la pagina “Overview”, per vedere il numero di utenti da mobile, i dati di bounce e il tempo di caricamento delle varie pagine del sito. Tenete a mente che se questi tempi sono troppo alti, deve essere migliorata l’ottimizzazione del vostro sito se volete che funzioni su mobile.

Flurry: fornito gratuitamente da Yahoo, è uno strumento abbastanza basic per monitorare gli analytics mobile, ma davvero semplice da utilizzare. Fornisce dati sugli utenti attivi, la frequenza, le sezioni, la permanenza sul sito e altri dati demografici. Permette di creare funnel di conversione.Le Analytics nell'era del mobile

– Localytics: è un tool utilizzato dalle grandi compagnie in tutto il mondo. Qui è possibile trovare report molto dettagliati sulla localizzazione, i dispositivi, il numero di utenti e le sessioni. Offre la possibilità di creare degli A/B test e di estrapolare statistiche approfondite, aggregando diversi dati.

3. Monitorate ogni passo del funnel

Come abbiamo già accennato, il percorso di scelta e d’acquisto del cliente si compone di tanti frammenti dilazionati nello spazio, nel tempo e tra gli strumenti. Grazie alle moderne tecnologie è possibile tracciare ogni singola azione che l’utente compie, permettendo di capire l’efficacia di una campagna. Se ad esempio tracciate le ricerche di uno specifico prodotto sulla versione mobile del vostro e-commerce, potete poi ricollegare gli acquisti fatti su desktop in modo più rapido, attribuendo il corretto valore ai vari elementi e strumenti della vostra strategia di mobile marketing.

4. Utilizzate i micrositi

I micro-siti sono pagine web molto semplici con un nome di dominio dedicato. Servono a promuovere e vendere un singolo prodotto o servizio e ricevere traffico da campagne marketing specifiche. In termini di analytics, il vantaggio dei micrositi è quello di poter isolare il traffico prodotto da una specifica campagna, rendendo tutti gli altri dati molto più semplici da tracciare, poiché non sono contaminati da altre fonti o campagne marketing. Ci sono moltissimi esempi di micrositi realizzati in modo davvero geniale.
WhatTheF*ckShouldIMakeForDinner.com è uno dei migliori. Zach Golden ha creato questo minisito per promuovere il suo libro. Non aveva molto budget, per cui il layout è semplice e i contenuti altrettanto minimal.

Le Analytics nell'era del mobile

C’è uno spazio dinamico dedicato alla ricetta del giorno, tre link che permettono all’utente di scegliere tre diversi percorsi di esplorazione e una piccola call-to-action in fondo a destra per acquistare il libro. Tutto qui, ma funziona. Il sito ha raggiunto in pochi giorni 100.000 visitatori unici in modo organico. Il tracciamento degli analytics mobile in questo caso è fondamentale per comprendere i percorsi dei consumatori ma estremamente semplice, perché in questo microsito ci sono poche possibili vie da seguire.

5. Invitate i vostri utenti a registrarsi

Questo è il punto fondamentale. Se riuscite a far registrare i vostri visitatori quando atterrano sulla vostra pagina, prima che facciano qualsiasi altra cosa, indipendentemente dal dispositivo che stanno utilizzando, avete fatto un bel jackpot.

Grazie alla registrazione, avrete sempre a disposizione i dati corretti per monitorare ogni azione, click, visita e acquisto da parte di quell’utente specifico e capire esattamente dove i vostri investimenti stanno funzionando e dove meno.

Se ci pensate, è esattamente ciò che fanno i grandi del web: una volta che acquistate qualcosa su Amazon, in seguito sarete sempre identificati e la prima cosa che il brand chiede di fare quando accedete all’app è di effettuare il login.

Su Facebook se non siete registrati (indipendentemente dal dispositivo utilizzato) non potete vedere che una piccola parte dei contenuti. Google sta provando a fare lo stesso, sviluppando e fornendo gratuitamente un sistema operativo (Android) solo per esser certo che voi utilizziate lo stesso account Google su smartphone e computer.

Perché lo fanno? Perché funziona. Sappiamo che richiedere la registrazione e il login potrebbe ridurre i tassi di conversione, ma i vantaggi ottenuti in temini di targettizzazione e tracciamento degli analytics vi compenseranno dalle eventuali mancate vendite. Inoltre il processo può essere fatto in modo poco impattante e fastidioso per l’utente, ad esempio permettendo il login automatico dopo il primo acquisto, chiedendo poi di loggarsi anche sull’app (cosa cui siamo tutti sempre più abituati). Magari tramite il social login, così non ci sono dati da digitare ed è sufficiente premere un pulsante. Altra strategia è quella di offrire degli incentivi (come coupon e sconti) a tutti quelli che effettuano la registrazione.

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