Martedi 17 Settembre 2019
MacroambientePerché portare gli animali a lavoro? Alcuni esempi di aziende pet-friendly

Perché portare gli animali a lavoro? Alcuni esempi di aziende pet-friendly

Portare gli animali a lavoro porta benefici ad aziende e dipendenti. Come si diventa, però, un'azienda pet-friendly? Alcuni casi interessanti.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Perché portare gli animali a lavoro? Alcuni esempi di aziende pet-friendly

Sempre più persone sostengono che portare amici a quattro zampe in ufficio riduca lo stress e migliori l’ambiente di lavoro; non tutte le aziende, però, sono pronte a diventare pet-friendly. In effetti, per dare la possibilità ai dipendenti di portare i propri animali a lavoro bisogna anche mettere in atto delle politiche che rendano l’azienda un posto adatto a ospitare degli animali domestici. Quali sono i principali benefici derivanti dal portare il proprio animale domestico a lavoro e quali aziende offrono già questa opportunità ai propri dipendenti?

ANIMALI A LAVORO: I VANTAGGI

Alcuni dati interessanti arrivano da una ricerca condotta da Purina, su un campione di 3.221 proprietari di cani provenienti da otto paesi europei (Italia compresa). Il 68% dei dipendenti vorrebbe portare il proprio cane a lavoro e il 40% di essi crede che questa opportunità possa ridurre lo stress in ufficio. Tuttavia, soltanto circa il 12% delle aziende è pet-friendly

Tra i principali benefici di questo tipo di politica per le aziende c’è la possibilità di attrarre talenti, specialmente tra i Millennials; secondo la ricerca di Purina questa generazione apprezzerebbe particolarmente portare i propri animali a lavoro.

Il fatto che si trascorrano spesso tante ore a lavoro fa sì che chi ha cani e gatti sia quasi costretto a lasciarli da soli a casa per molto tempo, dovendo spesso chiedere a qualcuno di dar loro da mangiare o di portarli a fare una passeggiata. Infatti, il 53% degli intervistati ha dichiarato che uno dei principali benefici derivanti dal poter portare gli animali a lavoro è proprio la riduzione del senso di colpa provato quando si lascia il cane a casa.

La riduzione dello stress nel luogo in cui si lavora può dipendere anche dalla creazione di un ambiente più friendly, per certi versi meno formale e anche più divertente. Consentire ai dipendenti di fare una piccola pausa per portare il cane a fare una passeggiata, giocarci durante la pausa pranzo o semplicemente alzarsi qualche minuto per dare da mangiare al proprio animale domestico potrebbe essere un’ottima strategia per creare un contesto lavorativo rilassante e in cui i dipendenti si sentano maggiormente a proprio agio. Non a caso, per il 31% degli intervistati questo beneficio migliorerebbe anche l’immagine dell’azienda.

Un altro beneficio, che è possibile trovare sul sito di Amazon, altra azienda che porta avanti delle politiche pet-friendly, riguarderebbe il rapporto tra i dipendenti: tale politica aziendale, difatti, contribuirebbe a migliorare lo spirito di gruppo, poiché i diversi padroni finiscono per radunarsi nelle aree comuni, proprio per i propri cani, trascorrendo così del tempo insieme.

La possibilità di portare i propri animali a lavoro, come fatto notare dall’azienda di advertising Pulse, avrebbe inoltre un impatto sul benessere fisico dei dipendenti, tenendo presente per esempio le conseguenze negative del trascorrere troppo tempo alla scrivania e senza distogliere lo sguardo dallo schermo del computer durante l’orario di lavoro. L’azienda, presente anche a Milano e anch’essa sostenitrice della presenza di animali in ufficio, sostiene che questo tipo di politica sia un modo utile per spingere i dipendenti ad alzarsi per dar da mangiare agli animali, per far fare loro una passeggiata o semplicemente coccolarli un po’, evitando così di essere ininterrottamente fermi davanti allo schermo.

LUOGO di lavoro pet-friendly: I doveri di aziende e dipendenti

L’azienda di mangime per cani Purina mostra un forte impegno nel promuovere la presenza di animali in ufficio e, in questo senso, mette a disposizione diversi consigli e strumenti utili per le aziende che intendano diventare pet-friendly, cioè che vogliano prepararsi ad accogliere gli animali domestici dei dipendenti. Tuttavia, sia aziende che dipendenti devono considerare diversi doveri e responsabilità per poter garantire un ambiente sano e sicuro per tutti, adatto ad accogliere gli animali da compagnia, rispettando alcune regole fondamentali.

A tale scopo, sul sito dell’azienda è presente una sezione dedicata all’argomento, con consigli e linee guida rivolti a entrambi i soggetti. Per esempio, devono esserci spazi che consentano agli animali di stare vicino ai propri padroni, senza correre il rischio di farsi male oppure di far male ad altri animali (e quindi, in caso di necessità, deve poter esserci la possibilità di tenere gli animali separati). È imprescindibile, poi, che i padroni garantiscano ai loro animali una dieta adeguata e varie comodità a loro necessarie.

Quando si aderisce a un programma del genere, inoltre, dipendenti e amministrazione devono non solo essere consapevoli ma anche accettare i comportamenti tipici di tutti gli animali domestici: per esempio, sicuramente cercheranno di richiamare l’attenzione oppure avranno bisogno di essere portati fuori per fare i loro bisogni.

L’azienda dovrebbe stabilire alcuni requisiti per l’ingresso degli animali nel contesto aziendale, cioè un’età minima (per esempio tre mesi), la vaccinazione obbligatoria e l’obbligatorietà del microchip. I cani e i gatti da portare in ufficio dovrebbero essere socievoli, senza alcun precedente di aggressivitàpoco rumorosi (per quanto possibile) e dovrebbero avere un’assicurazione che copra eventuali danni causati dall’animale a terzi.

L’azienda dovrebbe anche definire delle zone in cui gli animali non possono entrare, anche se poi spetta ai padroni far sì che essi restino negli spazi a loro riservati, impegnandosi a pagare eventuali danni causati dall’animale (dato che gli imprevisti possono ovviamente esserci).

È importante, dunque, che i padroni si prendano cura dei propri animali e si impegnino a garantire la loro sicurezza e tranquillità, così come quelle di tutti i colleghi; tuttavia, spetta all’azienda fare il primo passo verso l’integrazione in ufficio di questi piccoli compagni, dopo aver ovviamente stabilito delle regole che rendano questa politica davvero funzionale per tutti.

LE AZIENDE PET-FRIENDLY: alcuni casi interessanti

Oltre all’azienda Purina, che dal 2014 ha avviato l’iniziativa Pets@work proprio per promuovere l’accoglienza dei cani dei dipendenti in ufficio, ci sono varie aziende con delle politiche simili.

Un’azienda di Tokyo, la Ferray Corporation, per esempio, ha deciso di accogliere i felini nei suoi uffici per ridurre lo stress dei dipendenti. In questo caso specifico, l’azienda ha deciso di adottare nove gatti abbandonati o comunque donati da organizzazioni per la tutela degli animali; i dipendenti, così, li hanno adottati, portandoli a casa la sera e riportandoli a lavoro ogni giorno.

Anche Amazon garantisce una politica pet-friendly, almeno nella sede di Seattle, dove i dipendenti condividono il posto di lavoro con circa 6mila cani. La sede infatti sembra un piccolo paradiso per i colleghi a quattro zampe che possono trascorrere la “pausa caffè” all’aria aperta, in una sorta di parco giochi creato appositamente per loro, con fontane e bustine per i bisogni; inoltre, l’azienda organizza degli eventi per radunare gli animali domestici.

C’è chi poi ha preso molto a cuore la questione relativa alle politiche pet-friendly, concedendo ai propri dipendenti una sorta di “licenza per neo-padroni di animali domestici“, la fur-ternity leave“. È questo, infatti, il nome dato dall’agenzia di marketing nordamericana Nina Hale alla settimana concessa a chi è appena diventato padrone di un animale domestico e vuole restare a casa per prendersi cura del nuovo arrivato.

Un caso italiano un po’ diverso ma chiaramente degno di nota riguarda la decisione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” di concedere un permesso retribuito a una donna che è rimasta a casa per prendersi cura del suo cane malato, ritenuto “membro della famiglia”.

Giornata internazionale dei cani in ufficio

Un modo interessante per “testare” l’eventuale applicazione di questa politica in un’azienda, ovvero far portare gli animali a lavoro, potrebbe essere quello di sfruttare la giornata internazionale dei cani in ufficio (che si terrà il 21 giugno 2019) per accogliere gli animali domestici dei dipendenti. Sempre sul sito di Purina, l’azienda fornisce consigli a dipendenti o amministratori che vogliano proporre l’idea nell’azienda in cui lavorano, poiché ci sono vari aspetti importanti, relativi al portare gli animali a lavoro, che bisogna valutare con cautela prima di organizzare un simile evento (tra cui questioni relative alla sicurezza degli animali, eventuali allergie e assicurazioni).

Nonostante siano con più frequenza i cani a essere portati in ufficio, anche i gatti dovrebbero iniziare a prendere parte più spesso a queste iniziative, proprio come nel caso dell’azienda giapponese sopracitata: una compagnia divertente, curiosa, che non potrà fare altro che rendere l’ambiente di lavoro ancora più accogliente e allegro.

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