ComunicazioneApp di messaggistica istantanea: quale scegliere?

App di messaggistica istantanea: quale scegliere?

Il mondo delle app di messaggistica istantanea offre una possibilità di scelta in base alle proprie esigenze. Quali sono le più utilizzate e perché?

App di messaggistica istantanea: quale scegliere?

La diffusione delle app di messaggistica istantanea è la prova di come l’elemento multimediale sia entrato a tutti gli effetti a far parte del nostro modo di comunicare. A sostituire una parola si trova spesso una emoji o una gif, per dare un tono alle conversazioni si rinuncia alla punteggiatura e si preferisce inviare una nota vocale, i testi non sono più brevi e spesso accompagnati da immagini e video. Questa rivoluzione non ha “risparmiato” nessuno, infatti la base utenti delle app di messaggistica istantanea è trasversale e coinvolge diverse fasce di età. Naturalmente le diverse funzionalità che caratterizzano le app non sono la sola discriminante per la loro scelta: gli utenti richiedono un’esperienza di utilizzo intuitiva e semplice, ma soprattutto scelgono le app principalmente utilizzate dai loro contatti.

I riflettori in Italia vedono WhatsApp e Telegram come principali protagoniste, ma accanto a loro si collocano anche i sistemi di messaggistica delle piattaforme social di casa Zuckerberg: Facebook con Messenger e Instagram con i messaggi diretti e i commenti alle Stories.

App Messaggistica istantanea

Una panoramica delle app utilizzate principalmente nel 2017 – Vincenzo Cosenza

Stando ai dati analizzati da Vincenzo Cosenza in una sua pubblicazione (marzo 2018) e integrati con la survey di Blogmeter sul rapporto fra Italiani e social mediaWhatsApp è stato utilizzato da 22 milioni di italiani nel 2017. Il servizio deve il suo successo alla sua semplicità di utilizzo e alla immediata e capillare diffusione. La sua base utenti è molto variegata, poiché comprende sia giovani che anziani che lo usano in media 11 ore e 30 minuti a testa, ogni mese.

Indagine BlogMeter relativa all'uso di app di messaggistica istantanea

Indagine Blogmeter relativa all’uso di app di messaggistica istantanea.

App di messaggistica istantanea: un po’ di storia

WhatsApp nasce nel 2009 da un’intuizione di Jan Koum e inizialmente era una modifica apportata alla rubrica per segnalare l’impossibilità di un utente a rispondere; l’introduzione delle notifiche push e la diffusione degli smartphone hanno fatto tutto il resto. Negli anni a intaccare il predominio di WhatsApp ci hanno provato diverse app ma l’unica che è riuscita ad affermarsi con successo è sicuramente Telegram. Un origami di carta che sfreccia nel cielo come sinonimo di libertà è il simbolo dell’ascesa dell’app creata dai fratelli Durov nell’agosto 2013. Mentre il fenomeno WhatsApp iniziava a diffondersi su quasi 35 milioni di smartphone in tutto il mondo, i fratelli russi Pavel e Nikolai Durov, dopo le pressioni politiche ricevute per Vkontact (il principale social network utilizzato in Russia), decisero di sviluppare Telegram, un programma di messaggistica aperto al pubblico e sicuro. Nessuno scopo di lucro, nessuna pubblicità: più che un’azienda creata per fare business, Telegram si è sempre posto come un progetto “umanitario”, volto a garantire la libertà di espressione e informazione a tutti coloro che utilizzassero l’applicazione. I grandi finanziamenti effettuati da Pavel permisero al team di sviluppo di lanciare l’app che in poco tempo è diventata la principale concorrente del gigante verde.

WhatsApp e Telegram: quale è la più sicura?

Uno degli elementi che differenzia le due app è legato alla sicurezza e riguarda il sistema di crittografia. Telegram utilizza un sistema di crittografia “client & server” e i messaggi vengono tutti memorizzati su cloud; WhatsApp utilizza un sistema di crittografia “end-to-end” e sui propri server non memorizza i messaggi ma solo data, ora e numero di cellulare del mittente. Questo significa che in teoria il sistema più sicuro è quello utilizzato da WhatsApp (stesso sistema utilizzato da Telegram per le chat segrete) ma l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook e il recente scandalo Cambridge Analytica hanno messo in cattiva luce la gestione dei dati da parte della app.

Gruppi e Supergruppi

I gruppi all’interno delle app di messaggistica sono per molti utenti croce e delizia: se da un lato sono uno strumento molto utile per l’invio dello stesso messaggio con possibilità di replica a più utenti, dall’altro il loro abuso li ha fatti spesso diventare oggetto di stress da notifica. Entrambe le app permettono di creare gruppi all’interno dei quali effettuare diverse operazioni: Telegram, per esempio, offre la possibilità di trasformare un gruppo in supergruppo. I gruppi su quest’app nascono per condividere contenuti con una cerchia ristretta di persone, ma se questi crescono e si espandono possono essere aggiornati diventando supergruppi. Tra le loro caratteristiche, possono avere fino a 100mila membri, hanno una cronologia unificata in modo che i nuovi iscritti possano leggere anche le vecchie conversazioni e i messaggi eliminati non sono più visualizzabili a nessuno.

Le sfide di marketing

Le due app di messaggistica istantanea hanno diverse caratteristiche in comune, ma si differenziano in base al diverso modo in cui vengono utilizzate come strumenti di marketing. Se per quanto riguarda WhatsApp è stato possibile negli anni vedere delle campagne di WhatsApp marketing, le applicazioni di Telegram in ambito marketing sono legate soprattutto all’utilizzo di bot e alla presenza dei canali: il canale Telegram è una sorta di monologo che l’azienda ha con l’utente; chi sceglie di seguire un canale riceve una serie di messaggi per rimanere aggiornato sulle ultime novità. Le conversazioni azienda-utente su WhatsApp avvengono attraverso il broadcast che invece è una sorta di newsletter che le aziende decidono di inviare ai propri contatti.

Presenza di un client desktop…

Entrambre le app di messaggistica istantanea presentano una versione desktop. Per accedere alla versione desktop di WhatsApp è necessario collegarsi da browser e scansionare con il proprio smartphone il QR code presente sulla pagina. Eseguita questa semplice operazione, i due dispositivi risulteranno sincronizzati e connessi. WhatsApp Web ha però un limite: non consente una piena autonomia all’utilizzatore dal momento che è strettamente e direttamente collegato allo smartphone e se questo è scarico non funziona il servizio.

Per quanto riguarda Telegram, invece, è possibile far riferimento sia a Telegram Web che a Telegram Desktop: con entrambe le versioni si accede a Telegram attraverso un PC, ma la prima lo fa attraverso browser, la seconda attraverso un’app da scaricare. L’utilizzo delle app da PC permette agli utenti il trasferimento di contenuti su mobile e viceversa. Telegram lo fa attraverso l’apposita finestra “Messaggi salvati”; su WhatsApp gli utenti utilizzano una più artigianale chat con se stessi.

…e di una versione Business

La novità 2018 di WhatsApp è una versione business che presenta molti limiti ma che si configura come un tentativo iniziale di far entrare l’app nei sistemi di comunicazione aziendale.

Telegram non ha una versione business ma l’indipendenza dal numero di telefono permette all’applicazione l’integrazione con diversi CRM.

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