Aspettative lavorative dei Millennial: quali sono e cosa fanno le aziende

Quali sono le aspettative lavorative dei Millennial? Quali valori e desideri nutrono verso le politiche del welfare aziendale?

Aspettative lavorative dei Millennial: quali sono e cosa fanno le aziende

Che il mercato del lavoro abbia subito dei forti cambiamenti negli ultimi decenni è, oramai, un dato di fatto, e per questo motivo ci si interroga sempre di più su quali potrebbero essere le aspettative lavorative dei Millennial e sul contributo che questi possono apportare alle organizzazioni.

Prima di analizzare questo aspetto, però, è bene soffermarsi su caratteristiche e abitudini dei Millennial: gli appartenenti alla Generazione Y sono gli utenti che appartengono al range d’età 18-35 anni e che in questi anni hanno rappresentato una grande risorsa da conoscere – e poi da sfruttare – per marketer, ma anche per manager e aziende. Effettivamente in questi anni si è registrata una grande attenzione verso questa categoria, proprio perché coloro che ne fanno parte rappresentano una fetta considerevole del mercato, soprattutto quello lavorativo.

Le caratteristiche più rilevanti delle abitudini dei Millennial, comunque, possono essere ricondotte a due fattori principali:

  • l’iperconnessione a Internet;
  • la reticenza a essere indipendenti dai genitori.

In effetti, gli esponenti della Generazione Y sono sempre connessi e utilizzano Internet per svariate motivi:

  • in primis, per la risoluzione di problemi quotidiani relativi ai più vari ambiti come scuola, lavoro e – diciamolo – anche le relazioni sociali;
  • per ricercare informazioni di vario genere, dalle semplici curiosità ai temi di attualità più caldi;
  • infine, per l’intrattenimento grazie ai social media, anche se, contrariamente a quanto si ci si aspetta, sono tanti i Millennial ancora scettici nei confronti di queste piattaforme.

L’eccessivo utilizzo di Internet ha indotto molti a pensare che i membri della Generazione Y siano dipendenti dalla Rete, cosa che impedirebbe loro di trovare una propria dimensione nel mondo, mantenendo il cordone ombelicale con le proprie proprie famiglie.

Tuttavia, Richie Norton, figura di spicco nell’ambiente digitale, ha rilevato che proprio intorno ai Millennial ruotano vari miti da sfatare – tra cui, appunto, il morboso rapporto con la famiglia – come quelli relativi alle aspettative lavorative che che vengono giudicate spesso banali e legate, da un lato, a caratteristiche personali – come, per esempio, l’incapacità di mettersi in gioco o la mancanza di spirito imprenditoriale – e dall’altro ad eventuali comportamenti lavorativi scorretti – come infedeltà aziendale o mancanza di eticità.

Le aspettative lavorative dei Millennial e il mercato del lavoro

Questa categoria è stata accusata, nel contesto lavorativo, di pigrizia, infedeltà e mancanza di etica. Eppure, dati provenienti da vari studi mostrano proprio il contrario. È opportuno precisare, infatti, che i Millennial possono dare tanto alle aziende ma, al contempo, richiedono alcuni standard che ben si allontanano dai pregiudizi comuni. Va detto che negli anni si è affermato sempre di più un sistema “precario” che basandosi sulla dinamicità (se non vogliamo chiamarla instabilità) ha svalutato, appunto, il senso del valore che staticità e stabilità avevano portato in passato. È possibile riscontrare una costante ricerca di flessibilità e di adattamento al cambiamento che ha spinto aziende e lavoratori a modificare l’assetto organizzativo del lavoro o, addirittura, a cambiare attività. In tali circostanze di precariato risultano fondamentali degli espedienti atti a migliorare l’ambiente lavorativo e il benessere dei lavoratori. Per questo motivo è necessario adottare politiche di welfare aziendale che, mai come ora, devono essere sempre più specifiche perché le aziende non solo devono far fronte adeguatamente ai cambiamenti del mondo del lavoro, ma devono anche riuscire ad attirare la preziosissima forza lavoro costituita dai giovani, rispondendo in modo adeguato alle aspettative lavorative dei Millennial.

Lavoro e Generazione Y: quali sono le aspettative lavorative dei Millennial?

Come emerge da uno studio condotto da ReportLinker, dal momento che i Millennial rappresenteranno entro il 2020 metà della forza lavoro americana, sono sempre di più aziende che si ingegnano per ricercare gli espedienti più adeguati e conformi alle aspettative ed esigenze dei giovani lavoratori per accaparrarsi la loro fedeltà e, di conseguenza, la loro produttività. Quali sono, però, nello specifico queste aspettative?

  • Per prima cosa i Millennial desiderano essere motivati a lavoro e sentirsi particolarmente impegnati grazie a percorsi personalizzati di crescita professionale e avanzamento di carriera, come a sperare di poter ritrovare la stabilità generazionale perduta attraverso l’acquisizione di competenze sempre più elevate richieste dal mercato, mirando inoltre ad ottenere dei ruoli nei processi decisionali della propria azienda. Varie organizzazioni a tal proposito stanno cercando di assumere una posizione aperta verso la leadership diffusa e l’holacracy, aspetto che  secondo il sondaggio permetterebbe all’87% dei dipendenti più coinvolti in questi processi decisionali di sentirsi più soddisfatto dalla propria posizione lavorativa.
  • Un secondo insieme di aspettative lavorative dei Millennial riguarda benefit e vantaggi estesi all’intero nucleo familiare come l’assistenza sanitaria (68% degli intervistati); il congedo familiare retribuito o per morti familiari (54% delle preferenze); orari flessibili e quindi con la possibilità di smart working (47% ) e servizi di sviluppo della carriera (39%).
  • Infine, l’ultima categoria di aspettative lavorative dei Millennial  fa riferimento a quegli espedienti che vanno ad agire sulla produttività lavorativa, come le tattiche per migliorare l’ambiente di lavoro anche grazie allo spillover e  grazie a un maggiore confidenza con i colleghi.

Giuliana Maria Volpe
A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing
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