Mercoledi 15 Agosto 2018
MacroambienteAziende e web marketing: 3 motivi per il sì!

Aziende e web marketing: 3 motivi per il sì!

Ecco i 3 motivi per cui le aziende devono sfruttare appieno le potenzialità del web marketing.


A firma di: Michele Romano Contributor
Aziende e web marketing: 3 motivi per il sì!

Ogni giorno si spendono milioni di parole sulla necessità per le aziende di digitalizzarsi, al fine di sfruttare quanto più possibile le potenzialità del Web. Tuttavia, l’Italia è tendenzialmente il Paese in cui tutti parlano ma in pochi sanno ciò che dicono, il Paese dei tardivi digitali nel cuore e con orgoglio. In pochi si trasmutano in immigrati digitali, persone che sono pur cresciute prima delle nuove tecnologie ma che poi le hanno comunque adottate. E, ancora meno, sono i nativi digitali che hanno già la possibilità di fare azienda 2.0, seppur col passare del tempo le generazioni nate digitali stiano aumentando sempre più. “Questione di tempo”, direbbe qualcuno. “Questione di cultura ed opportunità”, direbbe il sottoscritto. Il nostro Paese, infatti, non per altro è fra i più arretrati quando si tratta di avere l’occhio lungo e la mente aperta al mondo che cambia pelle, dai diritti civili a quelli digitali, appunto. Per questo, oggi cerchiamo di fare chiarezza sul perché sia davvero necessario per le aziende – e non solo – cominciare a sfruttare le potenzialità del Web e delle nuove tecnologie per fare marketing, certamente, ma anche per comunicare la propria identità. Quindi, meno chiacchiere (questo è anche il Paese delle suddette) e più fatti, perché verba volant, scripta manent. Di seguito, abbiamo deciso di proporvi i 3 motivi per cui, nel ventunesimo secolo, tutte le aziende dovrebbero smetterla di annaspare nel pantano dell’offline e sfruttare il web marketing:

1) Gli utenti del web sono in aumento.
Secondo l’ITU, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’ICT, entro la fine del 2014 saranno 3 mld le persone che nel mondo navigano su Internet, mentre nel giro di pochi anni potranno essere già più della metà della popolazione globale, soprattutto se i paesi in via di sviluppo riusciranno finalmente ad ingranare. Di conseguenza, solamente un’azienda desiderosa di fallire potrebbe continuare ad ignorare le nuove tecnologie ed il digitale per le proprie attività di marketing e comunicazione. L’ignoranza, infatti, è la condizione conseguente e diretta di “colui che ignora”.

2) Non bisogna essere presenti in Rete solo per non essere assenti.
L’idea di Wilde da cui deriva il detto “Nel bene o nel male, purché se ne parli” sul Web non vale. Farsi una pubblicità negativa è sempre controproducente e, quindi, in tali casi è meglio “tacere” anziché parlare a vanvera o, addirittura, inimicarsi la gente con fiumi di spam od atteggiamenti negativi; così come è nocivo creare un sito internet o una pagina aziendale sui social per poi abbandonarli a loro stessi.
Per comunicare su Internet bisogna affidarsi ai professionisti della materia, altrimenti il rischio di sparare sciocchezze diventa altissimo, il che equivale ad un clamoroso suicidio. Chi ha studiato la comunicazione, infatti, sa bene che i siti vanno creati per una comunicazione istituzionale per esprimere identità e valori coerenti, mentre i social network per una comunicazione da dialogo rigorosamente orizzontale con gli consumatori. L’obiettivo è sempre quello di ridurre le distanze nel rapporto fra aziende ed utenti grazie a relazioni che hanno costi irrisori in termini di risorse. Il tutto con cognizione di causa.
Va tenuto conto anche del fatto che non si comunica in egual modo su tutti i social: Facebook ha tendenzialmente una comunicazione più giocosa ed amicale, Twitter più immediata, Google+ determinante specie per la propria presenza sui canali di Mountain View come Maps e Ricerca, mentre LinkedIn più strettamente professionale. Infine, sia che si tratti di social che di siti, bisogna curare la propria presenza online in tutti gli aspetti, rispondendo alle domande, alle e-mail, aggiornando costantemente le proprie pagine con contenuti affascinanti ed intelligenti e con le giuste informazioni (contatti compresi).

3) Essere a portata di click del cliente.
I motori di ricerca sono indispensabili per il posizionamento dell’azienda in Rete, visto che collegano la conoscenza in Rete e la rendono tale. Oggi, così, è in costante crescita il numero di persone che utilizzano Internet per trovare brand e prodotti, per la marea di informazioni presenti, per la facilità d’uso e per la speranza di risparmio. Quindi, cari producer 2.0, non lasciatevi scappare né i consumer né i prosumer! Per essere competitivi e facilmente trovabili dai potenziali clienti sui motori di ricerca, tuttavia, dovrete studiare attentamente l’andamento delle parole chiave utilizzate quando essi effettuano una ricerca sul web ed ottenere quante più informazioni in merito. Infine, è importante conoscere ed applicare le regole SEO on-page ed off-page utili a posizionare il sito nei search engine.
Abbiate bene a mente che nella società digitale il consumatore è al centro di tutto. Non esistono più “primedonne” fra i produttori, nessuno impone più nulla se non con opportune strategie di marketing che riescano ad ipnotizzare e ad affascinare i consumatori (vedi Apple e i suoi iPhone). “Il cliente ha sempre ragione“, salvo eccezioni, vale offline ma anche online.

Quindi, la propria presenza in rete deve rispettare i seguenti assunti, ovunque si comunichi:
– usabilità (non dimenticate la navigazione mobile e le app!);
contenuti viral interessanti ed aggiornati;
dialogo orizzontale ed invito agli utenti ad agire da protagonisti (non semplicemente “partecipare”);
– lavorare costantemente a piani di comunicazione e di vendita online efficienti/efficaci, affascinanti, seri ed affidabili, senza dimenticare di essere presenti anche su siti di e-commerce come Amazon, eBay e Subito.it.

Un passo indietro dei produttori, a favore dei consumatori online, insomma, si rivela conveniente e non paradossale, soprattutto se si punta nel web marketing, come nella vita reale, ad evitare sprechi e spese pazze. Infatti, circa il 40% delle spese di marketing digitale è inefficace e può essere analizzato, ad esempio, attraverso le campagne A/B test, che consentono di scoprire ciò che funziona in una campagna di web marketing e ciò che invece non funziona ai fini dei risultati e di porvi rimedio. Infine, una volta stabilito il budget, bisogna monitorare, analizzare ed ottimizzare costantemente le campagne Search engine marketing per migliorare il return on investment (ROI).

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