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Mattel omaggia infermiere, ricercatrici e dottoresse in prima linea nella lotta al COVID-19 con Barbie in edizione speciale

Hanno le sembianze di chi è stata in prima linea nella lotta al COVID e parte del ricavato della vendita andrà in beneficenza. Le nuove Barbie Thank You Heroes mirano però soprattutto a ispirare e incoraggiare nel sogno di una carriere scientifica le piccole appassionate delle bambole Mattel.

Sono medici, infermiere, ricercatrici e omaggiano donne che hanno avuto un ruolo chiave nella lotta al COVID: le Barbie Thank You Heroes.

Una collezione di bambole dedicate a ricercatrici, dottoresse e infermiere in prima linea durante l’emergenza sanitaria: così, con Barbie Thank You Heroes, Mattel continua nella missione di ispirare i più piccoli – e, soprattutto, le più piccole – a inseguire la carriera dei propri sogni, ben oltre tabù e pregiudizi di genere. «Queste eroine hanno continuato a servire le proprie comunità nel momento del bisogno e possono ispirare le generazioni attuali e future a seguire il loro esempio» si legge, non a caso, nella presentazione su Instagram delle nuove Barbie dedicate a donne che, a livello internazionale, si sono distinte in questi mesi nella gestione della pandemia.

Chi sono le donne in prima linea durante l’emergenza coronavirus omaggiate con le nuove Barbie Thank You Heroes

Tra le Barbie Thank You Heroes, come racconta tra gli altri Reuters, vi sono diverse donne: Sarah Gilbert, docente dell’Università di Oxford e co-sviluppatrice del vaccino AstraZeneca; Amy O’ Sullivan, l’infermiera di pronto soccorso che ha curato il primo paziente COVID a Brooklyn; Audrey Cruz, un medico “di frontiera” che a Los Angeles ha provato a combattere le discriminazioni nell’accesso alle cure durante l’emergenza sanitaria; Chika Stacy Oriuwa, una specializzanda in psichiatria dell’Università di Toronto, anch’ella impegnata in questi mesi nella lotta contro un razzismo sistematico nell’accesso alle cure mediche; la ricercatrice biomedica Jaqueline Goes de Jesus, il cui contributo è stato fondamentale nel sequenziare la variante brasiliana del coronavirus; Kirby White, una dottoressa australiana che ha contribuito a brevettare un camice lavabile riutilizzabile dai sanitari a contatto con pazienti COVID anche in caso di forniture di dispositivi di protezione insufficienti.

Indossano camici monouso, tute da corsia, stetoscopi e mascherine, ma anche tailleur e dress code formali da ambienti accademici: le Barbie dedicate alle eroine dell’emergenza COVID-19, anche se appaiono come un cambio di estetica notevole per le bambole di casa Mattel, non sono né il primo esempio, né l’unico nel suo genere.

Con le Barbie ispirate a dottoresse, infermiere e ricercatrici in lotta contro il COVID-19 Mattel prova a far sognare in grande le bambine

Iniziative come “The Dream Gap Project” o Barbie Careers fanno ormai da anni parte della strategia di branding di Barbie e, inevitabilmente, del tentativo di rispondere alle accuse, sempre vive, rivolte alla bambola bionda di aver contribuito a radicare stereotipi sulla bellezza e sui ruoli femminili.

Oggi, così, ci sono bambole che hanno le sembianze di astronaute, atlete paralimpiche, pilote di aerei e metropolitane, ma anche appunto donne di scienza come quelle omaggiate dalle nuove Barbie #ThankYouHeroes, oltre che Barbie che raffigurano donne delle più diverse etnie, con corpi dalle forme e dalle misure più varie o che non hanno un genere predefinito.

Non è solo il tentativo di Mattel di sopravvivere a un mercato, quello dei giocattoli e delle bambole per bambini, molto cambiato nel tempo.

È anche e soprattutto il tentativo di ispirare positivamente le piccole e i piccoli appassionati di Barbie, offrendo loro buoni modelli di ruolo. Se per generazioni di bambine infatti le Barbie sono state figure “da sogno”, non c’è oggi ragione per cui le stesse non dovrebbero aspirare a diventare una ricercatrice di successo, senza il cui contributo sarebbe stato impossibile sviluppare in poco tempo un vaccino contro un virus responsabile di un’inaspettata pandemia, o un medico in prima linea nel salvare vite dallo stesso virus.

L’operazione Barbie Thank You Heroes, come molti altri progetti di CSR dell’azienda, potrebbe avere anzi, come sottolineato da alcune delle donne a cui sono dedicate le nuove bambole Mattel, una sorta di “esternalità positiva” nell’avvicinare più bambine alle professioni medico-scientifiche, quelle per cui è ancora piuttosto ampio il gap di genere persino riguardo a cosa bambini e bambine sognano di diventare da grandi.

Effetto positivo che si somma alle iniziative di charity legate alla realizzazione di Barbie dalle sembianze di dottoresse e infermiere COVID-19. Ognuna di queste “eroine” trasformate in Barbie ha scelto infatti associazioni, non profit, onlus a cui Mattel possa indirizzare una donazione: nel caso dell’inventrice del vaccino AstraZeneca, per esempio, si tratta di un ente che avvicina – non a caso – le più giovani alle discipline STEM.

Per ogni bambola venduta, però, come per ogni altro giocattolo in edizione speciale #ThankYouHeroes (ci sono infatti carte UNO, action figure di pompieri, paramedici e altri first risponder, ma anche mattoncini con cui ricreare le stesse figure) Mattel donerà cinque dollari a un’associazione a tutela dei figli del personale sanitario vittima della pandemia[1].

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