La televisione a ologrammi: oltre la fantascienza

Dopo i primi esperimenti in ambito pubblicitario, continua la ricerca sugli ologrammi. La BBC ne studia l'applicazione alla televisione.

La televisione a ologrammi: oltre la fantascienza

Il confine tra fantasia e realtà è sempre più labile e il contributo maggiore in tal senso arriva dall’evoluzione della tecnologia e dei contenuti digitali. L’innovazione in questi settori, infatti, è così rapida da superare l’immaginazione o, qualche volta, tale almeno da eguagliarla. È questo il caso degli ologrammi.
Utilizzati in qualche modo, seppur embrionalmente, già in epoca vittoriana nella tecnica illusoria definita “Pepper’s Ghost”, adoperata per rendere visibili i fantasmi durante gli spettacoli teatrali, gli ologrammi sono rimasti confinati fino a qualche anno fa ai soli film di fantascienza (ne è un esempio la scena della proiezione della principessa Leila nel primo episodio della saga di “Star Wars“). Ci sono poi apparsi come una possibilità più concreta inseriti in diversi contesti altamente tecnologici (ad esempio tra gli effetti speciali del padiglione Corea ad Expo 2015) nonché in un numero sempre crescente di sperimentazioni in ambito pubblicitario, per attrarre maggiormente l’attenzione dei clienti o dei potenziali consumatori.

Generalmente usati per un coinvolgimento più attivo ed emozionale, gli ologrammi sono anche al centro di alcune ricerche della BBC già dagli anni ’70, quando il team di ricerca e sviluppo (R&S) – al lavoro per esplorare nuove tecnologie emergenti utili per interagire con il pubblico – ha redatto un articolo sulle tecniche olografiche. Gli studi in tal senso sono proseguiti all’interno della BBC fino a portare alla realizzazione della prima televisione a ologrammi.

Come funziona la televisione a ologrammi?

Il team di R&S della BBC, considerando il fatto che oggi per creare dei piccoli schermi olografici si stanno utilizzando sempre più spesso gli smartphone – è il caso ad esempio di alcune attività promozionali –, ha avuto una intuizione: sostituire lo schermo dello smartphone con quello di un televisore.

Nello specifico, per creare una televisione a ologrammi il team ha utilizzato uno schermo TV da 46” e ha ordinato una piramide in plastica che è stata poi posizionata sullo schermo piatto posto orizzontalmente su un tavolino. Inoltre, ha consegnato alcuni video (selezionati in base a specifici criteri) alla compagnia MDH Hologram per farli convertire nel formato adatto agli effetti olografici. Un esperimento che nel complesso è stato alquanto economico ma che ha portato a risultati incredibili, perché ha dimostrato la possibilità di creare una televisione a ologrammi.

Troveremo la televisione a ologrammi sul mercato?

Quello della BBC non è stato un esercizio per testare un prototipo e comprendere quanto spendibile esso possa essere sul mercato; è stato effettuato per preparare un terreno di ricerca basato su dati più concreti: visualizzare le immagini olografiche a un costo economico, individuare quali tra i contenuti video realizzati dall’emittente nel tempo si possono meglio prestare agli effetti olografici e comprendere anche l’effettiva reazione del pubblico.

L’esperimento è stato, infatti, condiviso con alcuni membri del pubblico della BBC che, portati a fare un tour della nuova Broadcasting House a Londra, hanno avuto modo di vedere la televisione a ologrammi. Le reazioni sono state tra loro abbastanza differenti: dallo stupore e dal sentirsi più coinvolti e attratti dalle immagini olografiche fluttuanti nel mondo reale al ritenere che l’effetto suggestivo possa funzionare solo a distanza e quindi senza eccessivo coinvolgimento. I partecipanti sono stati, però, abbastanza d’accordo nel ritenere che documentari su natura e sport possano essere la tipologia di contenuti più adatta ad essere vista con immagini olografiche.

Un possibile futuro

Con l’esperimento della BBC si è avuta ancora una volta conferma del fatto che con le nuove tecnologie, sottoposte a miglioramenti continui, e con le rapide innovazioni si può intravedere un futuro in cui i contenuti multimediali saranno fruiti in modo completamente diverso dal pubblico. Si potrebbe ad esempio immaginare – come fanno notare proprio dalla BBC – di non essere limitati a vedere la propria star preferita intervistata su uno schermo, bensì avere la sensazione che possa essere seduta sul proprio divano.

In un ipotetico futuro la televisione a ologrammi potrebbe andare a sostituire le attuali TV a schermo piatto, ultrapiatto o curvo presenti in molti salotti, ma questa possibilità non è ancora così vicina, anche perché è stato appurato che l’esperimento riesce al meglio se l’ambiente ha livelli di luce molto bassi o un buio totale e se lo schermo è posizionato all’altezza del livello degli occhi, esempi che dimostrano come le condizioni ideali sarebbero al momento non facilmente riproducibili nella propria abitazione.

L’esperimento realizzato dalla BBC è stato, comunque, un modo per approcciarsi in maniera più pratica all’ormai da anni ambito di studi del suo team R&S, scegliendo un periodo storico in cui la maggior parte delle aziende sperimenta invece realtà aumentata e realtà virtuale in modi alquanto standardizzati, dimostrando così l’ampio ventaglio di possibilità che ha a disposizione chi vuole innovare – magari radicalmente – un determinato settore.


Pina Meriano
A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing
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