Mercoledi 17 Luglio 2019
MacroambienteBe Internet Awesome: Google dalla parte di genitori ed educatori per insegnare ai bambini a stare in Rete

Be Internet Awesome: Google dalla parte di genitori ed educatori per insegnare ai bambini a stare in Rete

Be Internet Awesome è l'iniziativa di Google dedicata a insegnanti e genitori: tante risorse e attività per insegnare ai bambini come stare in Rete.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Be Internet Awesome: Google dalla parte di genitori ed educatori per insegnare ai bambini a stare in Rete

La notizia è che Google ha implementato Be Internet Awesome, il suo programma di media literacy dedicato ai più piccoli, con nuove risorse e attività a disposizione sia dei genitori, sia degli insegnati che vogliano utilizzarle in classe. A guardarla bene, però, la novità di casa Google parla soprattutto della necessità avvertita da sempre più parti di rendere il web un posto a misura di bambini.

Si scrive Be Internet Awesome, si legge tante attività per insegnare ai bambini a stare in Rete

Le nuove attività di Be Internet Awesome, sei e pensate appositamente per bambini dai 7 agli 11 anni, dovrebbero aiutare i più piccoli a capire, tra le altre cose, se un sito diffonde fake news e notizie manipolate, come un’immagine o un video possono essere modificati ad arte per veicolare un certo messaggio, come può farlo anche la scelta di una caption o di un copy al posto di un altro. Disponibili già in nove lingue diverse e sia in versione online che in versione stampabile per le classi che non siano dotate di computer o tablet, più nel dettaglio quelle preparate dal team di Mountain View a uso e consumo di genitori e insegnanti sono attività come “Is that really true?” che introduce i piccoli ai più comuni strumenti di fact-checking e insegna loro a badare a dettagli come nome o nome utente di chi ha pubblicato una notizia, presenza di paratesti, date e frequenza delle condivisioni che possono essere cruciali per individuare le bufale e chi le produce. O come “Frame it” che prova ad avvicinare gli studenti più piccoli a concetti come quelli di framing e perception management, partendo dagli esempi più facili e legati ai media visuali: grazie a un semplice rettangolo di carta che può sovrapporre a piacere sulla parte di una foto o di un video, il bambino è messo infatti di fronte ai meccanismi selettivi che intervengono nella costruzione di qualsiasi storia e che non possono non incidere sulla percezione che si ha di questa.

be internet awesome google

Ha la grafica e un’usabilità da gioco l’esperienza interattiva di Be Internet Awesome, il progetto con cui Google vuole promuovere la media literacy dei più piccoli.

Media literacy ed educazione civica digitale secondo Google

Il filo rosso – e l’obiettivo – delle risorse di Be Internet Awesome sembra essere, insomma, sviluppare una certa consapevolezza che porti i più piccoli a saper gestire le varie situazioni in cui possono imbattersi in Rete e a prendere, in ciascuna di queste situazioni, la decisione più intelligente. Solo una volta che avranno interiorizzato i «fondamenti della cittadinanza digitale», infatti, i più piccoli potranno «esplorare il mondo online sicuri di se stessi»: una mission, che si legge sul sito dell’iniziativa, che è anche una chiara presa di posizione da parte di Google.

Con un certo allarmismo, infatti, fin qua si è guardato alla sempre maggiore familiarità dei bambini con gli ambienti digitali e alla loro massiccia presenza in Rete, sui social network. Allarmismo in parte giustificato, certo, da notizie che volevano Instagram un luogo a rischio adescamento minori o alcuni canali di YouTube Kids popolati da video che istigavano al suicidio e ad altri gesti autolesivi. Un atteggiamento proibizionista da parte di genitori ed educatori, che si limiti cioè a vietare ai più piccoli di stare online, è lontano però dall’essere la soluzione: occorre investire in educazione civica digitale e media literacy appunto, ossia insegnare ai bambini come stare (bene) in Rete.

Ed è in vista di questo obiettivo che Be Internet Awesome, che esiste già dal 2017 e si avvale della collaborazione di alcuni dei più importanti esperti di sicurezza digitale e sicurezza online a livello internazionale, ha stilato un codice in cinque punti – l’Internet Code of Awesome – dedicato ai più piccoli, ma che a ben guardare potrebbe aiutare anche i grandi ad abitare meglio la Rete.

  • Share with care è la prima regola fondamentale. Da un lato c’è, infatti, la velocità con cui le informazioni corrono in Rete e dall’altro la difficoltà, soprattutto per i più piccoli, nel distinguere dettagli e informazioni strettamente privati e che, per questo, non dovrebbero essere condivisi in Rete, specie con una cerchia di contatti che non si conosce personalmente. Il discrimine, però, è molto più semplice di quanto si riesca a immaginare: se non è giusto dire a voce qualcosa, non è giusto neanche postarla.
  • Don’t fall for fake viene immediatamente dopo e mette in guardia da fake news, informazioni manipolate, notizie e opportunità che sembrano troppo belle per essere vere e, infatti, con ogni probabilità non lo sono, ma anche da tentativi di phishing e altre minacce alla sicurezza digitale.
  • Tra le regole d’oro di Be Internet Awesome anche Secure your secrets, che suggerisce ai più piccoli l’importanza di scegliere delle buone password per i propri account e dispositivi e, più in generale, badare a quanto questi e le informazioni che contengono risultino al riparo dai rischi.
  • Con il principio di It’s cool to be kind, Google sembra suggerire poi ai più piccoli che si può stare in Rete senza cadere nella trappola dell’hate speech o di comportamenti offensivi, discriminanti, che possano essere considerati forme di cyberbullismo. Per essere gentili anche in Rete, del resto, serve poco: basta non fare agli altri quello che non si vorrebbe fosse fatto a sé.
  • È soprattutto con When in doubt, talk it out, però, che Be Internet Awesome sembra segnare il punto della questione media literacy e sicurezza dei piccoli online. Dove non possono arrivare policy ad hoc delle piattaforme o filtri come il parental control può arrivare infatti il dialogo costante e sincero non solo con i genitori ma anche con gli educatori e altri adulti significativi. Il bambino, insomma, non dovrebbe vergognarsi o voler tenere nascosto quello che fa in Rete, ma essere sicuro e confidente nel condividerlo con gli adulti.

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