Domenica 12 Luglio 2020
MacroambienteArriva la versione beta di Beeb, l’assistente vocale della BBC

Arriva la versione beta di Beeb, l'assistente vocale della BBC

Rilasciata la versione beta dell'assistente vocale della BBC: si chiama Beeb, avrà una voce maschile e l'accento dell'Inghilterra del Nord.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Arriva la versione beta di Beeb, l'assistente vocale della BBC

La novità era già stata anticipata ad agosto 2020 e adesso un nuovo annuncio della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo inglese ha finalmente comunicato il rilascio della versione beta di Beeb: dopo diversi mesi di prove, l’assistente vocale della BBC è ora pronto per essere testato da un pubblico più ampio, come si legge sul sito.

beeb, L’assistente vocale della BBC: UNO STRUMENTO PER IL SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO IN UK

«Sono nuovo. Dunque non posso fare tutto», spiega l’assistente vocale della BBC in un breve video di presentazione, pubblicato sul profilo Twitter dell’ufficio stampa della BBC. In questo tweet si sottolinea, però, che le funzionalità del software sono ancora limitate. È possibile, comunque, chiedere a Beeb di avviare una trasmissione radiofonica, podcast e music mix della BBC e, come per gli altri smart speaker, di ascoltare le notizie, le previsioni meteo, battute e curiosità.

Con una lunga e notevole storia alle spalle, l’emittente presenta Beeb come un nuovo strumento utile a portare avanti la missione della BBC, che, in quanto società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, mira a «informare, educare, e intrattenere» i cittadini, come si può leggere sul sito. Il lancio di un assistente vocale da parte del canale rivela il tentativo di adeguarsi alle nuove abitudini e alle modalità di fruizione dei contenuti da parte degli utenti. L’emittente ha deciso di rendere disponibile la versione beta agli utenti registrati al Microsoft’s Windows Insider Programme (formato da un gruppo di individui che si occupano di testare nuove tecnologie e strumenti), residenti nel Regno Unito. Nel Microsoft Store gli utenti possono scaricare l’app Beeb BETA su un PC con l’ultima versione disponibile di Windows 10, registrandosi con l’account già in uso sul sito della BBC.

Sono questi gli utenti che si occuperanno di testare le funzionalità del nuovo assistente vocale della BBC, ottimizzandole ulteriormente, mentre il prossimo passo, come si legge nel comunicato stampa , sarà quello di rendere questa versione beta disponibile per il grande pubblico.

BEEP: DIFFERENZE CON GLI altri assistenti vocali

A differenza di altri assistenti vocali come Alexa e Google Assistant, che hanno dispositivi hardware a essi associati (rispettivamente Echo Dot e Google Home), Beeb è un software ideato per essere integrato in dispositivi come smart TV, smartphone e altri smart speaker. Infatti, almeno per ora, non ci sono piani per la creazione di un dispositivo ad hoc, anche perché Beep è stato pensato per essere integrato in un’ampia varietà di sistemi. Così, secondo The Guardian, in futuro Beeb potrebbe essere usato persino per il controllo dell’impianto stereo dell’auto.

Un altro aspetto da sottolineare è la scelta della BBC di prediligere una voce maschile per il nuovo assistente vocale, dopo le polemiche nate dalla scelta di voci femminili da parte dei competitor Amazon e Apple, per i relativi assistenti vocali (Alexa e Siri): infatti, diversi utenti e persino un report dell’Unesco hanno accusato queste aziende di rafforzare stereotipi di genere. È per questo che la BBC ha scelto di distaccarsi dai competitor attraverso la scelta non solo di una voce maschile ma anche di un accento ben diverso dall’inglese americano di Alexa o di Siri: alle richieste poste a Beeb infatti risponderà una «calda e amichevole» voce maschile con l’accento dell’Inghilterra del Nord, come ha dichiarato Andy Webb, che si sta occupando dello sviluppo della tecnologia di voce del dispositivo.

Inoltre, la BBC sta lavorando per permettere all’assistente vocale di comprendere differenti accenti regionali inglesi: per questa ragione, agli utenti che testeranno la versione beta verrà chiesto di indicare il proprio accento in modo tale che la loro voce possa essere usata per “allenare” l’assistente vocale.

Quando si discute di assistenti vocali, comunque, non mancano i dibattiti relativi a questioni sulla privacy e al reale grado di tutela dei dati degli utenti che decidono di usarli: si pensi per esempio all’indagine condotta da Bloomberg che ha rivelato che migliaia di dipendenti Amazon ascoltavano e trascrivevano ciò che veniva detto dagli utenti all’assistente vocale Alexa.

Anche per questo BBC News ci ha tenuto a precisare che Beeb non salverà le registrazioni vocali, perché si tratterà solo di trascrizioni anonimizzate“.

La chief operating officer del dipartimento di design & engineering della BBC, Grace Boswood, ha sottolineato che questo è soltanto un primo passo con Beeb e che la BBC ha «un’audace e ambiziosa visione» per quanto riguarda gli obiettivi e le potenzialità di questo assistente vocale. Per ora, però, «c’è ancora molta strada da percorrere».

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