Big Data: i comparti aziendali maggiormente coinvolti nell'analisi

Quali sono i comparti aziendali più attivi nell'analisi dei Big Data? E quali, invece i principali obiettivi da perseguire? ZeroUno e NetConsulting offrono una risposta.

Big Data: i comparti aziendali maggiormente coinvolti nell'analisi

Dall’indagine online condotta da ZeroUno e NetConsulting emerge una certezza: crescita nell’attività d’analisi dei dati e dei rispettivi volumi nell’intero programma professionale delle aziende, dunque. Ma quali sono i comparti aziendali maggiormente impegnati nell’elaborazione dei Big Data? In conformità con la tipologia dei dati prevalentemente analizzati, l’area marketing&comunicazione e l’area vendite rivestono particolare importanza,  rispettivamente l’80% e il 67% sul totale delle aziende intervistate. Ma il raggio d’interessi toccato dall’analisi dei dati è fortemente segmentato, soprattutto in un panorama economico e sociale così variegato come quello attuale.

Gli altri settori coinvolti sono il Top Management, al 39,4%, l’Amministrazione e la finanza, al 31,5%, la linea Business al 29,9%, l’area logistica al 16% circa, l’ufficio tecnico e progettazione al 12,6%, le funzioni staff&corporate al 10,2% e, in fondo alla speciale classifica, il reparto HR (Human resoruces-risorse umane) al 9,4%.  Quest’ultimo settore si trova spesso a ricoprire un ruolo di supporto, soprattutto per i colleghi del Top Management.

Analizzando nel particolare ciascuna tipologia d’azienda, si nota un picco nel Marketing e comunicazione relativo alle piccole imprese, che svettano con il 98%. Le medie imprese registrano un notevole successo nell’impiego del settore Amministrazione&Finanza che si attesta al 46,7%, scavalcando in classifica il Top Management fermo al 33,3%. La situazione si presenta piuttosto equilibrata per le grandi imprese che differiscono di soli 5 punti in percentuale tra settore Marketing&Comunicazione e area vendite, registrati al 68% e 63%.

Gli obiettivi principali da perseguire nell’analisi dei dati sono, per il 66% dei casi, l’identificazione di nuove opportunità di Business, la maggiore conoscenza delle esigenze dei clienti al 59,8%, la maggiore velocità d’azione al 46,5%. Seguono una richiesta di reportistica tempestiva ed accurata, il Miglioramento del Risk Management, la collaborazione intersettoriale, l’ottimizzazione delle infrastrutture e delle performance con un sorprendente 22,8% e, per concludere, la capacità di reazione ad eventi imprevisti.


A firma di: Laura Olivazzi Contributor
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