Big Data: una storia lunga più di 2000 anni

Quello dei Big Data è un tema relativamente nuovo e poche imprese sanno sfruttarli, eppure hanno una storia antica che ha origine nel 600 a.C.

Big Data: una storia lunga più di 2000 anni

Che i Big Data rappresentino un tema caldo dell’economia contemporanea è un dato di fatto. I risultati di numerose ricerche dimostrano la crescita costante degli investimenti in soluzioni di Business Analytics e Big Data, per il momento soprattutto ad opera di imprese di grandi dimensioni. Questo accade perché sono ormai noti i molteplici vantaggi che i Big Data possono apportare alle organizzazioni, non solo nel privato ma anche nel settore pubblico.

Ciononostante, attorno al tema dei Big Data vi è ancora un alone di mistero o meglio sono ancora poche le imprese effettivamente in grado di lavorare con essi in modo da trarne un valore aggiunto traducibile in profitto. Ancora poche sono le aziende mature in questo senso, come dimostra l’ultimo studio realizzato dall’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano e ancora poche sono le competenze possedute dalle risorse presenti nella maggioranza delle aziende, in particolare nel contesto italiano.

Eppure i Big Data hanno una storia molto antica, che precede l’esistenza di qualsiasi computer, software e del web. Sembra infatti che essi trovino origine addirittura nel 600 a.C.; la loro nascita risale all’antico filosofo greco Talete di Mileto, il primo ad impiegare grosse quantità di dati, anche non strettamente connessi fra loro, per farne un uso predittivo e, soprattutto, per trarre guadagno da questi.

Superando l’uso di storie e miti legati al mondo degli Dei per interpretare e spiegare i fenomeni naturali, il filosofo greco è stato il primo a raccogliere negli anni ingenti quantità di dati da analizzare per riuscire a fare previsioni meteorologiche. Talete, che oggi potremmo definire come un “data scientist a.C.”, elaborò una sorta di database nel quale venivano raccolti negli anni tutti i dati utili relativi alle condizioni climatiche, assieme a tanti altri eventi che apparivano del tutto slegati da questo. Ricordiamo, infatti, che oltre alla quantità di dati e alla velocità con cui questi vengono raccolti, uno degli elementi che consentono di definire i Big Data è proprio la varietà dei dati raccolti e poi combinati fra loro per offrire soluzioni del tutto inaspettate a problemi che talvolta nemmeno si immaginava di avere, riuscendo quindi a risolverli.

Grazie alla profonda conoscenza degli astri, il filosofo riuscì inoltre ad analizzare ed interpretare i dati per trarre delle informazioni che gli fruttarono un enorme guadagno, con stupore dei suoi concittadini che lo deridevano per l’inutilità dei suoi studi. Talete fu infatti in grado di prevedere con anticipo, quando era ancora pieno inverno, l’avvento di un abbondante raccolta di olive. Ciò gli permise di assicurarsi l’affitto dei frantoi di un’intera regione, investendovi una piccolissima somma di denaro. Un investimento dal quale ottenne un grande ritorno poiché, quando effettivamente il momento del grande raccolto arrivò, ottenne il monopolio della molitura e la possibilità di subaffittare i frantoi ad alti prezzi, facendo così la sua fortuna e soprattutto dimostrando che la ricchezza più grande deriva sempre dalla conoscenza.


A firma di: Marianna Cadoni Contributor
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