Martedi 19 Giugno 2018
Comunicazione#BoycottDolceGabbana, è guerra social fra Sir Elton John e D&G

#BoycottDolceGabbana, è guerra social fra Sir Elton John e D&G

Le parole di D&G hanno scatenato una guerra social, capeggiata dall'artista Elton John. #BoycottDolceGabbana ha raggiunto 30 mila tweet e 50,3 mln di utenti


A firma di: Michele Romano Contributor
#BoycottDolceGabbana, è guerra social fra Sir Elton John e D&G

“Non mi convincono i figli della chimica, i bambini sintetici, uteri in affitto, semi scelti da un catalogo”. Quando, pochi giorni fa, due omosessuali come Dolce e Gabbana avevano espresso questa idea medievale, erano rimasti tutti a bocca aperta. Infatti, parole così insensibili, proprio da loro nessuno se le aspettava. Poi, però, è scoppiato il putiferio, una guerra social capeggiata da Sir Elton John che, su Instagram, ha attaccato i due stilisti (paradossalmente?) omofobi: “Come osate chiamare ‘sintetici’ i miei bei figli? Il vostro pensiero arcaico è fuori tempo, proprio come la vostra moda. Non potrò mai più indossare Dolce e Gabbana”. Elton John è sposato dallo scorso dicembre con il compagno storico David Furnish. Insieme hanno avuto due figli da una madre surrogata grazie alla fecondazione artificiale. Per il cantante è vergognosa la critica che i due stilisti hanno rivolto alla fecondazione in vitro, “un miracolo che ha permesso a una moltitudine di persone che si amano, sia omosessuali sia eterosessuali, di poter realizzare il loro sogno di diventare genitori”. E così l’artista ha lanciato una campagna social contro i due stilisti con l’hashtag #BoycottDolceGabbana. La protesta del baronetto della regina ha scatenato, nelle ultime ore, quasi 30 mila tweet, i quali hanno raggiunto un’audience potenziale di 50 milioni di utenti. Ad Elton John si è unito, fra gli altri anche Ricky Martin: è proprio il suo il tweet più retwittato.

“Come mostrano i dati – ha commentato Andrea Barchiesi, ad di ‘Reputation manager’, in una nota – siamo di fronte ad un caso paradigmatico di amplificazione: 29 mila tweet hanno raggiunto potenzialmente più di 50 milioni di persone, questo perché a condurre la protesta sono personaggi dello spettacolo influenti e molto seguiti sui social. Un esempio molto concreto di come oggi una dichiarazione su un tema molto sensibile rilasciata in un’intervista ad una testata nazionale può’, grazie alla rapidissima propagazione sui social network mediata da soggetti molto influenti, assumere una portata internazionale e moltiplicare il suo impatto, già di per sé notevole”.

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