Domenica 24 Giugno 2018
MacroambienteCambiamento significa movimento. Rinnoviamo il giornalismo

Cambiamento significa movimento. Rinnoviamo il giornalismo

Beppe Severgnini nella sua rubrica “Italians” scrive che c’è bisogno di aggiornare le regole per i giovani aspiranti giornalisti


A firma di: Martina Eboli Contributor
Cambiamento significa movimento. Rinnoviamo il giornalismo

Il cambiamento spesso è sinonimo di novità e più nello specifico, spesso, sinonimo di innovazione. Il giornalismo negli ultimi anni è quello che sta subendo continue trasformazioni sia per forma che per contenuto. Le regole sono ben diverse e vanno rispettate per far sì che questa branca possa essere sempre più efficiente e aggiornata.

Anche l’ iter per diventare giornalista è ben preciso ed anche questo ha subito delle modifiche in seguito a riforme. Esistono tre tipi di praticantato giornalistico che meritano di essere evidenziate: l’impresa giornalistica, il praticantato individuale e l’esperienza all’estero.

La rubrica “Italians” de “Il corriere della sera” si è interessata di questi punti e Beppe Severgnini ha scritto che è necessario rivedere alcuni punti che risultano essere poco utili per la carriera di un aspirante giornalista.

Ritornando alle tre forme di praticantato, cerchiamo di analizzare nel dettaglio i tre punti.

L’ impresa giornalistica, non è altro che la realizzazione di un progetto da parte di un gruppo di giovani che mira a formare una start-up o un prodotto che possa essere utile per un quotidiano, sia cartaceo che online. Un esempio concreto può essere la rubrica “Good Morning Italia” la miglior rassegna stampa quotidiana (a pagamento) in circolazione

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Il secondo punto è il praticantato individuale che consiste in corsi di formazione grazie all’ assunzione di un giovane laureato da parte di un giornalista professionista che si occupa singolarmente di ogni aspirante controllando assiduamente il proprio operato. Al posto di lezioni collettive nascono quelle individuali. Sostanzialmente non c’è alcuna differenza che possa incidere sulla formazione professionale del giovane.

Per finire, l’ esperienza all’ estero considerata superflua. Studiare giornalismo alla Columbia, lavorare per testate prestigiose o come per esempio il caso di Ferdinando Giugliano, napoletano, 29enne che oggi coordina la rete dei corrispondenti esteri economici del Financial Times: per l’Ordine dei Giornalisti non conta.

“I giornali in crisi, e alle prese con Internet, hanno chiuso le porte. Se il nostro ordine professionale saprà adattarsi ai tempi, sopravviverà. Altrimenti, scomparirà. E nessuno lo rimpiangerà. Certamente non i ragazzi di oggi, nostri colleghi di domani”; queste le parole di Severgnini che ci fanno riflettere sulla vita dei giornali e sul futuro di questi. Gli italiani hanno poco coraggio  e abbiamo avuto modo di riscontrarlo in più situazioni e circostanze, ma il cambiamento è necessario, quasi obbligatorio, per alcuni settori: continuare a mantenere regole giurassiche e poco conformi al terzo millennio non farà altro che nuocere la nostra stessa carriera.

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