CampagneSembra una pubblicità di smartphone, ma in realtà lo spot di Refuge parla di violenza domestica 

Sembra una pubblicità di smartphone, ma in realtà lo spot di Refuge parla di violenza domestica 

Campagna di refuge sulla violenza domestica

Come messo in evidenza nello spot, con la tecnologia la violenza domestica sta diventando sempre più "smart", rendendo ancora più difficile il lavoro di organizzazioni come Refuge.

Pubblicato sul canale YouTube dell’organizzazione benefica Refuge il nuovo spot è stato presentato come «la pubblicità di smartphone più importante». Anche se all’inizio potrebbe infatti sembrare un classico spot di lancio di un nuovo cellulare, si tratta in realtà dell’elemento centrale della nuova campagna di Refuge sulla violenza domestica, ideata dall’agenzia creativa BBH London.

Il nuovo (inquietante) spot al centro della campagna di Refuge sulla violenza domestica

A prima vista lo spot di 40 secondi sembra promuovere un nuovo modello di smartphone: la telecamera si sofferma sul design del prodotto, che man mano ruota, mostrando agli utenti ogni dettaglio. Le immagini, molto simili a quelle degli spot di solito lanciati dalle aziende tech per promuovere dei cellulari, sono accompagnate da una voce che descrive alcune delle principali funzionalità del prodotto.

Dopo pochi secondi, però, un cambiamento nel tono di voce e la descrizione della voce narrante rivelano all’utente qualcosa di inaspettato: «il nuovo smartphone 5G, con mappe in tempo reale, ti consente di essere sempre aggiornato sul traffico nella tua zona e… sui suoi movimenti». Con «una capacità di archiviazione dieci volte superiore», il narratore ricorda che questa funzionalità può essere utile per conservare «quei video di lei» e conclude: «manipolarla non è stato mai così semplice». Potendo, inoltre, ipoteticamente utilizzare lo smartphone per controllare la temperatura della casa e le luci, anche da remoto, «potrai tenerla sotto controllo a partire da qualsiasi luogo», aggiunge il narratore.

Oltre a descrivere le varie caratteristiche del nuovo modello di smartphone, il narratore sottolinea anche quali sono le modalità attraverso cui poter controllare il proprio partner, nel caso specifico della pubblicità una donna.

Il problema messo in risalto è collegabile al lavoro svolto da molti anni ormai da Refuge, che infatti si occupa di proteggere in particolare donne e bambini vittime di violenza domestica.

The Most Important SmartPhone Ad – Domestic Abuse Is Getting Smarter

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Come ha fatto notare Kimberly Gill, creative director e partner di BBH London, le parole del narratore lasciano intravedere qualcosa di oscuro dopo solo otto secondi dall’inizio dal video[1]. Questo perché, essendo molto simile a una pubblicità di smartphone, si correva il rischio che gli utenti perdessero l’interesse nei primi secondi, identificandola come «un’altra adv di smartphone», come riportato da Campaign Live US.

Lo spot gioca quindi sull’effetto sorpresa per attirare l’attenzione degli spettatori, facendoli tuttavia comprendere, fin dall’inizio, che il messaggio dello spot non ha niente a che fare con il lancio di un nuovo prodotto, come si evince anche dalla frase di chiusura del video, che si ricollega alla mission di Refuge: «la violenza domestica sta diventando più smart: il nostro lavoro sta aumentando».

Il problema del cyberstalking e come la violenza domestica sta diventando sempre più “smart”

Le attività descritte nello spot si legano al concetto di cyberstalking che consiste nell’utilizzo di Internet e di altri mezzi elettronici per tracciare l’attività online e gli spostamenti di qualcuno, esercitando in questo modo un controllo o un’influenza sulla vittima. La campagna di Refugee presenta questo genere di attività (che si registra nel contesto della vita di coppia) come una modalità più sofisticata o smart di violenza domestica.

Lo spot in questione richiama l’attenzione sulle difficoltà affrontate da organizzazioni che si occupano di combattere la violenza domestica, come Refugee: secondo i dati riportati sul sito, tra aprile 2020 e maggio 2021 l’organizzazione ha registrato un aumento del 97% dei casi di abuso collegati all’uso della tecnologia, rispetto ai primi tre mesi del 2020, richiedendo in questi casi l’intervento di un esperto tech.

La campagna di Refuge sulla violenza domestica è stata lanciata in occasione dei 50 anni dell’organizzazione. In questo spot Refuge intende far notare come il proprio lavoro sia diventato, negli ultimi anni, molto più complesso a causa di dispositivi, app e software che consentono agli aggressori di sorvegliare e manipolare le proprie vittime, come fatto notare in un post pubblicato sull’account LinkedIn dell’organizzazione.

Fonte: LinkedIn

Secondo uno studio pubblicato ad aprile 2021 da Avast, a gennaio e febbraio di quest’anno si è registrato un aumento del 93% di stalkware e di spyware[2] (ossia app utilizzate per sorvegliare l’attività online e/o gli spostamenti fisici di un utente) rispetto allo stesso periodo del 2020: un dato alquanto inquietante – specie se si considera che, come si legge sul sito di Refuge, «questo tipo di abuso in genere viene accompagnato da forme di violenza fisica, sessuale, emotiva e/o economica» e che ricorda come le campagne di consapevolezza e sensibilizzazione su questa tematica non sono mai abbastanza.

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