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MarketingLa campagna LEGO “Rebuild the World” invita a costruire un mondo più libero e divertente, mattoncino dopo mattoncino

La campagna LEGO "Rebuild the World" invita a costruire un mondo più libero e divertente, mattoncino dopo mattoncino

Con la campagna LEGO " Rebuild the World" nasce un mondo ideato dai bambini, dove tutto è possibile (anche sconfiggere le proprie paure).

La campagna LEGO

Con la nuova campagna LEGO Rebuild the World” nasce un mondo che sfida l’impossibile, in cui «esistono tanti unicorni quante persone» e in cui ci sono infinite possibilità. Infatti, come anticipa il narratore in uno degli spot della campagna, «gli unicorni sono solo l’inizio di quello che puoi trovare in questo mondo», un mondo costruito dai bambini e promosso dal famoso  brand  di mattoncini che, dopo tanti anni, continua a sorprendere e a stimolare i fan, grandi e piccoli, con le sue iniziative.

LA CAMPAGNA LEGO “REBUILD THE WORLD”

È stata lanciata nel 2019, ma solo recentemente l’azienda ha presentato il risultato di questa iniziativa che ha coinvolto bambini provenienti dai diversi continenti. La campagna LEGO “Rebuild the World” punta a stimolare la creatività dei bambini, incentivandoli contemporaneamente a pensare con ottimismo, costruendo una «versione migliore del mondo». I genitori sono stati invitati dall’azienda a caricare le foto delle creazioni costruite dai bambini, che potevano così essere selezionate ed eventualmente inserite all’interno di un globo gigante molto speciale.

Questo globo, costruito con 350mila mattoncini in 2700 ore, è rimasto in esposizione fino al 6 novembre 2020 presso la LEGO House di Billund. Inoltre, la creazione LEGO, che può ancora essere esplorata nel dettaglio grazie a un mappamondo virtuale in una pagina web dedicata, è frutto del lavoro di molte mani, cosa che la rende un simbolo del lavoro di squadra (anche a distanza) e, sicuramente, anche del valore della diversità e della ricchezza delle diverse culture che caratterizzano il nostro mondo. L’azienda presenta la campagna “Rebuild the World” specificando che non si tratta solo di un «modo di giocare» e un «modo di pensare», ma anche di un «modo di guidare un marchio», avendo un «impatto positivo sui bambini, sul pianeta e sul gioco».

Il mondo dei bambini fatto di mattoncini e molta immaginazione

Oltre a poter contemplare le creazioni nel globo virtuale, è possibile accedere a una mappa in 2D in cui sono stati inseriti racconti di piccoli “eroi”, che hanno contribuito alla realizzazione di questa costruzione. Questa iniziativa ha spinto i bambini a riflettere sulla costruzione di un mondo migliore: più libero, più divertente, più sicuro e dove tutto è possibile, persino sconfiggere le proprie paure. A questo proposito, tra i video è presente quello di Cimone, una bambina americana di 7 anni che ha costruito un “palazzo del XXI secolo”, come è stato rinominato, con troni e sale da ballo ma anche telecamere di sicurezza in modo da «proteggere la principessa da persone cattive».

campagna di lego rebuild the world 1

Immagine di Cimone e della sua costruzione fatta con i mattoncini LEGO. Fonte: LEGO

Un’altra storia è quella di Tomé, un bambino brasiliano che, come la mamma racconta nel video, ha iniziato a usare i LEGO brick per superare la paura dei mostri, costruendone diversi e provando così a trasformare i suoi nemici in amici. Come spiega LEGO sul sito, «Tomé ci mostra che un ottimo modo per sconfiggere le paure è costruirle». La storia di Tyra, di Singapore, è invece la storia di una bambina che usa i mattoncini LEGO per costruire hotel (immaginari) in cui il padre potrebbe soggiornare durante i suoi viaggi: un modo creativo, dunque, per combattere la distanza e sentirsi più vicina al padre quando si sposta per motivi di lavoro.

Anche se non tutte le piccole creazioni integrate nel globo sono state analizzate nel dettaglio dal brand (come nel caso di Cimone, di Tomé o di Tyra), dietro a ognuna di esse c’è una storia, un’idea e sicuramente una soluzione sorprendente e inaspettata per una problematica.

Sul sito ufficiale, LEGO ha dato la possibilità ai genitori di inviare il lavoro dei propri bambini, che poteva essere eventualmente inserito all’interno del globo digitale: fino al 10 novembre 2020, infatti, è stato possibile caricare le creazioni creando un account LEGO e caricando la foto. Come si può leggere sul sito, «dove gli adulti vedono sfide, i bambini vedono opportunità. Immagina cosa potremmo fare se tutti vedessimo il mondo attraverso gli occhi di un bambino!».

«Un mondo davvero figo» presentato dai più piccoli nello spot di Natale di Lego

L’idea di una “visione alternativa del mondo” da parte dei più piccoli viene riproposta anche nello spot natalizio LEGO del 2020. Così, con l’avvicinarsi del Natale il messaggio della campagna “Rebuild the World” è stato ripreso in un video in cui i protagonisti e i costruttori di un «mondo davvero figo» sono i bambini, come raccontano nello spot musicale. Come si può leggere nella descrizione del video, pubblicato sul canale YouTube, il brand invita i più piccoli a «riprogettare il proprio salotto» per questo Natale, aggiungendo magari qualche oggetto da loro inventato o qualche personaggio fantastico. E proprio nel salotto di casa di tre bambini inizia l’avventura ricreata in questo breve spot, dove i giovani protagonisti vengono catapultati in un mondo immaginario, grazie alle loro creazioni.

Lo spot propone un messaggio molto chiaro, che mira a fornire una diversa concezione di realtà. Tutto ciò viene esemplificato contrapponendo la reazione perplessa dei genitori, quando vedono le improbabili creazioni LEGO dei loro figli, a quella dei bambini, che invece guardano il mondo diversamente, partendo dal presupposto che tutto è possibile e credendo dunque che dagli alberi possano nascere hot dog o che i cavalli possano essere di colore blu. In questo mondo fantastico, comunque, non mancano “principesse guerriere”, pronte a sconfiggere draghi, dinosauri, ninja, e amicizie tra personaggi improbabili, come per esempio quella tra una gallina e una volpe. Un accenno al tema dell’inclusione viene proposto attraverso la scena di un matrimonio dove gli sposi sono due astronauti (di cui però non si vede il volto) e dove seduti tra gli invitati ci sono altri astronauti che, con le loro tute colorate, compongono un arcobaleno (con un riferimento dunque al movimento LGBTQI+).

In questo spot, al ritmo di “What a wonderful world“, un gruppo di bambini dà spazio all’immaginazione, cantando una versione alternativa della canzone (originariamente interpretata da Louis Armstrong), mentre esplorano un mondo straordinario da loro inventato, molto colorato, pieno di gioia e dove «al posto di mura, avremo piste da ballo»: un luogo decisamente sorprendente, in cui le barriere esistenti nel nostro mondo vengono sostituite dalle più creative e meravigliose opportunità di divertimento per tutti i suoi abitanti.

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