CampagneNella nuova campagna Girls Who Code invita le donne a intraprendere una carriera nel settore tecnologico

Nella nuova campagna Girls Who Code invita le donne a intraprendere una carriera nel settore tecnologico

Foto della campagna

Combattere il gender gap nell'industria tech incentivando le donne che amano le discipline STEM a inseguire i propri sogni: è questo lo scopo della campagna "Make that change" dell'organizzazione non profit Girls Who Code.

«Negli ultimi anni lindustria tecnologica è diventata il riflesso delle forti disuguaglianze vissute in questo Paese [gli Stati Uniti], guidato da uomini caratterizzati dalla loro avidità ed egomania, anziché essere focalizzati sul bene comune» ha dichiarato Tarika Barret, come si legge in un comunicato stampa. Per provare a risolvere questo problema è stata lanciata la campagna “Make That Change” di Girls Who Code, organizzazione non profit impegnata a educare e ispirare giovani donne, offrendo loro competenze informatiche necessarie per cogliere le opportunità del mercato del lavoro, puntando a ridurre ed eliminare definitivamente il gender gap ancora esistente nell’industria tecnologica.

Tarika Barret, CEO dell’organizzazione, ha voluto sottolineare proprio il lavoro finora svolto da Girls Who Code, che infatti ha dato vita alla creazione di una rete di 90mila giovani donne, con formazione nel settore tecnologico, con il potenziale per diventare le «prossime leader dell’industria tech».

La campagna “Make that change” di Girls Who Code vuole combattere il gender gap nell’industria tech

La presenza di stereotipi di genere, ancora molto radicati nella società, finisce per condizionare la propensione delle ragazze a percorrere determinate carriere, tradizionalmente associate agli uomini. Una recente indagine commissionata da LEGO ha rivelato come i genitori siano molto più propensi a incoraggiare i ragazzi rispetto alle ragazze a impegnarsi in giochi di programmazione e di coding: questa tendenza potrebbe avere un impatto negativo sulla propensione delle giovani donne a svolgere determinate professioni, come quelle collegate per esempio al settore tecnologico.

Così nasce la campagna di Girls Who Code “Make That Change” che invita le giovani donne a invertire questa tendenza, imparando a fare coding[1], attività che, come descritto sul sito dell’organizzazione non profit, può fare la differenza sia in generale nel mondo, sia nella vita delle singole donne che scelgono di intraprendere questo percorso, prima formativo e poi professionale: «quando impari a fare coding puoi applicare il cambiamento che vorresti vedere nel mondo, ma anche cambiare la tua vita, scegliendo una carriera nel settore tech».

«La sorellanza delle donne del mondo tech»

Stando a quanto riportato sul sito di Girls Who Code, le professioni associate alle discipline STEM prevedono uno stipendio del 26% superiore rispetto ad altre professioni. Per questa ragione e per incentivare le donne a esprimere il loro massimo potenziale anche nel settore tech, l’organizzazione ha scelto un gruppo di donne, di differenti età ed etnie, unite dalla passione per il coding, per promuovere la nuova campagna e ispirare altre giovani a seguire il loro esempio.

Tra le ambasciatrici scelte dall’organizzazione per la realizzazione della campagna è possibile menzionare Anamita Guha, quantum computing e AI creator, che, come descritto in un post pubblicato su Instagram, si impegna a trovare metodi innovativi per proteggere i dati degli utenti.

Tiffany Kelly, fondatrice e CEO di Cura Story, usa invece la tecnologia per aiutare gli atleti a monetizzare attraverso i propri contenuti video, mentre Karina Popovich, head of impact di Makers for Change, ha stampato in 3D, 80mila dispositivi di protezione individuale (come mascherine) durante la pandemia.

A margine dell’iniziativa è stato lanciato anche un video per promuovere la campagna “Make that change” di Girls Who Code e per sottolineare che ogni donna può «usare le proprie skill tecnologiche per avere un impatto positivo sul proprio settore, sulla propria comunità e, più importante, sul proprio futuro», come si legge sul sito.

Per questo lo spot è dedicato alla «sorellanza delle donne del mondo tech», come narra la voce all’interno del video in cui sono presentate diverse ambasciatrici che svolgono varie professioni: donne che «scoprono nuove cure, costruiscono app e programmano la blockchain». Donne che, in maniere diverse, contribuiscono al cambiamento e che per questo sono state scelte da Girls Who Code per raggiungere altre donne «che forse stanno mettendo in dubbio il loro interesse per le discipline STEM, ispirandole [in questo modo] a [continuare] a inseguire i propri sogni e a fare la differenza nel mondo», come ha affermato Nicole Small, CEO di Lyda Hill Philanthropies®, organizzazione che ha sostenuto la campagna di Girls Who Code.

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