CampagneTorna l’“Etichetta Consapevole” di Too Good To Go per riconoscere i cibi buoni anche oltre la data indicata sulla confezione

Torna l'“Etichetta Consapevole” di Too Good To Go per riconoscere i cibi buoni anche oltre la data indicata sulla confezione

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Molti italiani non sanno che differenza c'è tra data di scadenza e la dicitura "da consumare preferibilmente entro" riportata sugli alimenti: a loro è dedicata la campagna "Etichetta Consapevole" di Too Good To Go.

Nove milioni di tonnellate[1] di cibo ancora commestibile verrebbero buttate ogni anno in Europa perché i consumatori non conoscono bene la differenza tra la data di scadenza degli alimenti e il loro termine minimo di conservazione, ossia perché sulle confezioni si trova spesso semplicemente la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. Non si tratta solo di spreco alimentare: nove milioni di tonnellate di cibo da smaltire producono oltre 22 milioni di tonnellate di CO2 e, così, salvare cibo vuol dire anche fare bene all’ambiente. È questo il messaggio della campagna Too Good To Go “Etichetta Consapevole”.

Con la campagna Too Good To Go “Etichetta Consapevole” è finalmente più facile distinguere la data di scadenza dal “best before”

Per il secondo anno consecutivo l’app, che permette di acquistare da supermercati, alimentari e ristoranti in chiusura Magic Box di cibo ancora buono che altrimenti andrebbe buttato, ha coinvolto le aziende della grande distribuzione in un’iniziativa mirata a rendere più chiaro fin dal packaging quando e perché gli alimenti sono sicuri anche oltre la data indicata dal produttore come quella entro la quale vanno “preferibilmente” consumati.

Uno speciale pittogramma sulla confezione e accanto all’etichetta avvertirà gli acquirenti che l’alimento è “spesso buono oltre – frase che è una sorta di slogan della campagna – e che, cioè, anche dopo la data indicata potrebbe perdere fragranza o freschezza ma mantenere intatte le sue proprietà nutritive e restare completamente sicuro.

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Fonte immagine: Il Fatto Alimentare

Le nuove aziende coinvolte sono dodici: sono aziende come Cameo, Eridania, Ferrarini, Vallè tra le altre e che si aggiungono a brand come Granarolo, Nestlé, Fruttagel, NaturaSì e Gruppo VéGé già coinvolti dallo scorso anno nella campagna Too Good To Go “Etichetta Consapevole”. L’obiettivo? È allungare la vita sullo scaffale di oltre cinquanta milioni di confezioni di alimenti, dopo i dieci milioni dello scorso anno.

L’ETICHETTA CONSAPEVOLE DI TOO GOOD TO GO COMPIE UN ANNO

L'ETICHETTA CONSAPEVOLE DI TOO GOOD TO GO COMPIE UN ANNO

Un’etichetta più consapevole, e più trasparente, dovrebbe rispondere però anche a un bisogno “conoscitivo”: come in parte già si accennava, la differenza tra data di scadenza e TMC non sempre è chiara a tutti e, anzi, oltre il 60% degli italiani intervistati ammette di fraintendere spesso le due espressioni e un 56% ritiene che dovrebbero essere modificate e rese più immediatamente comprensibili. È per questa ragione che per tutta la durata della campagna nelle Magic Box Dispensa, e cioè nelle box “salvate” da supermercati e gdo e che contengono prodotti confezionati e che si avvicinano alla data di scadenza, gli acquirenti troveranno materiale informativo ad hoc e un piccolo vademecum sulle differenze tra data di scadenza e tempo minimo di conservazione.

Lo stesso tipo di informazioni sono riportate sulla pagina web dedicata alla campagna Too Good To Go “Etichetta Consapevole”[2]. Visitandola si può scoprire, per esempio, che prodotti come il pane confezionato possono esseri consumati in tutta sicurezza anche una settimana dopo la data indicata sull’etichetta e che per olio, caffè o acqua in bottiglia questo intervallo di tempo si allunga fino a un anno. Il trucco? È fidarsi di quello che si legge, sì, ma anche e soprattutto dei propri sensi: il principale consiglio antispreco dell’app è, non a caso, osservare attentamente gli alimenti, annusarli ed eventualmente assaggiarli prima di decidere se buttarli o portarli in tavola.

La sfida di Too Good To Go a usare i sensi per scoprire se un alimento è di quelli spesso buono oltre”

Sul ruolo importante che hanno i sensi quando si tratta di accorgersi se l’alimento è uno di quelli “spesso buono oltre” è incentrata soprattutto la challenge con cui Too Good To Good ha sfidato alcuni foodie come Chiara Maci e Damiano Carrara, oltre che numerosi influencer in Rete.

Too Good To Go | Spesso Buono Oltre challenge

Too Good To Go | Spesso Buono Oltre challenge

Per rendere più giocosa e coinvolgente la campagna “Etichetta Consapevole” e puntando sul seguito di cui questi appassionati di cibo godono online, Too Good To Go ha chiesto loro di provare a decidere basandosi principalmente sull’aspetto o sull’odore degli alimenti se ancora buoni da consumare nonostante ormai oltre il tempo minimo di consumazione e li ha ripresi all’opera in un video condiviso online.

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