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CampagneUn grande vocabolario navigabile arriva nelle piazze italiane: è per la campagna #cambialalingua di Zanichelli

Un grande vocabolario navigabile arriva nelle piazze italiane: è per la campagna #cambialalingua di Zanichelli

L'occasione è l'uscita dell'edizione 2022 dello Zingarelli e attraverso uno schermo touch screen chi visita l'installazione potrà scoprire com'è cambiato nel tempo il significato di alcuni termini anche molto comuni. La campagna ha però anche un altro messaggio che ha a che vedere con la responsabilità dei singoli sull'uso che si fa della lingua.

Per la campagna Zanichelli #cambialalingua un vocabolario in formato XXL è installato in alcune piazze italiane: quale messaggio veicolare?

È uno il messaggio principale della campagna Zanichelli #cambialalingua: una lingua – l’italiano in questo caso – cambia e si modifica continuamente per l’uso che ne fanno le persone che la parlano e l’uso che le persone fanno della lingua a propria volta riflette nuove abitudini, nuovi stili di vita, nuove idee.

Il compito di un dizionario, quindi, è principalmente quello di attestare, ratificare i cambiamenti linguistici: per questo non solo neologismi e forestierismi possono entrare nel tempo tra le parole “accettate” e correttamente utilizzabili nella lingua in questione, ma anche le definizioni date di uno stesso termine possono variare considerevolmente tra un’edizione e l’altra. È quello che è successo, solo per fare un esempio tra gli innumerevoli possibili, al termine “bolla”:

«Sullo Zingarelli del 1922 è il “rigonfiamento che fa l’acqua piovendo, o bollendo, o gorgogliando”, cui nel 1970 si aggiunge il significato figurato (“in una bolla di sapone”: nel nulla). Nel 1994 il vocabolario registra il riferimento alla livella a bolla d’aria (“in bolla”: perfettamente orizzontale); nell’edizione 2001 entrano la bolla speculativa, nel 2020 la bolla come “condizione di isolamento” e la bolla di filtraggio. Nel 2022, infine, bolla è, con significato figurato, “condizione di isolamento e protezione, specialmente per contrastare un possibile contagio e in riferimento a un gruppo: bolla di squadra, reparto bolla di un ospedale»[1].

I più curiosi, i più appassionati possono esplorare e quasi letteralmente immergersi nella storia e nell’evoluzione della lingua italiana grazie proprio alla campagna Zanichelli #cambialalingua.

Entrare in un vocabolario per scoprire com’è cambiata la lingua nel tempo

In occasione dell’uscita dello Zingarelli 2022, un’installazione che richiama un vocabolario in formato XXL farà tappa, fino all’11 novembre 2021, in sei città italiane: Milano, Padova, Torino, Forlì, Roma e Lecce. Al suo interno un monitor touch screen e delle storie illustrate realizzate appositamente da LiveXtension permetteranno a chi visita l’installazione di intraprendere un viaggio alla scoperta della lingua italiana, dei cambiamenti che l’hanno attraversata dal 1922 – quando è stata pubblicata la prima edizione in volume dello Zingarelli – a oggi e del cambiamento, soprattutto, in questi cento anni nell’uso che i parlanti hanno fatto di cinquanta lemmi campione.

installazione maxi vocabolario zanichelli 2022

Il vocabolario XXL Zanichelli installato nelle piazze italiane per la campagna #cambialalingua ha uno schermo touch da cui si può scoprire la storia e com’è cambiato nel tempo l’uso di cinquanta termini di uso comune nella lingua italiana, da “bolla” a “disegno”, passando per “rivoluzione”.

A rendere un po’ più “social” una campagna esplicitamente nata come di ambient marketing e out-of-home advertising (tanto che, a Torino, sarà di fatto una delle installazioni previste nell’ambito del Salone del Libro 2021), la possibilità di scattare un’istantanea vicino ai grandi vocabolari nelle piazze italiane e di condividerla in Rete, naturalmente accompagnata dall’ hashtag #cambialalingua e per chi lo voglia da una propria riflessione sul cambiamento della lingua, sull’uso che personalmente fa e sui significati che personalmente dà alle parole.

#cambialalingua campagna zanichelli 2021

Chi vuole può scattare un selfie davanti al vocabolario in formato XXL dell’installazione Zanichelli e condividerlo sui social accompagnato dall’hashtag #cambialalingua e da una propria riflessione sull’uso dell’italiano.

La campagna Zanichelli #cambialalingua è anche un invito a usare l’italiano responsabilmente

Ha almeno un secondo messaggio non molto più nascosto o implicito la campagna Zanichelli #cambialalingua: si tratta di un messaggio che invita «alla responsabilità individuale e collettiva nella scelta dei vocaboli e dei significati con cui usarli», come ha sottolineato nel comunicato stampa di presentazione dell’iniziativa il direttore marketing e comunicazione dell’azienda, Gianluca Orazi.

Se è vero infatti che la lingua – quella ufficiale, attestata e certificata dai dizionari – è in costante mutamento e lo è soprattutto perché muta costantemente l’uso che ne fanno i suoi parlanti, #cambialalingua vuole essere un’esortazione a fare un uso più consapevole, più inclusivo, più rispettoso della lingua, specie in tempi di hate speech che dilaga in Rete e di un discorso pubblico estremamente polarizzato e polarizzante.

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