Venerdì 03 Aprile 2020
ComunicazioneIniziative e campagne di sensibilizzazione sull’autismo: l’impegno delle aziende, tra spot e soluzioni per l’integrazione

Iniziative e campagne di sensibilizzazione sull'autismo: l'impegno delle aziende, tra spot e soluzioni per l'integrazione

Le campagne di sensibilizzazione sull'autismo e alcune iniziative create dai brand contribuiscono a favorire consapevolezza e integrazione.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Iniziative e campagne di sensibilizzazione sull'autismo: l'impegno delle aziende, tra spot e soluzioni per l'integrazione

In Italia i disturbi dello spettro autistico colpiscono 1 bambino su 77 (tra i 7 e i 9 anni). Per aumentare la consapevolezza sul tema e per promuovere un maggior impegno da parte della società per l’integrazione dei soggetti affetti da questo disturbo nel 2007 l’ONU ha scelto il 2 aprile come Giornata Mondiale dell’Autismo. Diverse organizzazioni e aziende hanno deciso di dare il loro contributo, sviluppando iniziative e campagne di sensibilizzazione sull’autismo e creando anche degli spazi volti a migliorare la qualità della vita, promuovendo l’integrazione delle persone autistiche all’interno della società.

Campagne di sensibilizzazione sull’autismo: perché bisogna comprendere (e immedesimarsi) per poter aiutare

L’autismo potrebbe essere definito, semplificando molto, come un disturbo del neurosviluppo, che può comportare problemi o difficoltà nelle capacità comunicative (verbali e non verbali) e relazionali e nell’adattamento dell’individuo all’ambiente circostante. Già soltanto fermandosi a questa definizione, però, ci sarebbe tanto da dire circa la complessità dei citati disturbi, che comprendono tra l’altro altri disturbi come per esempio la sindrome di Asperger (oggetto di grande attenzione da parte dei media negli ultimi mesi per la notorietà della giovane attivista, Greta Thunberg, a cui è stata diagnosticata questa sindrome a 13 anni).

Le manifestazioni dell’autismo, comunque, possono essere di diverso tipo: molti bambini autistici fanno fatica a comprendere il pensiero e a decodificare le espressioni facciali altrui (e le relative emozioni associate), cosa che diventa spesso un ostacolo allo sviluppo di rapporti sociali durevoli.

Fonte: Autism Forum Switzerland

Come si legge in una pubblicità cartacea dell’Autism Forum Switzerland, «per le persone autistiche le espressioni facciali sono difficili da comprendere così come una lingua straniera». In un’altra, invece, si specifica che «entrare in contatto con il mondo esterno è difficile per le persone con autismo».

Fonte: Autism Forum Switzerland

La difficoltà nell’esprimersi (con parole, gesti o espressioni facciali) è un’altra manifestazione di questi disturbi. Spesso i genitori hanno grandi difficoltà ad aiutare i figli, proprio perché c’è difficoltà a comprendere i loro bisogni e a comunicare nel miglior modo con loro. Questa problematica è stata rappresentata da un cortometraggio d’animazione del 2016, realizzato dalla Rai e ideato dalla Lightcut Film, che ha ricevuto anche alcuni riconoscimenti.

L’agenzia pubblicitaria BBDO e l’organizzazione statunitense Autism Speaks hanno creato una pubblicità sociale interattiva, destinata a un centro commerciale, per mostrare in maniera più realistica ai passanti le difficoltà che hanno spesso i genitori a comunicare con i figli autistici. In un totem interattivo veniva presentata una bambina: quando i passanti si avvicinavano allo schermo e cercavano di guardarla negli occhi ella distoglieva sempre lo sguardo, evitando al massimo il contatto visivo, proprio come succede a molti bambini affetti da queste sindrome.

Proprio perché non sempre risultano facili da spiegare (o da comprendere), gli spot e altri tipi di contenuti audiovisivi possono essere lo strumento ideale per aumentare la conoscenza dell’opinione pubblica sui disturbi dello spettro autistico. La creatività, insieme alla tecnologia digitale, può infatti essere molto utile per sensibilizzare le persone, invitandole a immedesimarsi in un bambino autistico. Ciò però non sempre è facile, considerando che essi tendono ad avere una percezione diversa della realtà e del contesto circostante rispetto ad altri individui.

Tra le caratteristiche delle persone autistiche, inoltre, spesso vi sono l’attenzione posta ai dettagli e la tendenza a essere ipersensibili agli stimoli esterni (suoni, odori, movimenti o luci), finendo spesso così per sentirsi confusi o sopraffatti dal sovraccarico informativo.

Cercando di riprodurre anche solo parzialmente questa sensazione, la National Autistic Society, nel Regno Unito, ha creato uno spot che illustra cosa può significare per un bambino autistico una cosa molto semplice come una passeggiata in un centro commerciale. Nel video, suoni, luci, movimenti vengono resi più intensi o messi a fuoco, in modo tale da riprodurre la percezione che un bambino autistico avrebbe di tutti quegli input, compresa la relativa difficoltà nell’elaborarli.

Diagnosi e interventi precoci, comunque, sono essenziali per poter offrire al bambino un supporto professionale adeguato e per dare alle famiglie l’orientamento e l’aiuto necessari. Per questa ragione, molte campagne di sensibilizzazione sull’autismo si focalizzano proprio sull’importanza di essere attenti ad alcuni comportamenti, tra cui anche rivolgersi a un professionista che potrà effettuare i dovuti test per la diagnosi dello spettro autistico.

Per questa ragione, sono stati ideati dall’organizzazione Screen For Autism diversi spot che vedono come protagonista Julia, il primo muppet di “Sesame Street” affetto da autismo. In ognuno di essi differenti personaggi spiegano al pubblico come la diagnosi precoce possa fare la differenza per le famiglie.

dagli hotel ai supermercati: perché gli spazi “autism-friendly” sono necessari?

Come sottolineato in precedenza, attività come fare la spesa o fare una passeggiata in uno spazio pubblico possono risultare particolarmente stressanti per le persone affette da autismo, a causa dell’enorme quantità di stimoli di cui sono circondati. In Italia, il blog Wisteria Blue offre informazioni utili relative al mondo del turismo, riguardo in particolare alle iniziative e alle strutture definite “autism-friendly“, ossia adatte a ricevere delle persone affette da questo disturbo, in un ambiente non stressante per loro.

Anche se c’è ancora molta strada da percorrere in termini di inclusione delle persone autistiche, ci sono già diverse best practice in Italia. Tra queste, è possibile menzionare quelle provenienti dal gruppo Unicomm, per esempio, che il 2 aprile 2019, in collaborazione con l’Angsa e la Rete Sportelli Autismo, ha deciso di trasformare alcuni punti vendita in supermercati più adatti alle esigenze dei soggetti affetti da questi disturbi. L’iniziativa “Ora blu” è stata accolta con entusiasmo e il gruppo ha deciso di estenderla a 80 supermercati a marchio Emisfero, Famila ed Emi: ispirandosi alla “quiet hour”, comune in molti supermercati britannici, il gruppo ha stabilito che dalle ore 16 alle ore 18 dell’ultimo martedì di ogni mese vengano «abbassate le luci, eliminata la musica e ogni suono, tra cui quello degli annunci degli altoparlanti e il segnale acustico alle casse, allo scopo di creare un ambiente meno stressante per i clienti “sensorialmente più sensibili», come si può leggere sul sito aziendale.

Un altro caso di buone pratiche è quello degli hotel Best Western: tramite l’iniziativa “Inclusive Hotel” e grazie al supporto scientifico di L’abilità onlus, la catena mette a disposizione diversi hotel, in tutta Italia, in cui cerca di «assicurare agli ospiti con disturbi dello spettro autistico una dimensione pienamente positiva del soggiorno in albergo». Nello specifico, oltre all’attenzione rivolta agli stimoli sensoriali presenti nei diversi spazi comuni (come la hall o la palestra), ci sono alcune caratteristiche specifiche nelle camere riservate a questi clienti che, come spiegato sul sito, «possono aiutare in caso di anomala reattività sensoriale». Tra queste, le luci non al neon e soffuse, le stanze lontane da fonti di rumore, l’uso di detersivi per la pulizia con fragranze neutre e il non utilizzo di deodoranti ambientali.

Anche le palestre tendono a essere spazi particolarmente rumorosi e pieni di stimoli potenzialmente stressanti per persone con autismo. È per questo che l’Eisa onlus (Educazione per l’integrazione sociale degli autistici) ha deciso di sfruttare il denaro raccolto dall’associazione Un fiore per Giulia per creare, a Palermo, una palestra attrezzata per ricevere dei giovani con autismo e per promuovere così la loro autonomia.

Integrazione delle persone con autismo nel mondo del lavoro

Ci sono diverse aziende che hanno deciso di promuovere l’integrazione delle persone autistiche nel mondo del lavoro, poiché spesso questi individui hanno difficoltà a trovare aziende pronte ad assumerli.

Auticon, che si occupa di servizi di consulenza in tecnologia dell’informazione e della comunicazione, è tra le poche aziende al mondo ad avere tra i dipendenti quasi esclusivamente persone affette da autismo ed è attualmente presente anche in Italia. I dipendenti affetti da disturbi come quelli già menzionati possono trovare un ambiente tranquillo, con stanze buie e cuffie per isolarsi dai rumori esterni, potendo prendere anche giorni di permesso per motivi di ansia: «la sensibilità ai problemi dei dipendenti è la nostra priorità principale», ha affermato sempre Gray Benoist, fondatore dell’azienda e padre di due ragazzi autistici.

Anche P&G ha dichiarato il proprio impegno ad assumere più persone autistiche: nel 2019 l’azienda ha assunto a tempo pieno quattro manager, che lavorano nell’ambito delle soluzioni digitali per i processi di business, nella sede di Cincinnati.

Ritornando invece al contesto italiano e proprio perché sono pochi ancora i locali nel settore del food adatti ai bisogni di clienti affetti da autismo, aprirà ad aprile 2020 a Milano PizzAut, la prima pizzeria gestita da giovani autistici. Si tratta di un progetto di Nicolò Acampora, padre di un bambino autistico, che ha deciso di creare non solo uno spazio di lavoro ma anche di socializzazione e di apprendimento, pensato per rispondere ai loro bisogni speciali.

L’opinione pubblica sembra essere sempre più sensibile a tematiche come la diversità e l’inclusione e lo stesso vale per le aziende. È opportuno sottolineare, però, che nei diversi settori (GDO, palestre, centri commerciali e hotel, fino al mondo della ristorazione) le best practice restano delle eccezioni e c’è ancora molto da fare in ottica inclusione delle persone con disturbi dello spettro autistico. È necessario che il mondo aziendale si apra a questa fetta della società ancora poco rappresentata nel mercato del lavoro, comprendendo che, come si può leggere sul sito di Auticon, «l’autismo non è un errore di sistema, è un altro sistema operativo» e bisogna dare a queste persone uguali opportunità di dimostrare il proprio valore.

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