Venerdi 20 Settembre 2019
ComunicazioneInutile aspettare, il catalogo Ikea 2020 non arriverà via posta

Inutile aspettare, il catalogo Ikea 2020 non arriverà via posta

Per la prima volta il catalogo Ikea 2020 non arriverà via posta: la scelta del brand strizza l'occhio all'ambiente e segna "un nuovo inizio".


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Inutile aspettare, il catalogo Ikea 2020 non arriverà via posta

Come dare ai propri clienti più affezionati proprio quella notizia che mai vorrebbero sentire? Se il brand è un brand come Ikea, noto per uno stile di comunicazione smart e spesso non convenzionale, l’occasione non dovrebbe stentare a trasformarsi in una vera e propria prova di originalità. Che il catalogo Ikea 2020 per la prima volta non arriverà a casa tramite posta, così, è stato per settimane sotto gli occhi di tutti ma, con ogni probabilità, in pochi se ne sono accorti davvero.

Come ti comunico che non riceverai a casa il catalogo Ikea 2020

Per dare al pubblico italiano la triste novella, il gigante del furniture svedese ha investito in pubblicità da esterni – ma in posti difficili da raggiungere, con scarsa visibilità o tutto tranne che frequentati da italiani –, in pubblicità in store – in orari, però, in cui i punti vendita erano deserti –, in spazi televisivi – certo, di canali locali sconosciuti al grande pubblico – e, ancora, in una complessa strategia social – che il catalogo Ikea 2020 sarebbe stato disponibile soltanto in negozio e online era stato più volte ribadito su Facebook, per esempio, all’interno di post scritti in aramaico, in caratteri piccolissimi e illeggibili o pixellati e con giochi di parole e comunque persi tra un piano editoriale e una programmazione vacanzieri –.

ለእርስዎ የምንሰጥዎት ዜና አለን ፣ እንዴት ማድረግ እንደምንችል አናውቅም ፡፡

Pubblicato da IKEA su Venerdì 9 agosto 2019

Non ci siamo dimenticati come si scrive. Ma non ci viene un modo migliore per darvi questa notizia. Forse qui capisce un po’ di più: IKEA.it/catalogo #Siamofattipercambiare #IKEAcatalogo2020

Pubblicato da IKEA su Venerdì 16 agosto 2019

 

Una vera e propria campagna di comunicazione integrata, insomma, che ha avuto come filo conduttore il non detto e che in altri paesi come la Danimarca ha giocato ancora più esplicitamente sul topos letterario dell’oggetto perduto con una serie di affissioni in primis che, mostrando in trasparenza i prodotti Ikea, trasmettevano concretamente l’idea dell’assenza.

catalogo Ikea 2020 The Missing Collection

“The Missing Collection” è il titolo della campagna di comunicazione che, in Danimarca, ha annunciato che il catalogo Ikea 2020 sarà disponibile solo online e in negozio.

Che si sia trattato di un modo per tenere attaccati, incuriosendoli, clienti e affezionati? Non sarebbe la prima volta che grandi brand come Ikea si dimostrano strateghi nell’alimentare le aspettative della propria community e fidelizzarla con meccanismi che alternano teaser e piccole ricompense. Per indorare la pillola di un catalogo Ikea 2020 che non sarebbe più arrivato a domicilio, anzi, l’azienda sembra aver sfruttato anche i principi della gamification: nei giorni immediatamente precedenti all’uscita del nuovo catalogo, un semplice gioco a ostacoli invitava, infatti, gli utenti ad aiutare il catalogo ad arrivare nei punti vendita Ikea.

In ballo del resto c’era pur sempre una notizia sgradevole per il pubblico e, per questo, potenzialmente rischiosa per il brand: nel corso del tempo, infatti, il catalogo Ikea è diventato un vero e proprio oggetto da collezione da esibire in libreria e quello del riceverlo, a settembre, direttamente in posta un rito di passaggio spesso associato a nuovi inizi, liste di buoni propositi da fare, nuove convivenze non di rado. Non sorprende insomma l’aria quasi di scusa dei messaggi, la studiata ritrosia del brand nel dover comunicare il cambio di rotta, né il tentativo di ingraziarsi quanto più possibile il pubblico per non perderne il supporto.

Perché il catalogo Ikea non arriverà più via posta

In Ikea però «siamo fatti per cambiare», come recita da qualche anno il payoff del brand, e cambiare sempre più spesso significa oggi fare scelte rispettose dell’ambiente. Rendere il catalogo Ikea 2020 disponibile solo in negozio e in versione digitale, insomma, dovrebbe dimostrarsi una scelta più eco-sostenibile sia perché, semplificando, meno copie stampate vogliono dire meno spreco di carta, sia perché a venire meno è l’impatto ambientale e in termini di inquinamento della distribuzione casa per casa. Ikea non è l’unico brand, in questo senso, che sembra avere a cuore i temi ambientali e la nuova politica per quanto riguarda il catalogo aziendale, del resto, non è l’unica azione intrapresa da Ikea per aiutare a diffondere una cultura rispettosa della natura: basti pensare che, tra gli oggetti della collezione 2020 presentati proprio all’interno del nuovo catalogo (che, tra l’altro, ha per titolo “Un nuovo inizio“) c’è un’intera linea di accessori per i diversi ambienti casalinghi realizzati interamente in plastiche vegetali.

catalogo Ikea 2020 plastiche vegetali

Plastiche recuperate dai mari, riciclate o alternative vegetali come quelle della collezione FÖRÄNDRING in paglia di riso sono le novità eco-sostenibili del catalogo Ikea 2020.

Oltre la sostenibilità ambientale, un impegno a favore della diversità

In casa Ikea, però, sostenibilità sembra fare rima più che altrove con accessibilità. Tra le novità del catalogo 2020, così, c’è chi fa notare l’utilizzo di una famiglia di font (il cosiddetto Noto) pensato da Google per risultare perfettamente leggibile e armonico in qualsiasi lingua del mondo e anche per chi abbia difficoltà visive. Ultimo ma non meno importante, per la prima volta quest’anno una bambina affetta da sindrome di Down compare tra le pagine del catalogo Ikea: lo si potrebbe considerare segno del supporto del brand ai temi della diversità e dell’integrazione, se non si trattasse di un’immagine in grado di trasmettere da sola un senso di assoluta normalità e quotidianità.

cataologo ikea 2020 bambina down

Per la prima volta, nel nuovo catalogo Ikea compare una bambina affetta da sindrome di Down: il contesto familiare e quotidiano in cui chi sfoglia il catalogo la osserva muoversi riesce bene nel comunicare l’impegno concreto del brand a favore della diversità.

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