Cresce l’interesse per il neuromarketing anche in Italia? Certamente!

Un confronto con Luca Florentino e Barbara Monteleone sullo stato attuale del neuromarketing, in vista di Certamente 2017.

Cresce l’interesse per il neuromarketing anche in Italia? Certamente!

«Mi sono presto convinto che il neuromarketing, curioso connubio di marketing e scienza, era la finestra sulla mente umana che aspettavo da tanto tempo, la chiave per aprire la porta su quella che chiamo la nostra ‘buyology‘, l”acquistologia’ – i pensieri subconsci, le emozioni e i desideri che guidano le decisioni di acquisto che prendiamo ogni giorno della nostra vita.»

Dall’anno di pubblicazione di “Neuromarketing – Attività cerebrale e comportamento d’acquisto“(2008) di Martin Lindstrom – da cui è tratta la citazione riportata – è passato del tempo e da allora sono stati percorsi molti passi verso la scoperta dell’influenza esercitata da tutte le diverse attività di marketing sul cervello. L’interesse per la materia è andato crescendo sempre più e, in effetti, lo stesso autore è andato avanti in maniera decisa nel suo lavoro. Ne è un esempio il suo recente testo “Small Data – I piccoli indizi che svelano i grandi trend” che già dal titolo sottolinea l’importanza dell’analisi di ogni minimo dettaglio.

Ma qual è lo stato attuale del neuromarketing?

Ai nostri microfoni Luca Florentino (CEO e Founder di Ottosunove) e Barbara Monteleone (Senior Strategic Planner di Ottosunove) hanno affermato che «si conferma il fatto che gli USA siano un mercato più maturo non solo nell’utilizzo delle tecnologie di test, ma soprattutto nell’uso di un approccio di pensiero strategico e creativo basato sui principi del neuromarketing». Tuttavia non si può certo negare un incremento dell’interesse e degli studi in materia anche in Italia. A testimoniarlo è anche il successo ottenuto dal primo evento interamente dedicato al neuromarketing nel nostro Paese, che si è tenuto ad aprile 2016, “Certamente – Italian Neuromarketing Days“.

Certamente 2016: dove le neuroscienze hanno incontrato il marketing

E dell’evento, organizzato da Ottosunove, si sta pianificando la seconda edizione per il 2017.

Occupandosi di neuromarketing per lavoro, frequentando forum internazionali ed essendo associati a NMSBA (Neuromarketing Science and Business Association), Florentino e Monteleone hanno modo di confrontarsi con colleghi di altre nazioni, monitorando allo stesso tempo la situazione italiana dall’interno. «Rispetto all’anno scorso abbiamo visto il crescere dell’interesse sul tema: anche i media cominciano a dare spazio all’argomento», hanno affermato riferendosi all’Italia. A confermarlo sono anche le numerose richieste di adesione ottenute per i loro workshop personalizzati proprio in ambito neuromarketing (nello specifico si tratta dei Neurotaste).

a seconda edizione di Certamente, evento sul neuromarketing, a Milano il 2-3 marzoE se la prima edizione di Certamente si è svolta a Roma, la seconda sarà a Milano e si terrà il 2-3 marzo 2017, nella location Fondazione Riccardo Catella. «La scelta è collegata alla nostra volontà di diffondere e divulgare il tema delle neuroscienze e dei benefici di un approccio neuromarketing a livello Italiano», ci hanno raccontato Florentino e Monteleone. «L’anno scorso abbiamo scelto Roma per il suo ruolo di capitale e per la partnership scientifica con BrainSigns, spin-off dell’Università Sapienza che con noi organizza l’evento. Quest’anno abbiamo scelto Milano, città dove si concentra la maggior parte dei professionisti del mondo marketing e comunicazione. Negli anni a seguire contiamo di toccare altre città italiane, adattando i temi del convegno ai settori di business più rappresentativi a livello geografico», hanno sottolineato.

Anche in questa edizione da un lato verranno resi noti i risultati delle ultime ricerche neuroscientifiche, dall’altro si darà spazio alla parte più business-oriented.
Per il primo aspetto l’evento si avvarrà quest’anno del contributo di diverse realtà accademiche italiane (IULM, Università “La Sapienza” di Roma, Università degli Studi di Parma, Università Cattolica di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Politecnico di Milano): «questo consentirà di confrontare diversi approcci alle neuroscienze, dal punto di vista fisiologico, psicologico, del funzionamento dei neuroni a specchio, etc.», hanno raccontato ancora i due esperti.
Per il secondo, invece, non mancheranno speaker e aziende nazionali e internazionali con la presentazione di diverse case history. Tra i nomi confermati ci sono Elissa Moses (CEO presso IPSOS Neuro and Behavioral Science Center – USA), Alastair Herbert (founder of Linguabrand – UK) e Graeme Newell (president 602 Communications – USA).

Il format, quindi, resta per lo più invariato ma decisamente arricchito. Come precisato da Florentino e Monteleone, infatti, «nel corso dell’evento ci saranno momenti conviviali di networking come nel 2016, ma ci sarà anche la possibilità di provare in prima persona apparecchiature tecniche e avere visione dei risultati del test sperimentale».

Con un approccio così completo al neuromarketing che parte dalla teoria e dall’aggiornamento formativo per arrivare alle applicazioni in casi pratici e alla possibilità di testare in prima persona alcune apparecchiature, l’evento probabilmente contribuirà in maniera ancora più decisiva a liberare la materia dalle molte accuse di operare scorrettamente dal punto di vista etico. Per usare ancora una volta le parole di Lindstrom: «l’idea di una scienza che può guardare nella mente umana dà i brividi a molti. Quando la maggior parte di noi sente parlare di “scansione del cervello”, l’immaginazione scivola verso la paranoia».

Bisogna, invece, cogliere come il neuromarketing possa aiutare a comprendere il meccanismo dei processi decisionali, l’operazione congiunta di conscio e inconscio che ci spinge ad effettuare determinate operazioni di acquisto, superando la convinzione che possa essere in grado di “costringere” i consumatori. Il neuromarketing – come hanno spiegato Florentino e Monteleone nel corso del nostro confronto – aiuta a comprendere «quali siano i cosiddetti insight e come meglio modulare gli elementi emotivi, sensoriali e razionali nella costruzione, presentazione e comunicazione di un prodotto o servizio».

Insomma, per chiudere con una loro frase che riassume quanto detto: «come sempre nelle discipline scientifiche e nelle applicazioni tecniche che ad esse sono collegate è l’uso che se ne fa che può sortire effetti positivi o negativi».

Date le premesse, quindi, non ci si può non aspettare da Certamente – Italian Neuromarketing Days 2017 la conferma avuta alla conclusione dell’edizione 2016: due giorni di aggiornamento e di formazione in ambito neuromarketing da non poter dimenticare così facilmente, con l’occasione di “continuare a chiedere, imparare e crescere” e liberare la mente di ogni pregiudizio sulla materia!

CERTAMENTE 2017 – KEEP ON ASKING from CERTAMENTE 2017 on Vimeo.


Pina Meriano
A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing
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