Martedì 20 Ottobre 2020
MacroambienteAlla scoperta del cineturismo: i viaggi che portano appassionati e fan nelle location dei film

Alla scoperta del cineturismo: i viaggi che portano appassionati e fan nelle location dei film

Che cos’è il cineturismo? E perché sempre più persone vanno a visitare le location dei film che amano? Un approfondimento.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Alla scoperta del cineturismo: i viaggi che portano appassionati e fan nelle location dei film

C’è chi sostiene che è l’idea stessa di turismo a essere cambiata negli anni: sempre meno turisti e sempre più viaggiatori, si va alla ricerca soprattutto della dimensione esperienziale del viaggio, che inizia ben prima della partenza e si protrae a lungo oltre il ritorno. Il risvolto più pratico? Non è solo che i viaggiatori si informano online e diventano, quindi, viaggiatori sempre più consapevoli, ma è soprattutto l’emergere di nuove forme di turismo come il turismo responsabile, turismo da Instagram, il cineturismo.

Per una definizione di cineturismo

Chiamato dagli anglofoni, più iconicamente, movie tourism o film induced tourism, l’ultimo è un turismo che ha come meta eletta le ambientazioni dei film cult o, in alternativa, i posti reali in cui vivono, si innamorano, ballano i personaggi della finzione televisiva e cinematografica. Chi almeno una volta ha sognato, insomma, di visitare l’appartamento al 64 di Perry Street in cui finivano tutte le avventure di Carrie in Sex and the City o chi ha obbligato gli amici a una tappa al King’s Cross solo per una foto al fantomatico binario 9 e ¾ ha già, anche inconsapevolmente, fatto cineturismo.

L’iconico appartamento di Carrie Bradshaw di Sex and the City al 64 di Perry Street, New York. Fonte: Telegraph.co.uk

Se ospitare il set di un film È una (buona) mossa di marketing del territorio

Secondo alcuni dati del resto, che lo ammettano o no, oltre il 31% dei turisti internazionali hanno scelto almeno una volta per i propri viaggi una meta protagonista di un film, una serie o qualsiasi altro prodotto amato del piccolo o grande schermo. In numeri più grossolani? Secondo Federturismo, si tratterebbe di 100 milioni di persone ogni anno che optano scelgono di recarsi in certi paesi per provare a immedesimarsi nei propri beniamini televisivi, cinematografici, delle serie TV.

Non c’è da stupirsi, allora, che quello delle produzioni cinematografiche sia diventato, per chi si occupa di promozione del territorio e destination marketing, uno strumento d’oro: lo dimostra il fiorire, fuori e dentro l’Italia, di festival cinematografici anche piccoli e indipendenti e di film commission che hanno come obiettivo, appunto, attrarre produzioni e set cinematografici. Un film girato sul territorio del resto può avere un indotto non indifferente, dal momento che, semplificando all’osso,

  • attrae tecnici, operatori e attori già in fase di lavorazione, rappresentando  un’opportunità economica, per esempio le strutture ricettive per esempio;
  • può generare nuove opportunità di lavoro
  • e, più in generale,  contribuisce a far conoscere a rafforzare l’immagine del territorio, in un’operazione spontanea di marketing territoriale;
  • oltre ad attrarre, si è visto, cinefili e turisti che amano quel film.

Se la scelta da parte delle produzioni ricade spesso, e per motivi per lo più logistici, su piccoli centri, località sconosciute ai più e poco frequentate dal turismo di massa, poi, non è difficile capire perché l’attrazione che hanno i cinefili per le location dei film può trasformarsi in una mano santa per la promozione territoriale dei piccoli comuni, per esempio, che spesso faticano a destinare budget a progetti e attività turistiche ad hoc.

Cineturismo: tra best practice italiane e internazionali

Non mancano, così, neanche in Italia mete sdoganate dalle produzioni cinematografiche o televisive. Dalle Gole di Alcantra, scelte da Garrone per il suo Il racconto dei racconti, alla più mainstream spiaggia di Montalbano: sono luoghi in cui il cineturismo ha trovato la sua formula all’italiana e dove aveva portato, già nel 2015, oltre 35 milioni di turisti, italiani e non (i dati sono di Istat e fatti rientrare nell’ambito più generico del turismo culturale, ndr).

Quella che è conosciuta come “la casa di Montalbano” a Punta Secca, Santa Croce Camerina. Fonte: viagginbici.com

Secondo dati più recenti (quelli di un portale di viaggi come Expedia), anche una città come Napoli avrebbe registrato, nel secondo trimestre del 2019, un incremento della domanda turistica di più del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche grazie a due prodotti culturali come Gomorra e L’amica geniale.

cineturismo napoli l'amica geniale

Port’Alba, a Napoli, trasformata nel set de L’Amica Geniale, film tratto dalla saga di Elena Ferrante. Fonte: repubblica.it

Anche per l’Abruzzo la domanda turistica sarebbe cresciuta, di circa il 15% in rispetto al secondo trimestre del 2018, per effetto anche di un’importante produzione televisiva, quella de Il nome della Rosa, che ha scelto come set, tra gli altri, le gole di Fara San Martino, l’eremo di Santo Spirito a Majella, il castello di Roccascalegna.

Il cineturismo, però, vive anche e sempre di più di flussi internazionali. In preparazione alla notte degli Oscar 2017, per esempio, secondo lastminute.com i fan di La La Land avevano cominciato a sognare Los Angeles e, perché no, avevano pensato di prenotare una vacanza a tema: già il giorno in cui il musical è uscito in anteprima, infatti, le ricerche di voli dall’Italia erano quasi raddoppiate (+ 45%) rispetto alla settimana precedente. Lo stesso è avvenuto con Silence: il film di Martin Scorsese, ambientato nel Giappone del diciassettesimo secolo, sembra aver riacceso una certa voglia di Oriente in molti spettatori, che già il primo giorno di uscita nelle sale avevano cercato voli per il Giappone oltre due volte di più (+54%) rispetto a soli tre giorni prima. Anche la ricerca di voli per New York sembra essere aumentata, quell’anno, a ridosso delle nomination per gli Oscar e la causa sembrerebbe essere Animali fantastici e dove trovarli, la prima sceneggiatura della Rowling che, già quando ero uscito nelle sale, aveva fatto salire del 43% rispetto a soli cinque giorni prima la ricerca di voli per la Grande Mela.

Che modelli di profittabilità per il cineturismo?

«Dal cinefilo al frequentatore sporadico di sale cinematografiche, i film hanno il potere di accendere, in tutti noi, un po’ di passione per il viaggio – ha sottolineato a proposito Alessandra Di Lorenzo, Chief Commercial Officer Media and Partnerships di lastminute.com group – passione che può indurci ad azioni eccitanti e imprevedibili e non sono solo le agenzie di viaggi a poter trarre beneficio dal desiderio di viaggiare. Gli inserzionisti intelligenti potranno attingere a questa passione e offrire ispirazione in ogni fase della prenotazione del viaggio». 

Il cineturismo, insomma, è un business potenzialmente profittabile per molti, come dimostrano per esempio gli speciali tour, anche virtuali, organizzati da diversi tour operator internazionali e dedicati ai fan di GoT, che si aggiungono alle strategie di promozione di Game of Thrones firmate dalla casa produttrice o, ancora, la possibilità, offerta sempre più frequentemente da tutti i servizi di ospitalità alla Airbnb, di dormire in posti famosi come la casa di Romeo e Giulietta del film di Zeffirelli.

Non mancano, poi, delle vere e proprie app – c’è chi le ha chiamate film location app  per rendere ancora più interattiva la visita di ambientazioni e location dei film. Sono app che appartengono, per usare uno sguardo più teorico, al mondo dei geomedia: mentre sfruttano, infatti, la geolocalizzazione per fornire servizi e informazioni quanto più personalizzate e utili possibile all’utente, provvedono anche al suo intrattenimento. In Inghilterra, per esempio, ce n’è una per scoprire tutte le ambientazioni dei film di James Bond giocando, partecipando a contest e concorsi a tema e scoprendo nel frattempo curiosità delle più inedite e a prova di cinefili. Lo stesso succede in Nuova Zelanda, dove per chi parte alla scoperta delle ambientazioni de Il Signore degli Anelli c’è un’app ad hoc che permette di visualizzare filmati ed estratti della saga. In Italia app di questo tipo sono da ricollegare per lo più alle esperienze dei festival cinematografici (Venezia, Roma, Torino, Ischia tra gli altri). Tra i risultati più interessanti, però, ce n’è una che, tramite il riconoscimento dei luoghi fotografati con lo smartphone, guida attraverso le location cinematografiche più belle di Piemonte e Torino.

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