Lunedi 17 Dicembre 2018
MacroambienteCineturismo: numeri da Oscar alla scoperta delle location dei film

Cineturismo: numeri da Oscar alla scoperta delle location dei film

Che cos’è il cineturismo? E perché sempre più persone vanno a visitare le location dei film che amano? Alcuni numeri da Oscar.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
Cineturismo: numeri da Oscar alla scoperta delle location dei film

C’è chi sostiene che è l’idea stessa di turismo a essere cambiata: sempre meno turisti e sempre più viaggiatori, si va alla ricerca soprattutto della dimensione esperienziale del viaggio, che inizia ben prima della partenza e si protrae a lungo oltre il ritorno. Il risvolto pratico? Non è solo che i viaggiatori si informano online e, quindi, diventano più consapevoli, ma soprattutto l’emergere di nuove forme di turismo come il turismo responsabile o il cineturismo.

Per una definizione di cineturismo

Chiamato dagli anglofoni, più iconicamente, movie tourism o film induced tourism, l’ultimo è un turismo che ha come meta eletta le ambientazioni dei film amati o, in alternativa, i posti reali in cui vivono, si innamorano, ballano i personaggi della finzione televisiva e cinematografica. Se almeno una volta avete sognato, insomma, di visitare l’appartamento al 64 di Perry Street in cui finivano tutte le avventure di Carrie in Sex and the City o se avete obbligato i vostri amici a una tappa a King’s Cross solo per una foto al fantomatico binario 9 e ¾, anche inconsapevolmente, avete fatto anche voi cineturismo.

Fonte: Telegraph.co.uk

Cineturismo: così aiuta il marketing del territorio

Secondo alcuni dati, del resto, che lo ammettano o no, oltre il 31% dei turisti internazionali hanno scelto almeno una volta per i loro viaggi una meta protagonista di un film, una serie o qualsiasi altro prodotto amato del piccolo o grande schermo.

Non c’è da stupirsi, allora, che quello delle produzioni cinematografiche sia diventato, per chi si occupa di promozione del territorio e destination management, uno strumento d’oro: lo dimostra il fiorire, fuori e dentro l’Italia, di festival cinematografici anche piccoli e indipendenti e di film commission che hanno come obiettivo, appunto, attrarre produzioni cinematografiche. Un film girato sul territorio, del resto, può avere un indotto non indifferente. Semplificando all’osso, infatti,

  • attrae tecnici, operatori, attori in fase di lavorazione e già così rappresenta un’opportunità economica, si pensi per esempio alle strutture ricettive;
  • può generare nuove opportunità di lavoro;
  • e più in generale contribuisce a far conoscere a rafforzare l’immagine del territorio, in un’operazione spontanea di marketing territoriale;
  • oltre ad attrarre, si è visto, cinefili e turisti che hanno amato quel film.

Cineturismo: tra best practice italiane e numeri da Oscar

Per tornare alla questione cineturismo, del resto, non mancano neanche in Italia mete sdoganate dalle produzioni cinematografiche o televisive. Dalle Gole di Alcantra, scelte da Garrone per il suo Il racconto dei racconti, alla più mainstream spiaggia di Montalbano: sono luoghi in cui il cineturismo ha trovato la sua formula “all’italiana” e ha portato comunque oltre 35milioni di turisti, italiani e non, solo nel 2015 (i dati sono di Istat e fatti rientrare nell’ambito più generico del turismo culturale, ndr).

Fonte: viagginbici.com

Con l’appuntamento con la notte degli Oscar alle porte, però, c’è chi ha provato ad evidenziare come le nomination dell’Accademia abbiano già influenzato le decisioni di viaggio dei più appassionati di cinema. Secondo lastminute.com group, per esempio, in attesa di fare la conta di statuine conquistate, chi ha amato La La Land sogna già Los Angeles e, perché no, prova a cercare un volo: già il giorno in cui il musical è uscito in anteprima, infatti, le ricerche di voli dall’Italia erano quasi raddoppiate (+ 45%) rispetto alla settimana precedente. Lo stesso è avvenuto con Silence: l’ultimo film di Martin Scorsese, ambientato nel Giappone del diciassettesimo secolo, sembra aver riacceso una certa voglia di Oriente in molti spettatori, che già il primo giorno di uscita nelle sale avevano cercato voli per il Giappone oltre due volte di più (+54%) rispetto a soli tre giorni prima. Anche la ricerca di voli per New York sembra essere aumentata a ridosso delle nomination per gli Oscar e la causa sembrerebbe essere Animali fantastici e dove trovarli, la prima sceneggiatura della Rowling che, già quando ero uscito nelle sale, aveva fatto salire del 43% rispetto a soli cinque giorni prima la ricerca di voli per la Grande Mela.

Fonte: gutekfilm.pl

Che modelli di profittabilità per il cineturismo?

«Dal cinefilo al frequentatore sporadico di sale cinematografiche, i film hanno il potere di accendere, in tutti noi, un po’ di passione per il viaggio – ha sottolineato a proposito Alessandra Di Lorenzo, Chief Commercial Officer Media and Partnerships di lastminute.com group – passione che può indurci ad azioni eccitanti e imprevedibili e non sono solo le agenzie di viaggi a poter trarre beneficio dal desiderio di viaggiare. Gli inserzionisti intelligenti potranno attingere a questa passione e offrire ispirazione in ogni fase della prenotazione del viaggio, da dove alloggiare a come catturare le ultime immagini di LA». 

Non solo inserzionisti, però: altri soggetti hanno già provato a rendere profittabile questa nuova passione per il cineturismo offrendo interi tour, anche virtuali, nei luoghi di Game of Thrones, per esempio.

Le app a prova di cineturista

O creando vere e proprie app – c’è chi le ha chiamate film location app  per rendere ancora più interattiva la visita di ambientazioni e location dei film. Sono app che appartengono, per usare uno sguardo più teorico, al mondo dei geomedia: mentre sfruttano, infatti, la geolocalizzazione per fornire servizi e informazioni quanto più personalizzate e utili possibile all’utente, provvedono anche al suo intrattenimento.

In Inghilterra, per esempio, ce n’è una per scoprire tutte le ambientazioni dei film di James Bond giocando, partecipando a contest e concorsi a tema e scoprendo nel frattempo curiosità delle più inedite e a prova di cinefili.

Lo stesso succede in Nuova Zelanda, dove per chi parte alla scoperta delle ambientazioni de Il Signore degli Anelli c’è un’app ad hoc che permette di visualizzare filmati ed estratti della saga.

In Italia app di questo tipo sono da ricollegare per lo più alle esperienze dei festival cinematografici – Venezia, Roma, Torino, Ischia tra gli altri –. Tra i risultati più interessanti, però, ce n’è una che, tramite il riconoscimento dei luoghi fotografati con lo smartphone, guida attraverso le location cinematografiche più belle di Piemonte e Torino.

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