Protezione del brand online: cinque strategie per creare un piano efficace

Attuando un’efficace strategia di protezione del brand online è possibile salvaguardare l’immagine, i clienti e i ricavi dell’azienda.

Protezione del brand online: cinque strategie per creare un piano efficace

Nel panorama informatico attuale, in costante trasformazione, è fondamentale per un’azienda tenersi aggiornata ed evolvere la propria strategia di protezione del brand online per affrontare la natura mutevole delle minacce e i criminali informatici dietro ad esse.

Nonostante i programmi di protezione del brand online siano fortemente influenzati soprattutto dall’ambiente all’interno in cui l’azienda opera e dalla natura dell’organizzazione stessa, anche fattori esterni, come l’espansione dei social media e l’aumento dei domini generici di primo livello (gTLD), devono essere presi in considerazione.

Lo sviluppo e l’attuazione di un piano di protezione del brand online potrebbero scoraggiare, tuttavia un’azienda non può permettersi di non averne uno, dal momento che l’obiettivo principale è quello di ridurre in modo efficace il rischio rappresentato da hacker, contraffattori e tutti coloro che violano il brand. In che modo i brand possono ottenere una chiara visione delle minacce da affrontare? Come possono ridurle? In cinque passi.

1. Creare linee guida del brand

Il più delle volte le linee guida del brand riguardano l’ambiente fisico e l’uso di loghi e immagini. Nonostante questi aspetti siano ancora importanti, è necessario che le linee guida includano specifiche regole online indirizzate sia all’audience interna che esterna.

Internamente, quindi, devono comprendere contenuto, registrazione dei nomi di dominio e dei profili nonché il comportamento sui social.

  • Contenuto: il problema della creazione dei contenuti è sempre più importante e deve essere affrontato. In particolare è necessario determinare chi crea gli asset, chi è responsabile dell’approvazione e come devono essere gestiti, cioè localmente o centralmente?
  • Registrazione dei nomi di dominio e dei profili sui social media: le linee guida del brand devono essere molto chiare su chi fa cosa all’interno dell’azienda. Questo vale anche quando si lavora con organizzazioni di terze parti, come agenzie di marketing, che possono registrare nomi a dominio per conto del cliente. In questo caso, chi controlla i nomi di dominio? E cosa succede alla proprietà una volta che il rapporto di lavoro è cessato? Lo stesso principio vale per i dipendenti: se qualcuno può registrare un nome a dominio o un profilo social per una sottomarca o una campagna di marketing esiste il pericolo che, se il dipendente cambia azienda o ruolo, la documentazione, i dati di login e di rinnovo vadano persi.
  • Comportamento sui social media: è ragionevole pensare che i dipendenti abbiano una presenza sui social media con profili su una o più piattaforme. Se questi dipendenti sono direttamente associati al marchio è necessario fornire una direttiva chiara su ciò che dovrebbero dire o meno e quali informazioni personali possono essere incluse su questi siti. Oltre ad avere un impatto negativo sulla percezione del marchio, se si verificasse qualche problema troppe informazioni (come indirizzo, data di nascita, luogo di lavoro, ecc.) che sono pubblicamente disponibili potrebbero rappresentare una minaccia alla sicurezza, ecco perché è necessario sviluppare un piano di protezione del brand online.

Quando si tratta di soggetti esterni, le aziende hanno bisogno di una politica che gestisca partner, venditori, distributori, affiliati e le altre organizzazioni di terze parti che sono associate al brand.

  • Nomi di dominio: è necessario fare chiarezza su ciò che i partner possono o non possono fare, per esempio usare il nome del brand all’interno del dominio, su un marketplace shop o un marketplace seller, specialmente dove può esserci confusione su dove i clienti stanno ottenendo il prodotto.
  • Social media: proprio come le linee guida interne, è necessario descrivere cosa possono postare i partner sui social media, in particolare quando si tratta di informazioni sotto embargo circa il lancio di nuovi prodotti, ecc. La policy dovrebbe comprendere anche i dettagli di come e quando i partner possono vendere attraverso le proprie piattaforme social media, le app e i marketplace.
  • Loghi e immagini: quando organizzazioni di terze parti sono associate a un brand è fondamentale che tutti i messaggi e tutta la grafica siano coerenti con quel brand. Di conseguenza, i marchi devono assicurarsi che vengano usati in modo appropriato.

2. Monitorare i social media

I social media rappresentano senza dubbio una delle maggiori opportunità per le aziende. La loro natura virale, l’accessibilità e la portata li rendono ideali per il marketing, le vendite e il coinvolgimento dei clienti. Tuttavia si tratta di un’arma a doppio taglio, in quanto rappresentano anche una delle maggiori minacce per le organizzazioni. Le aziende devono registrarsi sui siti di social media, indipendentemente dal fatto che le piattaforme siano più o meno conosciute, e monitorarli in modo proattivo attraverso più lingue per evitare l’abuso del brand, problemi ai consumatori e ogni sentimento negativo che deve essere affrontato.

Questo monitoraggio dovrebbe includere la sentiment analysis, i siti falsi o illegittimi che vendono i prodotti, l’abuso da parte dei dipendenti, i siti contenenti link indirizzati a pagine nel Deep Web non indicizzate e individuare i profili falsi sia dei brand che del personale.

3. Gestire gli affiliati

Lavorare con gli affiliali aggiunge sicuramente valore ad ogni organizzazione, tuttavia è importante tenere a mente che gli affiliati hanno i propri obiettivi, come ad esempio massimizzare le vendite. Di conseguenza è fondamentale che le regole e le policy siano messe in atto per far fronte ad eventuali violazioni da parte degli affiliati, ma devono anche aiutarli e supportarli in modo sinergico.

Quest’area dovrebbe essere trattata con i giusti strumenti, come ad esempio AdWords. Per evitare di far salire i prezzi e di competere per le stesse keywords, una parte delle linee guida del brand dovrebbe trattare in dettaglio la policy AdWords sottolineando cosa può e non può essere offerto – per esempio il nome del brand nel testo piuttosto che nel titolo della pubblicità – incluse le parole che possono erodere la brand equity quali “economico”, “sconto”, “outlet”, ecc.

4. Focalizzarsi sui target ad alto valore

La protezione del brand online è un impegno continuo che può divenire costoso e richiedere molto tempo se gli sforzi non sono ben mirati. Tipicamente, un brand incontra diversi livelli di abuso e violazione, da una persona che vende un prodotto falso su un marketplace fino ad un’impresa che vende centinaia di beni contraffatti sui social media, per esempio. È nell’interesse di un brand, quindi, identificare e mettere a fuoco gli obiettivi più ad alto valore, vale a dire i trasgressori che provocano i danni maggiori al marchio. Per i brand una strategia di protezione online che abbia successo deve includere la comprensione di chi sono questi individui o compagnie, quali siti possiedono, capire se e come i siti, le app e i profili social sono collegati e in quali aree del business incidono maggiormente.

5. Assicurare le risorse

Lo spazio online è in continua espansione ed è fondamentale che la strategia di protezione del brand copra ogni direzione e non solo i siti web tradizionali e i marketplace. Le aziende devono considerare tutto, dalle app alle piattaforme social, persino quelle relativamente nuove. Anche in questo caso, parte di questa fase include la registrazione su questi siti e l’avere le conoscenze per farlo in diverse regioni.

Un piano di protezione del brand online dovrebbe anche tenere in considerazioni altri fattori quali:

  • sicurezza dei domini e record locking per proteggersi dagli attacchi dei criminali informatici;
  • estendere il più possibile i tempi di registrazione sui domini chiave;
  • controllare gli account di sistema quando il personale lascia l’azienda o cambia ruolo;
  • usare l’autenticazione a più fattori per l’accesso all’infrastruttura dei domini;
  • comprendere quali sono i domini necessari per eliminare quelli inutili.

Conclusioni

Oggi i brand devono affrontare una serie di minacce negli ambienti online. Sviluppare e implementare un’efficace strategia di protezione del brand online su più livelli può risultare difficile considerando la dimensione e la portata del contesto, il numero di soggetti coinvolti e lo sbarramento delle minacce.

Tuttavia, concentrandosi su aree quali i social media, i partner, la registrazione dei domini e la creazione di linee guida del marchio, le aziende possono sviluppare una strategia che affronti le minacce attuali e sia abbastanza flessibile per affrontare questo panorama in evoluzione.


A firma di: Chrissie Jamieson Senior Director Marketing Communications MarkMonitor
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