MacroambienteCoca Cola e il cambio di look: come nasce l’idea?

Coca Cola e il cambio di look: come nasce l'idea?

In Australia il cambio di logo è stato un successo. Cerchiamo di capire da dove nasce l'idea di Coca Cola e se porterà i frutti sperati...

Coca Cola e il cambio di look: come nasce l'idea?

Avrete senz’ altro letto che Coca Cola, dopo 127 anni di vita, ha deciso coraggiosamente di cambiare pelle. Per qualche mese sulle sue storiche lattine e bottiglie, invece del classico logo, ci saranno i nomi comuni e propri più svariati.

Coraggiosamente perché spesso i consumatori rimangono disorientati di fronte a cambi di logo o di colore, anche se in questo caso la variazione è limitata al solo packaging del prodotto per una durata prestabilita.

D’altronde Coca Cola nella sua storia non ci ha mai abituati a repentini cambi di look, che sono tipici della rivale Pepsi.

Eppure i minimi rischi sono stati ben ponderati.

 

Brand forti come Coca Cola possono permettersi di osare un pò di più rispetto ad altri perché difficilmente avrebbero ripercussioni forti sul mercato e nelle vendite.

Inoltre, la storica azienda sta attraversando un periodo non facilissimo a causa del rincaro dei costi di produzione e, data la competitività nel mercato dei soft drink, ha pensato di non azzardare lo sviluppo di una nuova campagna pubblicitaria, puntando su una iniziativa virale come questa.

Va detto anche che in America Coca Cola è nell’occhio del ciclone:

in USA è l’epoca dei nutrizionisti e della prevenzione dell’obesità, per cui la soda è sempre più incriminata. Soprattutto l’influenza di personaggi come Michelle Obama e il sindaco di New York (Michael Bloomberg) sta portando gli abitanti della terra dei “fast food” a stare molto più attenti alla salute e alla sana alimentazione. Proprio per questo motivo le vendite nel nuovo continente ne stanno risentendo.

 

L’obiettivo primario dell’azienda, seppure il Direttore Marketing di Coca Cola Italia abbia dato delle motivazioni diverse e di facciata, è semplicemente quello di incentivare le vendite, leggermente in calo negli ultimi mesi.

Coca Cola vuole dare un motivo in più ai consumatori di acquistare la bevanda, provando ad aumentare le occasioni d’uso.

L’ iniziativa è stata pensata e ingegnata sia per i vecchi clienti, cercando di aumentare la frequenza di acquisto, sia per coloro che abitualmente acquistano altre bevande.

Senza dubbio lo stimolo alla ricerca di una Coca Cola con sù scritto il proprio nome può essere un fattore positivo per il Brand, almeno nei primi tempi. Si può mettere in preventivo anche che alcuni consumatori appassionati comincino a collezionare le lattine, acquistandone in gran quantità.

 

In Australia questa iniziativa è stata un boom, e ha portato a un incremento dei profitti del 13%. Molti preannunciano un grande successo anche in altri paesi.

Volendo andare a cercare il pelo nell’uovo possiamo fare due brevi osservazioni:

Una piccola perplessità riguarda nel lungo termine un leggero rischio di “cannibalizzazione” del formato “bottiglia” a favore di quello in “lattina”. Perché? Le lattine si prestano più facilmente alla conservazione e allo scambio rispetto alle bottiglie. Sono più facili da acquistare e l’idea del proprio nome sulla lattina è molto più attraente del proprio nome su una etichetta che viene tenuta attaccata da pochi milligrammi di colla.

 

Se l’obiettivo è quello di incoraggiare i consumatori a condividere un momento con “Coca-Cola”, a incentivare piccoli regali e pensieri carini non ci sono dubbi su questo, soprattutto se pensiamo che il target primario è quello giovanile.

 

Altra piccola perplessità riguarda culture completamente diverse dalla nostra, dove l’idea potrebbe non riscuotere consensi. Mi riferisco a culture come quella indiana e quella cinese, dove ci sono vedute completamente differenti sulla vita e sulle cose in generale.

 

Questo non significa che il gioco di Coca Cola non valga comunque la candela.

La personalizzazione del prodotto è un indirizzamento preciso che molte multinazionali stanno metabolizzando nelle proprie strategie per andare sempre più incontro alle esigenze individuali, ed era nell’aria anche nel mercato delle bevande.

Si teme e si prevede già un effetto imitazione da parte della concorrenza, inevitabile soprattutto in caso di buon successo dell’iniziativa a livello globale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Corsi Formazione

Tutti i corsi
Le vostre Opinioni