Lunedì 01 Marzo 2021
MacroambienteLa collaborazione vincente tra The Jackal e ActionAid: intrattenimento e umorismo al servizio del terzo settore

La collaborazione vincente tra The Jackal e ActionAid: intrattenimento e umorismo al servizio del terzo settore

Riprendendo i temi di attualità con la solita ironia e umorismo, The Jackal e ActionAid promuovono la campagna per le adozioni a distanza con un nuovo spot che presenta un ipotetico anno 2020, ben diverso da quello che abbiamo vissuto finora.

The jackal e ActionAid campagna per l'adozione a distanza

Dall’avvio di una collaborazione tra The Jackal e ActionAid, diversi anni fa, sono nati diversi contenuti non solo divertenti ma anche informativi e funzionali alla promozione della causa di quest’organizzazione, impegnata nella lotta contro la povertà. Cosa rende questa accoppiata così efficace? Il nuovo spot, ideato per promuovere la campagna sull’adozione a distanza di ActionAid, è stato lanciato il 12 novembre e ha come tema il 2020 – un anno segnato dalla diffusione del coronavirus e da vari eventi per niente positivi – mantenendo la leggerezza e l’umorismo che contraddistinguono il gruppo di comici e che rendono i loro contenuti così apprezzati dagli utenti, facilitando la diffusione di un messaggio così rilevante come quello promosso dall’organizzazione no profit.

La campagna sull’adozione a distanza e su un ipotetico 2020 in cui tutto è andato bene

Ancora una volta The Jackal e ActionAid collaborano riprendendo i temi del momento per una giusta causa. In uno spot dal titolo “Se il 2020 fosse andato BENE“, il gruppo di comici presenta una realtà alternativa in cui cui nessuno ha mai sentito parlare di Wuhan (città cinese identificata come il primo focolaio mondiale della pandemia da coronavirus) e in cui non sono mancati gli eventi straordinari (e tendenzialmente ritenuti alquanto improbabili), come la riconsegna della Gioconda all’Italia o la creazione di un reality show in stile Isola dei famosi, in cui i concorrenti discutono di tematiche filosofiche.

Alla fine del video si scopre che tutte le “belle notizie” elencate nell’arco dei tre minuti sono solo frutto dell’immaginazione di Gianluca Colucci, noto come Fru, che avrebbe deciso di utilizzare la realtà virtuale per la creazione di un “mondo alternativo” o, utilizzando le parole del personaggio stesso, «un simulatore storico “se il 2020 fosse andato bene”». Nonostante il tono “comico” dello spot, il video si chiude riportando gli utenti alla realtà, rivelando alcuni dati allarmanti: a differenza di quanto emerso attraverso il simulatore, nel 2020 i bambini nel Sud del mondo a essere rimasti senza cibo, scuola e cure mediche non sono 500mila ma 370 milioni. Come fatto notare nel comunicato stampa rilasciato da ActionAid, l’obiettivo della campagna è proprio cercare di abbassare questa cifra altissima, invitando gli utenti a donare 82 centesimi al giorno, in modo da offrire a un bambino la possibilità di avere un futuro migliore. Infatti, come si può leggere nella pagina del sito dedicata alla campagna: «Un lieto fine per il 2020? Dipende da te. Adotta un bambino».

Il video di the jackal e actionaid sul “lato della quarentena che nessuno conosce”

Non è la prima volta che il gruppo tenta di “sdrammatizzare” sul tema della pandemia: infatti, un video di The Jackal e ActionAid, lanciato a metà giugno, ricordava al pubblico che, nonostante tutto, «abbiamo fatto qualcosa di positivo durante un periodo negativo». La riflessione parte sempre da Fru, che legge con un atteggiamento incredulo un dato molto speciale, fornito da ActionAid. La verità è che, nel mare magnum di notizie negative che hanno inondato i telegiornali e in generale la televisione negli ultimi mesi, ci sono state anche molte iniziative benefiche indirizzate non solo a chi è stato direttamente colpito dal virus ma anche al personale sanitario e, in generale, a tutti coloro che in questo periodo di emergenza affrontano grandi difficoltà. Nel nuovo video, The Jackal e ActionAid hanno voluto porre enfasi proprio su questo aspetto, presentando un dato particolarmente rilevante per l’organizzazione e per i relativi beneficiari: durante la quarentena, nello specifico nel mese di aprile 2020, si è verificato un aumento del 71% (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) delle adozioni a distanza tramite ActionAid.

Durante il lockdown le app di incontri hanno riscontrato un calo del 46%, il 90% dei matrimoni è stato rinviato e tra le parole più cercate al mondo durante la quarantena c’è “bidet”: ecco alcune delle curiosità menzionate dai The Jackal relative agli ultimi mesi nei quali «abbiamo vissuto tutti quanti un periodo di grande fragilità» e in cui «ognuno di noi ha perso qualcosa». Nonostante le sfide e i tanti cambiamenti, qual è stato, però, il vero effetto di questo lockdown? Secondo il gruppo di content creator, essa ci ha fatto ricordare che «siamo tutti parte di questo mondo» e che «se stiamo insieme possiamo superare ogni difficoltà».

Intrattenere, educare e sensibilizzare (con umore e ironia): è la formula dei the jackal

In riferimento allo spot lanciato a giugno, il format può sicuramente suonare familiare a molti dei fan del gruppo: non è infatti la prima volta che i The Jackal sfruttano i propri video per “educare” il pubblico su temi specifici come quello del riciclo per esempio. Lo hanno fatto anche in un video realizzato in collaborazione con l’Istat: in occasione della presentazione del nuovo censimento permanente della popolazione, nel 2018, il gruppo ha infatti racchiuso in quattro minuti alcune statistiche relative alla popolazione italiana, raccontandole con la solita creatività e facendo conoscere, in questo modo, il lavoro di questo ente.

L’arte di “insegnare giocando” resta un pilastro della strategia di questo gruppo che ha creato persino un personaggio ad hoc – “l’esperto di cose – interpretato da Fru. Egli approfondisce i più svariati argomenti, partendo di solito da fatti e dati reali, presentati con un tono serio misto a ironia, in stile The Jackal, che rende i video particolarmente comici.

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Posted by the JackaL on Tuesday, February 4, 2020

Esistono diverse modalità per trasmettere messaggi e valori specifici e nel caso di The Jackal, indipendentemente dal contenuto, l’intrattenimento è sempre alla base del prodotto creato: i diversi spot realizzati per ActionAid ne sono la prova e rivelano come sia possibile coinvolgere il pubblico mentre si promuove una causa, abbattendo allo stesso tempo degli stereotipi. Infatti, come si può leggere nel comunicato stampa relativo invece alla nuova campagna: «La collaborazione di ActionAid con i The Jackal è divenuta negli anni una costante all’insegna dell’abbattimento degli stereotipi e dei luoghi comuni legati alla solidarietà».

Lo vediamo per esempio nello spot “Aiutiamoli a casa loro“, dove il gruppo pone enfasi su una serie di pregiudizi legati all’immigrazione in Italia (con un riferimento esplicito e una critica a delle ideologie politiche sul tema) per informare il pubblico sulla possibilità di aiutare dei bambini a distanza, tramite le donazioni ad ActionAid.

Come fatto notare, il gruppo si impegna nella lotta ai pregiudizi, ironizzando persino sui classici stereotipi legati alla realizzazione di campagne umanitarie e all’aiuto ai bambini bisognosi in Africa, come testimonia uno spot (realizzato sempre in collaborazione con l’organizzazione menzionata) che non può che far sorridere il pubblico, invogliandolo, al contempo, a prendere parte alla causa.

Nonostante la serietà del messaggio e con una importante tematica sullo sfondo, nessuno degli spot realizzati per ActionAid si discosta dall’obiettivo di fare dell’intrattenimento, con un tono di voce prettamente informale e umoristico dei contenuti. Il gruppo spesso parte da una breve narrazione legata a uno o più membri dei The Jackal, per poi introdurre il messaggio principale che intende comunicare (come si vede negli spot lanciati nel 2016 e nel 2019).

Una collaborazione che funziona: perché?

Tra i contenuti di The Jackal, il pubblico è abituato a vedere sia la riproposizione dei più banali episodi del quotidiano (come la complessità della vita in famiglia o la grande aspettativa riposta ogni anno sulla serata di Capodanno), sia temi più seri e spesso più controversi (come quello dell’immigrazione o dell’inquinamento, per esempio).

Il modo creativo con cui il gruppo tratta ognuno di questi temi rende il format particolarmente adatto alla promozione di una causa, perché, poiché i The Jackal sono particolarmente apprezzati dagli utenti, gli spot vengono ampiamente condivisi in Rete.

Soffermandosi su alcuni dei contenuti creati, però, è possibile notare come lo scopo di molti sia portare a riflettere su alcune problematiche e dinamiche radicate nella nostra società, ironizzando e al contempo mettendone in risalto le conseguenze. Nel video “Perché non parlate DEI PROBLEMI DEGLI ITALIANI?“, per esempio, i The Jackal fanno del “benaltrismo” («l’atteggiamento di chi elude un problema sostenendo che ce ne sono altri, più gravi, da affrontare», si legge nella schermata finale del video) il tema di base del contenuto realizzato. In questo contenuto audiovisivo, Ciro cerca di realizzare un video per sensibilizzare il pubblico sulla questione dei rifugiati, venendo continuamente interrotto dai suoi colleghi che lo accusano di trascurare altri temi rilevanti come quello della disabilità, della violenza sulle donne, dell’inquinamento, del lavoro minorile e persino dello spray al peperoncino, invitandolo a inserirli nel discorso:

«Non è facile stare su un balcone per giorni perché hai appena perso la casa in seguito a un terribile terremoto, ed essere un senza tetto donna, gay, sulla sedia a rotelle che non ha mai visto Star Wars, malato di cancro, con un figlio adottivo in Africa transessuale a causa del governo precedente, che muore di fame, per giunta, e che ora si trova in guerra contro la Camorra, contro lo scioglimento dei ghiacciai ma che lavora nonostante sia minorenne e diversamente abile», recita il video.

Il risultato, come è possibile notare, è un discorso che, volendo toccare ogni problematica di rilievo citata dai colleghi, finisce per diventare praticamente privo di senso, senza peraltro approfondire la tematica che inizialmente si intendeva trattare. Con contenuti come questi, dal tono satirico e leggero (nonostante la serietà degli argomenti citati), i comici cercano di fare proprio l’esatto contrario (ossia si impegnano in affrontare le problematiche in maniera concreta e senza tabù) e la collaborazione tra The Jackal e ActionAid ne è un esempio, considerando gli spot creati per promuovere l’importante causa delle adozioni a distanza, con l’umorismo e la singolarità con cui sono stati prodotti.

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