Mercoledi 18 Luglio 2018
IntervisteCome fare business nel mediterraneo

Come fare business nel mediterraneo

È possibile, in tempo di crisi fare business pagando solo il 5% di tasse, in piena legalità e senza uscire dall’UE?


A firma di: Vincenza Alessio Contributor
Come fare business nel mediterraneo

È possibile, in tempo di crisi fare business pagando solo il 5% di tasse, in piena legalità e senza uscire dall’UE? Quali sono i Paesi del Mediterraneo dove le imprese possono investire e veder accrescere il loro business? In Italia quali sono le sfide da raccogliere? Ce lo spiega in una intervista per Inside marketing Andrea Pitasi  Presidente della divisione “MediterraneoSantaFe SFAI-MED 

Da novembre 2013 è presidente della divisione Mediterraneo di SantaFe SFAI-MED. Quali Paesi fanno parte della sua divisione? e in quale di questi punterebbe i riflettori per fare business nel mediterraneo?

I Paesi raggruppati nella mia divisione sono Italia, Spagna, Grecia, Malta, Portogallo, Cipro, Nord Africa, ex Jugoslavia ed Albania. Condizioni interessanti di investimento si stanno sviluppando nei paesi come Malta, Cipro, Slovenia. Sono piccoli ma geostrategici paesi dell’Unione Europea che stanno giocando un ruolo chiave come attori globali per colmare diverse macro aree del mondo business. Malta sta creando condizioni attrattive per capitali stranieri. È un perfetto esempio di Paese il cui sviluppo si incentra sul rapporto tra investitori imprenditori e legislatori. La giurisdizione maltese offre un’imposizione fiscale pari al 5% per gli imprenditori   non residenti a Malta. La stessa cosa avviene a Cipro, in cui il legislatore però ha puntato sui prodotti legati alla proprietà intellettuale. Le leggi prevedono, su tali prodotti, una tassazione addirittura del 2,5%. Interessanti opportunità di business sono offerte anche dalla Slovenia. Paese ex comunista, nel quale ogni impresa era dello stato, ora sta attuando invece, massicce politiche di privatizzazione. Il governo sloveno è in cerca di capitale straniero. Per gli investitori globali rappresenta una grande occasione per entrare in settori strategici come quello immobiliare, del turismo e dell’energia. Senza contare che la Slovenia può offrirsi come buona piattaforma logistica per l’importazione verso l’Europa centrale e orientale.

[ebook] Quali sono le difficoltà maggiori per le imprese che vogliono investire e vedere accrescere il loro business?

Una difficoltà è rappresentata dalla scarsa capacità delle imprese di attirare investitori. Quindi, in primis, un’impresa strategica   intelligente ed aperta deve creare e favorire un luogo di incontro tra impresa e investitore. Altra difficoltà, invece è la mancanza di visione ad ampio raggio, la quale spesso limita le azioni stesse dell’impresa. Un atteggiamento mentale che penalizza l’impresa che non riesce ad adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento è quella basata sul rispiare e resistere.

Qual è la sfida che l’Italia deve raccogliere per uscire definitivamente dalla crisi ed iniziare la ripresa economica?

La sfida in l’Italia è che diventi più attraente agli occhi degli investitori. Se la tassazione resta al 50% e oltre difficilmente capitali stranieri arriveranno nel nostro Paese. Bisogna permettere al sistema della ricerca di svilupparsi ed espandersi. Anche in Spagna hanno una tassazione alta, molto più simile alla realtà italiana che a quella maltese, ma la tassazione ispanica è inferiore alla nostra; almeno in Spagna c’è una mentalità più aperta volta ad attrarre capitali. Già dagli anni 90 si vendono immobili soprattutto in funzione di investitori inglesi, olandesi e soprattutto, tedeschi. Come affrontare la crisi? Bisogna comprendere che crisi significa cambiamento. Il cambiamento implica minacce ed opportunità. Una buona analisi del mercato, un approccio volto al rapporto legislatore/investitori che crea condizioni attrattive per i capitali permettono di ridimensionare le minacce e potenziare le opportunità di business.

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