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Come monetizzare il personal brand con il print on demand

camaloon personal brand

Perché avere dei gadget per il personal brand è così importante? In che modo può essere utile il print on demand? Alcuni consigli.

Il print on demand è perfetto per chi fa lo youtuber, l’influencer o il content creator e sta cercando un modo per monetizzare il proprio lavoro. È possibile scegliere tra tanti gadget, come i portachiavi personalizzati con logo, per raccontare al meglio il proprio personal brand.

Il print on demand è un metodo low cost per lanciare un business redditizio e può regalare maggiore popolarità a chi ha già una fanbase nutrita. II follower che apprezzano e sostengono un determinato personaggio saranno entusiasti all’idea di utilizzare i suoi gadget; allo stesso tempo si trasformeranno in ambasciatori del suo personal brand e lo aiuteranno a farsi conoscere da nuove persone.

È necessario provare a capire meglio cosa significa POD più nello specifico e come può essere usato per monetizzare il personal brand.

Come funziona il print on demand?

Letteralmente “print on demand” significa “stampa su richiesta” ed è un particolare tipo di dropshipping. Si tratta, cioè, di un eCommerce in cui non si vendono prodotti precedentemente acquistati e che sono pronti in magazzino; nel dropshipping si acquista il prodotto solo dopo che il cliente lo ha comprato dal rivenditore ed è lo stesso fornitore a occuparsi anche della spedizione.

Il print on demand funziona allo stesso modo e utilizza come articoli venduti i gadget personalizzati. Quindi, volendo semplificare, POD vuol dire vendere dei prodotti personalizzati senza averli in magazzino (con un investimento iniziale molto basso). Al dropshipper basta quindi mettere nella vetrina online i prodotti e prendersi cura della promozione. L’ordine arriva direttamente al fornitore, che si occupa della spedizione e al rivenditore non resta che incassare. Ovviamente alla cifra che il cliente pagherà bisognerà sottrarre quanto stabilito con il produttore.

Con il print on demand, in sostanza, alcuni servizi non vengono svolti da chi gestisce l’attività e possono essere delegati a esperti del settore. Così si possono concentrare le energie sugli aspetti più rilevanti del business, come il marketing.

Quanto si può guadagnare con il POD?

Il margine sulle vendite dipende dal prezzo stabilito per il prodotto finale e dal costo del fornitore. Volendo procedere con un esempio, se le magliette personalizzate sono vendute a 20€ e comprate a 9€, il margine sarà 11€. A questa cifra vanno sottratti i costi per la promozione e la gestione del servizio clienti nel post vendita. Se il dropshipper ha già un proprio pubblico sarà più facile avere un buon margine; inoltre, si può pensare di risparmiare gestendo in autonomia i servizi complementari (almeno in una fase iniziale).

La cosa importante è non farsi tentare dall’idea di scegliere un fornitore low cost per aumentare i ricavi. Occorre considerare, infatti, che un prodotto scadente può deludere gli utenti che hanno creduto nel creator, portandoli a non parlare bene del personal brand in questione. La credibilità è fondamentale e le potenziali perdite legate a una brutta reputazione possono rendere la situazione difficile.

Per questo, infatti, è particolarmente importante scegliere il giusto produttore, che può incidere in maniera rilevante sulla buona riuscita dell’attività di print on demand.

Come scegliere il giusto fornitore

Scegliere il giusto partner per la produzione dei gadget è fondamentale per avere successo. Anche se è il fornitore che produce e spedisce gli articoli è il creator a venderli e dunque dovrà gestire le richieste relative alla consegna e i problemi che possono verificarsi.

Bisogna valutare bene la qualità dei prodotti, perché il giudizio di chi compra è importantissimo per i futuri clienti e, infatti, le recensioni influenzano molto le scelte d’acquisto online. Può essere utile ordinare dei campioni e verificare con mano la qualità dei gadget prima di iniziare a vendere.

Per scegliere il giusto fornitore bisogna valutare bene

  • reputazione: controllare le recensioni di chi ha già scelto un produttore servirà per capire che servizio offre e se può essere un buon partner per la gestione dell’attività;
  • tempi di spedizione: verificare quali sono le tempistiche e ricordare di aggiungere sempre anche i tempi per la produzione dei gadget. Solo in questo modo si potranno fornire informazioni precise ai clienti e monitorare in maniera efficiente questo aspetto;
  • qualità dei prodotti: cercare fornitori che offrano un buon rapporto qualità-prezzo. Voler monetizzare il personal brand è comprensibile, ma per farlo al meglio non bisogna trascurare la buona reputazione e bisogna assicurarsi di non deludere i fan;
  • opzioni di stampa: controllare quali sono le tecniche utilizzate e assicurarsi che il processo sia curato al massimo. La qualità dei prodotti diviene secondaria se poi la stampa si rovina facilmente o se il risultato non è di buona qualità.

Quali piattaforme usare per vendere?

Se si vuole creare un sito professionale occorre decidere dove crearlo per iniziare a vendere i propri gadget sul web.

Shopify

Questa è la piattaforma più usata per creare i siti eCommerce, perché nasce come strumento per permettere anche a chi non si occupa di programmazione di creare il proprio negozio online. Su Shopify si può scegliere il tema più rappresentativo e modificarlo in maniera semplice in base alle proprie preferenze. Il sito, però, è a pagamento, con abbonamenti mensili che partono da 29 dollari e che danno accesso a molteplici funzioni.

Se è già stato creato il negozio online sulla piattaforma basta sincronizzarlo con il fornitore scelto e si potranno creare i propri gadget in poco tempo.

Woocommerce

Si tratta dell’estensione di WordPress per i negozi online. La piattaforma più conosciuta per la creazione di siti web si avvicina, in questo modo, al mondo degli eCommerce con lo stesso criterio fondamentale legato alla semplicità di utilizzo.

Attraverso questa piattaforma si può dar vita a un negozio online, pagando solo una quota annuale intorno ai 100 euro per il dominio: rappresenta un’ottima forma di open source, anche se alcune funzionalità sono a pagamento.

Woocommerce permette di personalizzare il negozio di POD e mettere in vetrina in poco tempo dei mock up di successo.

Che prodotti scegliere?

I gadget personalizzati dovrebbero essere innanzitutto utili per i membri della comunità di riferimento, così ci saranno più probabilità che li acquisteranno e che li useranno spesso. In questo modo aumenteranno anche le possibilità che il personal brand venga notato da nuovi potenziali clienti. Inoltre, più verranno usati, più saranno utili per monetizzare l’impegno creativo e per rafforzare il personal brand.

Allo stesso tempo i gadget devono aiutare a trasmettere il messaggio e a raccontare chiaramente una storia. Scegliere un prodotto che rappresenta il creator significa poterlo poi utilizzare con naturalezza sui canali personali per la promozione.

Vi sono in particolare alcuni gadget da prendere in considerazione.

Portachiavi

Si tratta di gadget indispensabili nella vita quotidiana ed essendo anche molto economici sono perfetti in una fase iniziale per conquistare i propri follower.

Borracce

Il trend degli ultimi anni è rappresentato dalle borracce, usate come metodo alternativo alle bottigliette di plastica perché più igieniche e allo stesso tempo sostenibili a livello ambientale.

borracce camaloon

Fonte: Camaloon

Il tema ecologico si fa sentire con forza sempre maggiore e questo gadget aiuta ad attrarre chi condivide gli stessi valori.

Magliette

Un classico intramontabile e trasversale, presente in ogni armadio, è rappresentato dalle magliette. Sono, infatti, tra i gadget più apprezzati, perché sono utili e permettono di diffondere il proprio messaggio in qualsiasi momento del giorno.

Sono inoltre perfette per la promozione sui social, perché possono essere introdotte con incredibile naturalezza semplicemente indossandole.

magliette camallon

Fonte: Camaloon

Un riepilogo dei vantaggi del print on demand

Vi sono alcuni vantaggi che derivano dal POD:

  • avvio rapido dell’attività: i tempi per l’apertura del negozio online sono molto brevi e nel giro di pochi giorni si può essere operativi. Con le idee chiare il passaggio alla fase di realizzazione è molto breve;
  • rischi quasi inesistenti: l’investimento iniziale non è alto e non si rischia di perdere i propri risparmi. Inoltre non esiste un magazzino e quindi non si dovrà affrontare la questione dei prodotti invenduti;
  • esternalizzazione di servizi: produzione e spedizione sono a carico del fornitore. Tutto ciò che occorre fare è riuscire a vendere i prodotti e occuparsi della customer care. Questo significa che non si finisce per passare il tempo a compilare ordini, ma ci si può dedicare alla creatività e al pubblico.

Svantaggi del print on demand

Il POD presenta però al contempo anche alcuni svantaggi.

  • Margini più bassi: non si hanno prezzi da ingrosso, ma alcuni siti applicano percentuali di sconto a posteriori in base a quanto si vende;
  • minor controllo sulla spedizione: anche se non è il dropshipper a occuparsene in maniera diretta, deve rispondere di questo servizio ai suoi clienti. Sarà fondamentale avere un sistema che gli permette di monitorare le spedizioni, per poter offrire risposte a chi lo sceglie.

Il print on demand aiuta a creare un circolo virtuoso che porta i creator ad avere sempre maggiore successo. Inizialmente li aiuta a monetizzare il loro personal brand e successivamente possono rendere tangibile i loro valori attraverso dei gadget e permettere a chi li apprezza di comprarli.

Con il tempo i follower possono donare ulteriore visibilità, permettendo così di far conoscere il personal brand in questione a nuovi potenziali fan. A lungo andare maggiore notorietà significa anche maggiore autorità (e nuove potenziali vendite).

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