Martedi 18 Settembre 2018
MarketingCome ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca?

Come ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca?

Cinque linea guida per aiutare a portare i propri contenuti in alto su Google. Ecco come ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca.


A firma di: Giovanni Occhiuto SEO & Digital Marketing Specialist, Bake Agency
Come ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca?

Chiunque abbia mai iniziato un progetto online o si sia mai dovuto interfacciare con la vendita sul web è probabile che abbia sentito la parola “SEO”, cioè search engine optimization. La SEO altro non è che l’insieme di azioni da compiere per permettere a dei contenuti web di raggiungere le prime posizioni di ricerca su Google per determinate parole di ricerca, chiamate parole chiave o keyword (KW). Come molte altre cose sul web, la SEO è una di quelle attività, come il web marketing o il web design, che può essere appresa e applicata in modo autonomo (con tutti i rischi e le lunghe tempistiche di apprendimento che questo comporta) oppure affidata a professionisti specializzati. Tra questi professionisti ci sono sia freelance che agenzie più strutturate, come ad esempio l’agenzia Bake, un’agenzia di comunicazione con sede a Roma che offre servizi SEO, di web marketing, di web design e di branding per i suoi clienti. All’interno dell’articolo si sveleranno e si analizzeranno le cinque linee guida per comprendere come ottimizzare una pagina web secondo la SEO moderna, quella attualmente valida. Si tratta, infatti, di una materia in continua evoluzione: se alcune cose valevano in passato e valgono tuttora, altre non funzionano più, anzi, in alcuni casi sono diventate persino dannose per il posizionamento.

1. Scegliere la giusta keyword

Per ottimizzare un articolo o anche una scheda prodotto di un eCommerce il primo e più importante passo per la SEO è la scelta della giusta parola chiave. Se si vogliono ottenere dei grandi risultati da traffico organico per una certa parola chiave essa deve essere meticolosamente scelta. Quale scegliere, dunque? La regola generale è: scegliere la KW più facile da posizionare e con il maggior numero di ricerche mensili.

Questo vuol dire che se si vuole creare un articolo-tutorial su come fare, ad esempio, un nodo alla cravatta, è necessario prima cercare la giusta KW su cui basare l’articolo. Nella seguente immagine sono riportate due KW possibili per l’articolo preso come esempio. La prima colonna rappresenta le ricerche medie mensili della KW, la terza la difficoltà di posizionamento della KW. Quale KW scegliere tra le due? La risposta in questo caso è semplice: “come mettere la cravatta” è la scelta giusta, perché è ricercata da un numero maggiore di persone ogni mese (590 vs 480) ed è meno difficile da posizionare (48 vs 53).

come fare nodo cravatta

Questo processo va ripetuto per qualsiasi articolo o scheda prodotto del proprio eCommerce o sito. Il tool migliore che si può utilizzare per la selezione delle KW è SEOZOOM, un tool che è però a pagamento.

2. Rispettare sempre il search intent

Un elemento SEO che spesso è sottovalutato è il search intent. Un articolo o scheda prodotto, per raggiungere i massimi risultati SEO deve rispettare il più possibile il search intent. Ciò vuol dire che bisogna porsi la domanda: “se io scrivessi tale keyword in Google, cosa vorrei esattamente trovare?”.

Tornando all’esempio precedente sul tutorial della cravatta, se si intende trovare un tutorial che spieghi passo dopo passo come mettere una cravatta, magari con video che mostrano come fare, scrivendo su Google “come mettere al cravatta” si noterà che i primi risultati includono proprio guide step by step e video-tutorial.

Rispettare il search intent, però, vuol dire anche avere massima attenzione per i dettagli. Ad esempio, per un eCommerce di giubbini che vende marchi come Woolrich sarebbe inutile ottimizzare una scheda prodotto con la KW “giubbini Woolrich” (plurale). Sarebbe meglio focalizzarsi e utilizzare la KW al singolare “giubbino Woolrich nero” per una scheda prodotto che vende un giubbino Woolrich nero. In questo modo si avrà un search intent molto più rispettato e una SEO migliore. Infatti, se un utente scrive una KW al plurale, egli si aspetta di trovare più prodotti; se ne scrive una al singolare, ne cerca uno specifico. Per un eCommerce, dunque, è importante rispettare sempre il search intent al massimo, anche su dettagli come il plurale o il singolare.

3. No keyword stuffing, sì keyword semantiche

In passato tanti SEO specialist usavano riempire il testo della stessa KW in modo palesemente esagerato e non naturale. L’effetto era di questo genere:

“Se non sai come mettere la cravatta, sei entrato nella pagina giusta. In questo tutorial vedrai come mettere la cravatta possa essere semplice, ed alla fine di questo articolo saprai esattamente come mettere la cravatta. Iniziamo dunque con questo tutorial su come mettere la cravatta”.

Ecco, questa pratica fino a qualche anno fa funzionava, perché l’algoritmo di Google leggeva molte volte la parola chiave scelta e portava in alto l’articolo. Quando da Google hanno notato l’utilizzo di questa pratica nota come “keyword stuffing” c’è stata una reazione: ad oggi il KW stuffing non paga più, anzi: se è fatto in modo esagerato può causare penalizzazioni. Questo non vuol dire che la KW non vada ripetuta nel testo: la regola base deve essere ripetere la KW scelta solo se essa appare naturale nel testo.

Per fare una considerazione SEO in un’ottica futura, si potrebbe dire che l’algoritmo di Google sembri andare sempre più verso il concetto di semantica di parole simili e connesse, cioè premiando contenuti che contengono nel loro testo parole assimilabili per semantica e search intent alla KW madre.

Per approfondimenti su: "web semantico"
Web semantico: caratteristiche, storia e prospettive

Nel caso dell’esempio del tutorial della cravatta, parole connesse alla KW madre sono parole come “elegante, windsor, doppio”. Inserire queste parole nell’articolo aiuta il raggiungimento delle prime posizioni nella SERP (search engine results page).

4. H1/h2/h3, title SEO, Meta Description e immagini

Il title SEO, il titolo che si vede nella SERP di Google, era ieri e rimane ancora oggi forse l’elemento più importante in assoluto per ottenere dei risultati SEO. Tale titolo deve contenere la parola chiave ed è bene che si mantenga al di sotto dei 70 caratteri. Poi, esistono sono altri elementi SEO on page, meno importanti del title SEO ma comunque rilevanti: si tratta degli h1/h2/h3, ovvero i titoli dei sottoparagrafi, che è bene che contengano almeno una volta la parola chiave. Infine, la parola chiave è bene che sia contenuta anche nella meta descrizione e che almeno una immagine presente raffiguri e abbia come titolo la KW scelta.

5. Tempo di permanenza e bounce rate

Un altro aspetto spesso sottovalutato in ambito SEO è che l’algoritmo di Google premia i contenuti che hanno un alto tempo medio di visitazione e un basso bounce rate. Il bounce rate è la percentuale di volte che un utente visita solo una pagina del sito (quella in cui è atterrato) prima di lasciarlo. Benché il bounce rate dipenda dal settore di riferimento, più basso esso è, meglio è per la SEO. Per aumentare il tempo medio di visita si possono inserire alcuni elementi che aumentano tale tempo medio, come ad esempio i video, oppure altri elementi interattivi. Ancora, è possibile rendere l’articolo abbastanza lungo, anche se deve in ogni caso rimanere interessante.
Per abbassare il bounce rate, invece, l’azione più facile da implementare è inserire dei link interni per fare in modo che l’utente dia un’occhiata anche agli altri contenuti del sito dopo aver visitato la pagina di atterraggio, quindi per fare in modo che non se ne vada subito via.

Come ottimizzare una pagina web? I link restano importanti

In questo articolo sono state analizzate le cinque linee guida per ottimizzare una pagina web in ottica SEO, sia essa un articolo o una scheda prodotto. In conclusione, è opportuno sottolineare che nella SEO moderna i link restano importanti. Come molti sanno, infatti, più link si ricevono da siti della propria nicchia, più visibilità si avrà in Google. Anche se rispetto al passato c’è una grande differenza sul ruolo dei link: prima contavano sia la qualità di questi link che la quantità; oggi è sempre più importante la qualità. Insomma, meglio avere pochi link da siti molto autorevoli e coerenti con la propria nicchia che averne cento da siti con poca autorevolezza e magari non perfettamente in tema con la nicchia del proprio sito web.

Libri di approfondimento

  • io-pratico-seo
    Io pratico SEO

    Una guida pratica all’ottimizzazione del sito al fine di migliorare l’esperienza dei visitatori e influenzare le conversioniLeggi

  • seo e sem guida avanzata al web marketing
    SEO e SEM Guida avanzata al web marketing 4 edizione

    L'arte del posizionamento nei motori di ricerca non è una scienza esatta, solo l'esperienza sul campo, i test e lo studio permettono una buona SEO.Leggi

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Articoli sull'argomento

×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.