Commercio elettronico per PMI: caratteristiche e opportunità

Come il digitale sta cambiando il consumatore? Qual è la situazione del commercio elettronico per PMI in Italia?

Commercio elettronico per PMI: caratteristiche e opportunità

Durante la presentazione del primo Master universitario italiano sul commercio elettronico “eCommerce management”, ideato e organizzato dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e dall’Università del Sannio con il patrocino del consorzio Netcomm, si è svolto il seminario di Roberto Liscia, Presidente Netcomm, che ha illustrato lo scenario dell’eCommerce attuale italiano e globale con una breve premessa sull’arretratezza digitale in Europa e in Italia e sui motivi che la determinano, provando a comprendere la situazione del commercio elettronico per PMI.

In Europa ci sono 645mila imprese nate nel mondo del digitale, mentre in Italia solo 30mila. Ma qual è il motivo di questa arretratezza? Essenzialmente tale situazione è determinata da un problema culturale e di conoscenze. L’arretratezza delle imprese è dovuta sia a mancanze imprenditoriali e di management, sia di professionisti competenti, utili ad aiutare le aziende per poter effettuare il passaggio al digitale. ‘eCommerce’, infatti, non significa fare solo shopping online, ma trasformare completamente la struttura aziendale, cambiando modelli di business, processi, competenze, gestione dei contenuti, relazione con i clienti o canali di vendita, per diventare così un’azienda digitale a tutti gli effetti.

Molti pensano che eCommerce sia solo marketing invece eCommerce è principalmente logistica. Gli italiani spesso scelgono un venditore rispetto ad un altro in base al tipo di logistica che lo store ha scelto di utilizzare.

master e-commerce unisobIl problema di oggi non è vendere ma capire come è cambiato il consumatore e quali sono i canali che questi utilizza. Con il digitale si è modificato anche il processo di customer journey. In Italia, a tal proposito, vi è un problema culturale per cui le imprese, B2B e B2C, focalizzano prevalentemente l’attenzione sul processo di vendita e non sull’acquirente. Bisogna considerare, infatti, che il consumatore è più smart dell’impresa, è digitale. Gli acquirenti non fanno più distinzione se vedono un prodotto in una vetrina di un negozio o in un sito eCommerce online.

In passato i canali venivano creati nelle logiche strategiche di marketing delle imprese e spesso erano in concorrenza tra loro. Oggi non dovrebbe essere più così, in quanto bisogna gestire i canali come un unico ecosistema. Il consumatore vuole avere lo stesso tipo di esperienza d’acquisto, sia se compra un libro presso Feltrinelli, sia se lo acquista online su Amazon. In questo nuovo sistema della multicanalità non sono più i canali che vendono ma i clienti che comprano. Il cliente, al centro di tutto, sceglie cosa comprare, dove, quando e a che prezzo. Comprendere i canali tramite i quali i consumatori ricercano i prodotti (smartphone, tablet, tv, smart TV) è importante anche in ottica di promozione. A seconda del canale e del dispositivo utilizzato è possibile impostare diverse campagne pubblicitarie. Lo smartphone ed il tablet, ad esempio, sono diventati, a livello globale, i principali mezzi di digitalizzazione. In particolar modo lo smartphone è lo strumento principale per i processi multicanale (QR code, Nfc, ecc.).

Roberto Liscia NetcommIl mobile commerce si evolve in tempi rapidi. Questa evoluzione sta influenzando il cambiamento di alcune industrie, in particolare quella dei sistemi di pagamento (PayPal), delle infrastrutture tecnologiche (Cloud) e del retail. In tema di retail spesso ci si chiede se i sistemi di vendita tradizionali siano da considerarsi “morti”. Assolutamente no, infatti si tratta solo di re-inventarsi.

L’importante per le aziende è di rivalutare i touchpoint così che il punto vendita possa diventare un luogo dove potersi relazionare con il cliente in cui si uniscono il digitale ed il tradizionale (es. vetrine touchscreen).

Il mondo digitale è globale ma bisogna tener conto anche delle singole caratteristiche di ogni mercato, dove un utente si aspetta di poter comprare un prodotto secondo le sue modalità di acquisto.

Possiamo riassumere il tutto in cinque mega trend:

  •  convergenza dei canali
  •  Internet of things
  •  superconsumatore 
  •  re-economy e sharing (non vi è più l’ obbligo di acquisto ma il noleggio. Cambiano pertanto i modelli di business)
  • competizione  globale

Come sta cambiando lo sviluppo del digitale nel mondo?

L’eCommerce mondiale registra una crescita annuale del 14% circa, con fatturato di 1.200 miliardi di euro. 

I principali comparti digitali sono: Asia, Europa, Nord America. Ci sono, poi, 100 milioni di persone che acquistano in altri paesi. Per quanto riguarda gli utenti connessi e la percentuale di acquisto, sono 2,6 miliardi le persone che si collegano ad Internet tutti i giorni e 1,2 miliardi effettua acquisti online. Da qui nasce l’importanza per un’impresa digitale o tradizionale, di comunicare ed entrare in contatto con le  persone per far sapere loro che “io esisto”.

I principali comparti digitali sono

Come è cresciuto il mondo in base alla sua popolazione

Come è cresciuto il mondo in funzione della ricchezza


Pierangelo Polito
A cura di: Pierangelo Polito Autore Inside Marketing
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