Mercoledi 15 Agosto 2018
MarketingCommercio unificato e data driven marketing: trend del mondo retail

Commercio unificato e data driven marketing: trend del mondo retail

Commercio unificato e analisi dei dati aiuteranno le aziende a comunicare più efficacemente a clienti e al mercato


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
Commercio unificato e data driven marketing: trend del mondo retail

Commercio unificato e data-driven decision marketing sono i trend principali che caratterizzeranno il mondo retail nel 2016. A rivelarlo è il Retail Shopping Index sviluppato da Demandware, grazie all’analisi dei comportamenti di oltre 400 milioni di clienti che navigano nei 1300 siti di eCommerce che si servono della  piattaforma cloud di Damandware.

Per gli acquisti online si conferma lo smartphone come device privilegiato, in quanto permette di vivere un’esperienza d’acquisto personalizzata, semplice e sempre a portata di mano. Che lo smartphone sia sempre più preferito a tablet e pc, lo dimostrano gli ultimi dati Netcom secondo cui in Italia gli acquisti tramite smartphone  sono aumentati del 51%, superando il valore di € 2,8 miliardi e nel 2016 costituiranno il 15% dell’eCommerce nel 2016. Stessa situazione anche negli Stati Uniti,  dove secondo Google Trends, nel 2016  il 34% degli acquisti “retail” saranno effettuati proprio da dispositivi mobile. Il dominio degli smartphone e del mobile sarà facilitato dalla diffusione di sistemi POS, beacon e dalla tecnologia contactless dei retailer che riducono fortemente il rischio di frode. Questo fa sì che anche i retail fisici investano nei sistemi di pagamento supportati dagli smartphone. In un futuro non troppo lontano non ci sarà più distinzione alcuna tra store fisico e retail virtuale, anzi diventeranno l’uno complementare dell’altro. Sempre più store lanceranno piattaforme digitali dove offrire diverse funzionalità che faranno vivere all’utente finale esperienze di commercio unificato. I clienti già oggi chiedono un’iterazione veloce e immediata con i retailer e la soluzione può giungere solo dall’uso congiunto e integrato dei diversi canali di shopping (catalogo, negozio, sito web, piattaforma eCommerce e app mobile). Un singola piattaforma di commercio unificato aiuta quindi le aziende a comunicare in maniera più efficace con i clienti durante tutto il processo d’acquisto  (fasi di pre-vendita, acquisto e post-vendita).  L’ aggregazione dell’acquisto in negozio con  quello online è un modo per favorire gli acquisti ripetitivi e alimentare la fedeltà dei clienti.

Oltre al commercio unificato, il 2016 vedrà  la maggior parte dei retailer adottare l’analisi dei dati per elaborare le propria strategia di marketing. I leader del mondo retail hanno infatti già capito da tempo che i big data, se analizzati in maniera adeguata, sono strumenti fondamentali nel migliorare e innovare il proprio business. Utilizzare i dati dei clienti, i quali sarebbero disposti ad offrire informazioni gratuitamente per avere comunicazioni mirate, possono essere utili al fine di comprendere meglio le loro esigenze e, di conseguenza, progettare una strategia per un’esperienza migliore dei clienti stessi.  Dati  riguardanti  navigazione, localizzazione o quelli relativi alla frequenza di visita a un punto vendita o  scontrino medio  sono il punto di partenza per strategia di data driven decision marketing. L’analisi di dati non solo permetterà alle aziende di approcciare meglio il mercato ma soprattutto di creare un rapporto più profondo con il cliente. Si cercherà di spingere i clienti all’acquisto di prodotti e servizi nello store fisico e online, eliminando qualsiasi tipo di ostacolo. Spazio quindi anche al push marketing, che facendo leva sulla localizzazione dei clienti, si rileva essere uno strumento utilissimo alle aziende per individuare e comunicare  in modo immediato con il proprio target di riferimento. Le notifiche push oltre a spingere ad incentivare all’acquisto possono essere un modo per fornire assistenza durante l’acquisto, contribuendo così a massimizzare la relazione con il cliente.

Importante poi non sottovalutare l’integrazione  tra retail  e social media, che in Nord America risulta essere l’arma vincente per conquistare la Generazione Z, i ragazzi  tra i 12 e i 17 anni.  Questo segmento di popolazione rappresenterà la quota più importante del mobile commerce dal momento che attraverso il Touch ID, presente sui dispositivi mobili, consente agli adolescenti di accedere facilmente al conto dei genitori, eliminando la necessità di avere una propria carta di credito fisica. I social media rappresentano quindi per la Generazione Z i veicoli attraverso conoscere le aziende e orientare le scelte d’acquisto.

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