Domenica 05 Luglio 2020
MacroambienteCompany page su LinkedIn: quali sono i dati più rilevanti da analizzare?

Company page su LinkedIn: quali sono i dati più rilevanti da analizzare?

Partire dalle statistiche della propria company page su LinkedIn per ottimizzare la propria presenza sul social network dedicato al business.


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Segreteria Redazione
Company page su LinkedIn: quali sono i dati più rilevanti da analizzare?

Essere su LinkedIn vuol dire decidere di esporre il proprio profilo lavorativo all’interno di quello che per antonomasia è il social network utilizzato a scopo di business. LinkedIn, che secondo il report Digital 2019 di We Are Social conta circa 304 milioni di utenti attivi al mese di cui oltre 12 milioni di account registrati in Italia, è una vetrina per le aziende, di piccola, media o grande dimensione, che decidono di essere presenti sempre di più sul web attraverso la condivisione e la ricerca di opinioni, interazioni, competenze e relazioni.
Le aziende, differentemente dai singoli individui e per sfruttare appieno le potenzialità del mezzo, sono presenti non con un account privato ma con una company page su LinkedIn. La pagina aziendale è un’importante vetrina di presentazione per le aziende e permette di aggiornare in tempo reale informazioni, servizi e novità relative all’azienda stessa.

COME CREARE UNA COMPANY PAGE SU LINKEDIN?

La company page su LinkedIn viene creata da un account privato da desktop attraverso la voce “Crea una pagina aziendale” della sezione “Prodotti” e offre una serie di strumenti per analizzare i propri follower e l’andamento degli aggiornamenti.

Cliccando su “Crea una pagina aziendale” si può selezionare il tipo di pagina desiderata avendo a disposizione quattro opzioni:

  • piccole imprese,
  • medie e grandi aziende,
  • pagina vetrina,
  • istituto didattico.

Una volta inserite le informazioni relative all’identità della pagina è necessario spuntare la casella di verifica per confermare il possesso dell’autorizzazione a creare la pagina per conto di tale azienda, scuola o università.

Legati alla company page ma facenti parte del pacchetto di soluzioni a pagamento esistono anche altri strumenti a disposizione del gestore. Uno di questi è la “pagina carriera”, una panoramica che consente all’ azienda di attrarre i migliori talenti attraverso le schede “offerte di lavoro” e “vita”. Quest’ultima, secondo alcune dichiarazioni rilasciate da Pamela Nerattini nel corso di un’intervista ai nostri microfoni, è fondamentale per attirare talenti di livello ma anche per fornire all’esterno un’immagine coerente alla mission e alla vision dell’azienda. «All’interno della pagina “life” si possono mostrare il clima aziendale, i valori fondamentali, la cultura aziendale, il modo di vivere in azienda e rendere umano il brand . È importante per far percepire l’autenticità – sottolinea la trainer – avendo ben chiaro che cosa vogliamo comunicare e quali persone vogliono “metterci la faccia”. Non è sempre detto che le persone siano davvero contente di lavorare in quel luogo e quindi possono rifiutarsi. Bisogna riuscire a far uscire il bello di quell’azienda, il welfare, le politiche sociali, i percorsi di carriera, come avviene lo sviluppo del personale, i tempi medi di crescita. Non serve a nulla avere una pagina vuota, bisogna alternare tipologie di formati diversi per renderla il più attrattiva possibile. L’immagine di sfondo deve essere riconoscibile e costruita ad hoc, contenere lo slogan , i colori aziendali e far capire da subito di cosa si tratta. Molti dimenticano o sottovalutano gli hashtag che invece servono a costruire le community intorno al brand: può essercene uno del brand in generale e poi uno per il recruiting oppure diversi relativi a servizi offerti o a linee di prodotto».

Come sfruttare gli strumenti di analisi della propria Company Page aziendale?

La company page ha una sezione di analisi visibile ai soli amministratori e si compone di diversi grafici informativi con le relative sezioni.

  • Visualizzazioni di pagina: attraverso questo grafico è possibile visualizzare l’andamento delle visualizzazioni nel tempo (intervallo che va dalla data attuale agli ultimi 12 mesi) delle pagine e delle sezioni di cui si compone la pagina aziendale.
    Nel caso in cui fosse presente anche una pagina carriera in questa sezione sono disponibili le relative visualizzazioni. Una pagina carriera è uno strumento di LinkedIn che permette di pubblicare video sul brand, testimonianze dei dipendenti e un feed con le offerte di lavoro.
  • Visitatori unici: attraverso questo grafico è possibile visualizzare quanti membri di LinkedIn hanno nel tempo (anche in questo caso l’intervallo che va dalla data attuale agli ultimi 12 mesi) visitato la pagina e le varie sezioni di cui si compone. Parliamo di visitatori unici, quindi il grafico non include le visite duplicate della singola pagina in caso di aggiornamento del browser o successivo ritorno.
  • Statistiche sugli aggiornamenti: il grafico offre la possibilità di visualizzare il numero di volte che gli aggiornamenti sono stati visti quotidianamente, facendo una distinzione fra i dati di natura organica e quelli ottenuti da campagne a pagamento.
    Gli aggiornamenti sponsorizzati estendono la portata degli aggiornamenti aziendali e permettono di raggiungere un’audience più estesa di professionisti.
    Sempre nella stessa sezione è possibile conoscere quanto interesse hanno generato fra i membri di LinkedIn gli aggiornamenti della propria azienda. Il grafico offre una panoramica completa del numero di volte che gli utenti hanno cliccato, consigliato, commentato e condiviso il contenuto pubblicato. Anche in questo caso parliamo di dati organici e di risultati ottenuti da campagne a pagamento. Proprio per questi ultimi è inoltre possibile ottenere il numero di follower acquisiti.
  • Follower: i follower sono i promotori del brand aziendale, fondamentali per il passaparola e per le segnalazioni. Da questa sezione di analisi è possibile estrapolare due importanti dati quali l’andamento dei follower, quindi come è cambiato il numero dei follower nel corso del tempo, e la suddivisione dei follower della propria azienda in base a cinque principali dati demografici, filtrabili per anzianità, settore, funzione, dimensione azienda e dipendenti.

Come funziona l’algoritmo di LinkedIn?

L’algoritmo di un social network è quell’insieme di fattori attraverso i quali si stabilisce, fra le migliaia di combinazioni possibili, quali post mostrare e a quali persone. Varia a seconda del social network e anche nel caso della stessa piattaforma può variare nel tempo in base al ranking di aggiornamenti cui si vuole esporre l’utente.

Trattandosi di calcoli proprietari il loro funzionamento è noto esclusivamente a chi lo ha creato ma esistono fattori che li influenzano e riescono a determinare il raggiungimento degli obiettivi di una strategia.

Per quanto riguarda LinkedIn, l’algoritmo non tiene conto della “freshness” e quindi non sono i contenuti più freschi in base alla loro data ad essere premiati ma i contenuti con i quali è più probabile un’interazione. Un post che funziona continua ad apparire nel feed di notizie e affinché ciò avvenga bisogna tenere conto di fattori on post che ne migliorano engagement e ranking.

«Nel caso delle company page – dichiara Gaetano Romeo nel corso di un’intervista rilasciata al nostro giornale – esiste una sorta di punteggio di marketing.
Questo punteggio, che viene costantemente valutato e adattato dall’algoritmo di LinkedIn, è influenzato da quattro fattori:
1. la qualità dei contenuti,
2. il coinvolgimento degli influencer ,
3. le azioni dei dipendenti,
4. gli investimenti in advertising.
Il primo fattore ha a che fare con la qualità, la pertinenza e la frequenza dei contenuti pubblicati attraverso la pagina. In breve, i contenuti che coinvolgono il pubblico aiutano a dimostrare che l’azienda sta condividendo contenuti preziosi all’interno della propria rete.
Il secondo fattore sottolinea, a proposito di coinvolgimento, come LinkedIn privilegi determinate aree di influenza rispetto ad altre e monitora quanti mi piace, commenti e condivisioni ricevono i post da parte di influencer, partner e dipendenti.
Il terzo fattore è relativo al rapporto fra i dipendenti di un’azienda e la stessa sui social: ogni volta che un dipendente tagga la pagina aziendale in un post, LinkedIn ne tiene traccia: un alto coinvolgimento dei dipendenti funziona a vantaggio della pagina.
L’ultimo fattore riguarda gli investimenti in LinkedIn Ads: LinkedIn premia le pagine che investono e avere una strategia di intelligence pay efficace su LinkedIn porta giovamento anche ai post organici».

Come si legge in “Understanding dwell time to improve LinkedIn feed ranking”, post pubblicato a maggio 2020 sul blog ufficiale di LinkedIn, l’obiettivo dell’aggiornamento dell’algoritmo è quello di aiutare gli iscritti a trovare nel loro feed conversazioni e contenuti pertinenti. Affinché questo avvenga, è stato introdotto un fattore on post che riguarda la qualità del tempo trascorso sui post stessi. Il tempo di permanenza di un utente su un contenuto viene considerato un parametro di interesse da parte degli utenti e di conseguenza un motivo per essere mostrato anche ad altri. «Il dwell time – dichiara la LinkedIn trainer Pamela Nerattini nel corso di un’intervista al nostro giornale – è un parametro che indica il tempo che un utente trascorre sul post prima di intraprendere un’azione. Trovo molto interessante l’introduzione di questo fattore poiché apporta qualità alle azioni intraprese a discapito di bot e reazioni a caso. Il compito dei gestori delle pagine adesso non si limita solo ad attirare l’attenzione ma anche a riuscire a mantenerla per un lungo periodo di tempo».

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