Giovedi 16 Agosto 2018
MacroambientePuò un comune gestire tutto via Twitter? In Spagna sì: è Jun

Può un comune gestire tutto via Twitter? In Spagna sì: è Jun

Jun conta 3500 abitanti, ma qui chiunque su Twitter può contattare il sindaco o chiedere un certificato. Un esempio perfetto di e-democracy.


Virginia Dara

A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Può un comune gestire tutto via Twitter? In Spagna sì: è Jun

Prendete una cittadina andalusa – Jun, 3500 abitanti, a pochi chilometri da Granada – e un sindaco socialista alle prese con la spending review. Il risultato? Il miglior esempio europeo di democrazia digitale e partecipativa. A Jun, infatti, la maggior parte di servizi pubblici viene gestita sui social, Twitter in particolare, che è diventato nel tempo un canale diretto tra cittadini, amministratori, funzionari, enti pubblici e tantissimi altri soggetti responsabili della cosa pubblica.

Dal 2011, infatti, il primo cittadino José Antonio Rodríguez Salas ha puntato su una chiara strategia social non solo per fare marketing del territorio, ma anche e soprattutto per la normale amministrazione del paese. Con un tweet, così, a Jun si può chiedere un certificato, prenotare una visita medica, segnalare un disservizio e ottenere che chi di dovere cerchi una soluzione. Parte integrante della social media policy del comune di Jun è, infatti, la decentralizzazione della responsabilità, social per lo meno: non c’è un responsabile unico che si occupi di curare i profili cittadini ma, per volere del sindaco, ogni funzionario e qualsiasi altra figura coinvolta nell’amministrazione ha un account Twitter personale da cui risponde della sua attività pubblica.

Altro che mito della trasparenza nella pubblica amministrazione: a Jun, complici le piccole dimensioni del paese che rendono tutto più facilmente gestibile, la tanto teorizzata e-democracy diventa realtà, mentre sbiadiscono i confini stessi tra comunità cittadina e community, dal momento anche che quasi ogni cittadino di Jun, dai bambini agli ultra-pensionati, ha il proprio account Twitter personale da cui seguire la vita del paese.

Il riscontro è quantomai concreto: secondo delle stime, l’attività social è giovata alle casse comunali un risparmio del 13%, cioè quasi 450mila euro all’anno in meno sulle spese di gestione.

Il modello? Lo segnano l’account ufficiale della cittadina andalusa e quello personale di Rodríguez Salas. Il primo, verificato, conta oltre 110mila follower e alterna campagne sociali – come quella contro gli incendi estivi – a comunicazioni di servizio (appuntamenti e scadenze) e d’emergenza – la scomparsa di un’adolescente, per esempio –, senza dimenticare di giocare con l’engagement dei cittadini-follower, attraverso una copertura “live” di eventi come la festa del paese, ma anche con un più strategico riutilizzo dei contenuti, multimediali soprattutto.

Dal canto suo, dall’account personale che conta quasi 430mila follower, il sindaco Rodríguez Salas non si limita a condividere i contenuti ufficiali, ma, consapevole dell’efficacia comunicativa delle immagini, pare puntare soprattutto sull’identità visiva di Jun, tanto che si tratti delle colorate instantanee della festività paesana quanto del lavoro sinergico con le forze dell’ordine o altre autorità. Una certa conoscenza del mondo social porta, poi, il primo cittadino di Jun a lanciare hashtag e a gioire della loro entrata tra i trending topic, ma anche a riflettere sulla fuga di utenti da WhatsApp a Telegram per ragioni legate alla privacy.

Questioni di “metacomunicazione”, si direbbe, che dimostrano come l’ascesa di Jun a primo caso pragmatico di democrazia digitale sia stato tutt’altro che casuale. Due i precedenti nella storia digitale della cittadina andalusa: nel 1999, grazie anche al programma comunitario eEurope, Jun è stata tra le prime città a proclamare l’accesso a Internet un diritto fondamentale dei cittadini; due anni più tardi l’amministrazione comunale inaugurava il primo consiglio interattivo. Non c’è da stupirsi, quindi, se c’è chi guarda a Jun come “luogo di nascita della democrazia interattiva” (le parole sono di Romano Prodi, allora presidente della Commissione Europea, ndr), né se il piccolo centro spagnolo che governa grazie a Twitter si imporrà come modello per la tanto chiacchierata amministrazione digitale.

FONTE wired.it
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