Comunicazione e media: quali i principali cambiamenti?

Come è cambiata negli anni la comunicazione, in relazione ai soggetti, ai media, ai flussi e alle interazioni?

Comunicazione e media: quali i principali cambiamenti?

La velocità con la quale si è evoluto il settore dell’ITC (Information Technology Communication) ha raggiunto in brevissimo tempo dinamiche sconosciute ma innovative tali da influenzare anche i mezzi di comunicazione. Una celebre affermazione di Manuel Castells inquadra perfettamente questo concetto: «Negli Stati Uniti la radio ha impiegato trent’anni per raggiungere sessanta milioni di persone, la televisione ha raggiunto questo livello di diffusione in quindici anni; Internet lo ha fatto in soli tre anni dalla nascita del world wide web».

La comunicazione è passata da massificata a individuale, fino a diventare internazionale e globale; così come la trasmissione del messaggio, da one to one a one to many, fino a many to many, quindi paritaria e “condivisa”, in riferimento ai new media. Nello specifico, il modello one to one (uno ad uno) prevede un flusso comunicativo che parte da una sola fonte e giunge ad un singolo utente, quindi un’interazione fra due soggetti, mittente e destinatario, che comunicano fra di loro. Il modello one to many (uno a molti), invece, comporta la presenza di più riceventi e di un unico mittente. Infine, il modello più recente e interattivo è quello many to many: il flusso di comunicazione in questo caso vede coinvolte più persone che si scambiano informazioni.

Ciò che influisce sul processo di comunicazione – spiegandone allo stesso tempo le trasformazioni degli anni – è anche la natura del contatto che può essere face to face non face to face. Nel primo caso vi è un dialogo fra due individui, “faccia a faccia”; nell’altro caso, invece, vi è un dialogo tra due persone che però non si trovano nello stesso luogo, ma comunicano ad esempio tramite telefono, Internet o video call.

Il flusso del processo comunicativo, poi, può essere unidirezionale, bidirezionale e multidirezionale:

  • unidirezionale: la ricezione di un messaggio non prevede risposta (ad es. affissioni);
  • bidirezionale: rapporto di tipo circolare, cioè il mittente e destinatario interagiscono;
  • multidirezionale: il processo di comunicazione vede coinvolti più utenti che interagiscono fra loro, si tratta quindi di un tipo di flusso che parte da molti ed arriva a molti. A questo, poi, può aggiungersi il flusso multimediale, che consiste nell’utilizzare, durante la comunicazione, mezzi di comunicazione tecnologici.

L’ultimo punto che spiega com’è cambiata negli anni la comunicazione e nello specifico il messaggio, il contesto e la diffusione è quello che riguarda la tempistica di interazione. Essa, infatti, può essere sincrona o asincrona: la prima prevede la contemporaneità dei flussi e cioè l’immediatezza di ricezione del messaggio, impegnando così mittente e ricevente continuamente e creando un flusso di co-evoluzione per il processo di comunicazione stesso. L’altra, al contrario, non comporta un rapporto face to face e la contemporaneità; un’interazione asincrona è, infatti, ad esempio un sms o una e-mail che non necessariamente presuppongono una risposta immediata, anche se è opportuno sottolineare che le piattaforme di instant messaging consentono, come suggerisce il nome, la quasi-contemporaneità.

Oltre ai cambiamenti che riguardano il processo di comunicazione, anche i mezzi che si usano per poterlo attuare hanno subito importanti variazioni. Notiamo, infatti, come essi siano strettamente legati al concetto di cambiamento: tutta la loro storia può essere letta come una metamorfosi continua, così come anche il nostro rapporto con essi, che dalla stampa alla radio, dalla TV ad Internet si è trasformato nel tempo.
Questi cambiamento sono stati percepiti da molti come positivi, prendendo così dalla tecnologia quanto di più buono possa offrire; molti altri, invece, hanno visto in queste invenzioni un oltraggio ai valori e alla tradizione: banalmente, ad esempio, si parla spesso di bambini che trascorrono troppo tempo al computer, amori che nascono davanti ad uno schermo, informazioni personali alla portata di tutti. Sicuramente vi sono rischi ma anche tanti vantaggi nell’utilizzo, ad esempio, dei social media: è giusto che non ci sia, soprattutto da parte degli adolescenti, però, un abuso delle nuove tecnologie.

In base a diversi studi, comunque, è possibile identificare tre distinte fasi che hanno scandito i grandi cambiamenti nel sistema della comunicazione di massa e nel suo funzionamento:

  • la commercializzazione del sistema televisivo in tutta Europa tra gli anni ’80 e gli anni ’90;
  • l’avvento della digitalizzazione e del satellite;
  • la nascita di Internet e dell’ICT.

Il primo momento riguarda la nascita del sistema radiotelevisivo e tutto ciò che lo circonda, come ad esempio gli inserti pubblicitari che con il tempo hanno subito grandi trasformazioni. La TV, poi, è stata ed è tuttora una grandissima risorsa grazie alla quale gli investitori riescono ad ottenere guadagni. Il primo vero passo verso sostanziali novità e cambiamenti radicali è stato compiuto grazie al satellite e alla digitalizzazione: le opportunità di trasmissione aumentano e la sfera della comunicazione elettronica cresce spaventosamente.
Infine, assistiamo oggi alla fase di Internet e dell’ICT con cui l’interattività è diventata normalità.

Le nuove generazioni, o meglio i Millennials, utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione con grande abilità, considerandoli ormai parte della propria vita; le vecchie generazioni invece guardano a queste novità con grande stupore essendo abituati a tutt’altra tecnologia.


A firma di: Martina Eboli Contributor
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