Consigli per comunicare #Sanremo2017

Anche questo Sanremo si è consumato, ma noi guardiamo già a #Sanremo2017. Qualche consiglio per comunicare meglio

Consigli per comunicare #Sanremo2017

L’ultima edizione di Sanremo si è appena conclusa e noi siamo già qui per guardare al futuro. Al di là dei risultati della competition più attesa nel panorama della musica italiana, un minuto di silenzio va alla comunicazione dell’evento. Se dovessimo darle un voto infatti sarebbe: non pervenuta. Il pre-evento non è stato particolarmente ricco, oltre qualche sporadico spot in tv, infatti, non si è visto molto.

Il luogo in cui si è registrata la maggiore assenza è proprio quello più frequentato, in cui si può pescare tra le nuove generazioni: Internet. Molti potranno obiettare dicendo che Sanremo è una trasmissione non per giovani, ma insomma prima o poi questi giovani dovranno iniziare a guardarla, altrimenti tra qualche anno non esisterà più un target per Sanremo! Eppure la tecnologia mette oggi a disposizione non pochi mezzi per raggiungere quante più persone possibile, ma a quanto pare a Sanremo ancora non è arrivata notizia di ciò.

Dov’era finito il community manager durante la diretta?

Toc, toc! C’è nessuno? Twitter è stato il re indiscusso della manifestazione musicale, la maggior parte degli italiani ha guardato Sanremo soltanto per poter condividere con la rete una sua impressione, una battuta, un apprezzamento sul festival. E i community manager? Sono spariti nell’etere. Di tweet ce n’erano e pure in abbondanza, sia belli che brutti, e nessuno era lì per interagire con il pubblico che quando partecipa ad un evento live gradirebbe anche un po’ di attenzione da parte dei canali ufficiali. Invece tutto ha avuto il gusto di semplice programmazione di post in base agli orari previsti per l’esibizione.

#Sanremo2016

Un po’ di gioia e di socialità non ha mai fatto male a nessuno! Basti semplicemente pensare al fenomeno The Jackal, i quali sono riusciti a tenere incollati alla tv, con ironia, tutti i propri fan che probabilmente non avrebbero mai guardato la trasmissione. E sono riusciti addirittura ad arrivare sul palco del festival pur stando a Napoli!

Altra nota dolente è un qualcosa che nel 2017 potrebbe diventare quasi inaccettabile: il televoto. Ecco che per esprimere la propria opinione, e quindi la propria preferenza, bisogna spendere un euro inviando un sms. Nell’era del second screen bisogna spendere un euro per scrivere un sms contenente un numerino che rappresenta il riassunto di quanto ognuno di noi può esprimere gratuitamente su un qualsiasi social network.

Mamma Rai, ma che combini?

Oggi ogni trasmissione tv ha a propria disposizione un ampio pubblico che commenta anche se non viene interpellato, utenti che non vedono l’ora di dire la propria e diventare protagonisti di un evento dal divano di casa.

Ecco, quindi, una breve lista di consigli che regaliamo a chi si occuperà della comunicazione di #Sanremo2017:

  • Far sapere al pubblico con precisione quando ci sarà il Festival, quali sono i canali ufficiali per interagire e farsi notare un po’ prima che inizi l’evento, non sarebbe una cattiva idea;
  • Gli utenti sono lì che vi stanno aspettando, non dovete andarli a cercare chissà dove. Ricordatevi che esistono e fateli sentire parte dello spettacolo;
  • Twitter è vostro amico, non morde e non vi farà del male;
  • Gli sms sono superati da un bel pezzo, dal 2013 circa;
  • La tv non è più protagonista, il second screen sì: fate qualcosa a riguardo;
  • Mentions è stato protagonista di questa edizione, molto utilizzato dagli artisti per interagire con i loro fan. Avete pensato di inserirlo anche nella strategia di Sanremo?;
  • Le persone non hanno smesso di guardare la TV, semplicemente la guardano diversamente: fatevene una ragione;
  • per sorridere ci vogliono dodici muscoli: provateci, è bello!

A firma di: Annette Palmieri Contributor
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