MacroambienteConsumatori e trend d’acquisto: dal cibo bio agli affetti “virtuali”

Consumatori e trend d'acquisto: dal cibo bio agli affetti "virtuali"

AdWeek ha evidenziato alcuni principali trend per questo 2017 riguardo ai consumatori e al loro approccio agli acquisti.

Consumatori e trend d'acquisto: dal cibo bio agli affetti

Una cosa sono i trend e le previsioni fatte a uso e consumo di chi lavora in marketing e pubblicità, una cosa è cercare di anticipare i comportamenti dei consumatori e basare su di questi le proprie strategie di brand. Sono bastati i primi mesi del 2017, per esempio, per far sì che gli esperti (e non) confermassero la convinzione che sarà un anno di sorprese ma anche di incertezza in qualsiasi campo: politico, economico, sociale, ecc. È bene che i marketer se ne rendano conto e che, individuati i loro target strategici e le loro principali preoccupazioni, trasformino questa stessa incertezza in una leva di successo per il brand. Tra i campi che più varrebbe la pena tenere d’occhio? Secondo AdWeek ci sono l’avvento della robotica nella vita quotidiana, la propensione a mangiar sano e a spendere di più per se stessi e, non ultima, una nuova concezione di vita affettiva e sessuale.

Robot, assistenti virtuali, chatbot: il quotidiano è sempre più tech…

Com’è stato detto più volte, del resto, la robotica e l’intelligenza artificiale saranno protagonisti della rivoluzione industriale 4.0. Non solo sul lavoro, però: quello che stabiliamo con la tecnologia intelligente è un rapporto sempre più personale e intimo. Sempre più fiduciosi nelle nostre estensioni hi-tech e nel loro futuro, passiamo a contatto con i nostri device una larga fetta della nostra giornata e questi, perché coinvolti in qualsiasi nostra attività quotidiana, conoscono perfettamente i nostri gusti, le nostre abitudini d’acquisto, persino le nostre condizioni di salute.

Come molti esperti del settore hanno previsto, poi, il 2017 sarà l’anno in cui ci affideremo sempre di più agli assistenti vocali, sul modello di Amazon Echo, e in cui affideremo la nostra interazione con brand, retailer, pubblica amministrazione ad altre forme di intelligenza hi-tech come i chatbot. Come nel più avveniristico immaginario cinematografico, però, anche le nostre relazioni interpersonali saranno sempre più mediate, quando non sostituite, da robot e macchine. Se si sta pensando ai gadget più pop, come quelli dedicati agli amanti a distanza e che sfruttano i sensori di pressione per simulare un bacio, o agli umanoidi dell’Istituto Italiano Tecnologia presentanti durante la Maker Faire Rome 2016 in grado di fare compagnia ed aiutare nelle faccende domestiche, si è sulla buona strada.

…e anche affetti e sessualità si fanno “virtuali”

A proposito di relazioni interpersonali, una nota va fatta sulla nuova sessualità dei più giovani soprattutto. Secondo alcuni dati riportati da AdWeek, non solo i Millennial sarebbero la generazione che ha meno relazioni intime da sessant’anni a questa parte ma, addirittura, il 63% di essi preferirebbe stare su Internet ad avere un rapporto sessuale. Non c’è da stupirsi se si considera che il sexting, cioè l’invio di messaggi a sfondo erotico, è una pratica oltremodo comune tra gli adolescenti e non solo e che, come ha ben riassunto Veronica Pivetti in un’intervista ai nostri microfoni, più in generale siamo la «generazione del sesso via cavo». Un altro trend che dice molto di più di quanto si possa immaginare? Il sempre più frequente utilizzo della realtà virtuale anche nel settore del porno. Sono tutti pezzi di un puzzle che i brand non dovrebbero ignorare.

Consumatori e food: vincono cibi bio e sani

Pezzi a cui si aggiunge la sempre maggiore attenzione verso il mangiare sano. Se tutti i brand, anche quelli che non operano direttamente nel food&beverage, si mostrano sempre più sensibili verso filosofie alimentari come quelle vegan o bio, del resto, un motivo c’è: almeno il 62% dei consumatori, infatti, davanti agli scaffali del supermercato sceglierebbe oggi prodotti privi di additivi artificiali, ormoni, antibiotici, bisfenoli e organismi geneticamente modificati; l’84% degli americani preferirebbe un cibo bio e sostenibile rispetto a un’alternativa industriale e la spesa in prodotti bio-veggie sarebbe aumentata dal 2015 dell’11%, superando i 43 miliardi di dollari. Non è però solo marketing nutrizionale: i consumatori sono spontaneamente più attenti alla salute e al benessere del loro corpo e i brand che meglio sapranno interpretare le loro nuove esigenze dovranno offrire sempre più prodotti a chilometro zero, frutto di una produzione sostenibile, che richiamino già dal packaging le loro qualità organolettiche e storia e mission del brand. Il tutto senza contare la preferenza verso i cosiddetti superfood (alimenti dalle straordinarie proprietà benefiche e nutritive, ndr) e verso i marchi con una forte storia aziendale alle spalle.

Sperdere? Sì, ma per se stessi

Più in generale, comunque, i consumatori sembrerebbero disposti quest’anno a spendere molto di più per se stessi. Non tanto in oggetti quanto in esperienze, soprattutto se legate alla sfera culturale e spirituale. Corsi di yoga o, meglio ancora, di mindfullness e qualsiasi altra esperienza che possa nutrire la propria anima si contenderanno il primato con le altre e più tradizionali forme d’intrattenimento. Su una cosa, però, sembrerà di tornare agli anni pre-crisi: la spesa per gli acquisti di lusso. Nonostante la digital disruption abbia cambiato il settore della moda, infatti, chi ha budget a disposizione potrebbe spenderlo quest’anno in un accessorio luxury, riscoprendo gli acquisti come status symbol.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Corsi Formazione

Tutti i corsi
Le vostre Opinioni