Content curation: consigli e best practice per non sbagliare

Quali sono i migliori strumenti e i consigli più utili per una content curation di successo? Eccone alcuni che possono fare la differenza.

Content curation: consigli e best practice per non sbagliare

Un mondo in cui tutto ciò che viene riversato nella Rete sia utile ed originale è pura utopia. I marketer di oggi sanno benissimo che tutto ciò che i loro clienti vogliono è esattamente ciò che stanno cercando, con la qualità e la competenza che si aspettano. Purtroppo, però, la redazione di un contenuto del tutto originale richiede una quantità di tempo eccessiva e non garantisce la qualità delle informazioni. Per questo motivo, secondo una ricerca di Curata, una delle piattaforme web più utilizzate per la content curation, oltre l’83% dei marketer cura contenuti ripresi da terze parti e li condivide con i propri clienti o potenziali tali.

Cos’è la content curation?

Questa pratica diffusissima consiste nel trovare, raccogliere e condividere i migliori e più rilevanti contenuti che il web ha da offrire su un argomento specifico per offrirlo al pubblico più interessato ad esso.

La content curation, inoltre, oltre a facilitare il lavoro di redazione, ha anche altri vantaggi: aggiunge, ad esempio, valore agli sforzi di marketing e aumenta la visibilità e la credibilità del brand.

Per queste ragioni esistono, quindi, nel web dei content curator che non sanno nemmeno di esserlo. Si tratta di persone esperte nel proprio settore di lavoro – o anche con una passione specifica – che gestiscono un blog e che setacciano Internet alla ricerca delle novità o delle informazioni che possono essere utili a chi, come loro, vuole approfondire un determinato argomento, per poi riproporre tali fonti nei loro articoli con l’aggiunta di commenti personali.

Un’attività, questa, che richiede molta maestria nel saper distinguere le bufale dalle notizie vere e che rende la persona che si dedica alla content curation, di conseguenza, un guru di quel settore. Per questo motivo molte aziende, soprattutto quelle che operano nell’editoria web, sono spesso alla ricerca di content curator in grado di assicurare alla redazione un’aggiornata selezione di notizie fresche e di ottima qualità.

Best practice e consigli per non sbagliare

Esistono, quindi, delle best practice da seguire per evitare di incorrere in errori evitabili. Ecco sette consigli:

1. Individuare fonti che possono essere sempre utili

Se la content curation consiste nel trovare e condividere il meglio del web, allora il primo fondamentale passo è sicuramente quello di scovare le migliori e più fornite fonti come, ad esempio, siti/blog specializzati nel settore e, in particolare, nell’argomento di nostro interesse e, per questo, in grado di garantire informazioni di qualità per il target di riferimento. Da dove iniziare, quindi? Controllare Google News è sempre una buona idea, ma anche i social network possono aiutare perché ricchi di dati e notizie. I blog sono un’altra fonte importante e ci si potrebbe iscrivere alle newsletter per non perdere gli articoli che interessano. Considerare di seguire i diretti concorrenti, poi, non è un’ipotesi da scartare così come pensare di interrogare i propri clienti su ciò che si aspettano di vedere sul sito.

2. Essere pertinenti

Spaziare va bene, ma è necessario cercare di non allontanarsi troppo dagli argomenti che interessano al proprio pubblico: il rischio è che possa non seguire più il sito. Inoltre, avere news rilevanti è un bene anche perché indica che si è ben informati e si è esperti nel settore di riferimento. Nello specifico, che tipo di contenuto condividere? Articoli, notizie, case study, comunicati stampa, pensieri di persone influenti, dati, studi, ricerche, video, immagini, infografiche, presentazioni, ecc. L’importante è che sia un contenuto che funzioni.

3.  Fornire i credits

Scrivere un articolo è un lavoro duro e che richiede tantissimo tempo, ecco perché è importante sempre citare le fonti e dare il giusto riconoscimento a chi ha scritto il materiale utilizzato come spunto per i propri post.

4. Essere coerenti

La content curation è un’attività che facilita di molto il lavoro sui contenuti, ma richiede comunque uno sforzo di coerenza perché va inserita nella più ampia strategia di marketing. Ecco perché frequenza di pubblicazione e mix di contenuti vanno sempre gestiti in modo adeguato rispetto alla comunicazione globale del brand.

5. Prestare attenzione al proprio pubblico

I clienti e i potenziali clienti nonché i propri partner rappresentano il pubblico da accontentare. Non va dimenticato, perciò, di prestare molta attenzione a ciò che richiedono ed è necessario, quindi, rimanere sempre in contatto con loro: sarà la mossa vincente per contenuti sempre più pertinenti.

6. Condividere i contenuti su più canali

Pubblicare un contenuto sul blog aziendale o sul proprio sito non è l’unica cosa da fare, anzi: è soltanto l’inizio. I contenuti vanno fatti viaggiare su più canali, come social network, eBook, newsletter e anche altri siti. Solo così ci si può assicurare il massimo della visibilità.

7. Utilizzare gli strumenti giusti

Il grande utilizzo di content curation ha portato, nel tempo, alla nascita di molti strumenti in gradi di facilitare il lavoro di ricerca e gestione delle fonti, alcuni gratis ed altri a pagamento. Tra gli esempi vi sono Feedly, Storify, Buzzfeed, Scoop.it o Curata.


A firma di: Carla Panico Contributor
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