Content marketing di prossimità: il futuro non è mai stato così vicino.

Il content marketing di prossimità all'insegna del motto Context is the king trasforma i negozi in veri e propri eShop fisici, grazie a dei piccoli device detti beacon.

Content marketing di prossimità: il futuro non è mai stato così vicino.

Immaginate di entrare in un negozio e che gli oggetti al suo interno inizino a parlarvi, mandandovi messaggi sullo smartphone. Mentre camminate vi arrivano delle notifiche che contengono informazioni su tutto ciò che vi circonda. “Ciao sono la lavatrice 4X5000 sono di ultima generazione e sono adatta a persone single che hanno la necessità di fare piccoli carichi, ma frequenti.” “Psss hey tu! Sono lo stendino Heat&Dry autoriscaldante da appendere al termosifone per poter asciugare i tuoi vestiti in caso di maltempo, se compri la lavatrice fai un pensierino anche su di me!“.

Forse vi sembrerà una follia, una di quelle cose da film di fantascienza tipo Minority report o Io robot, in cui le cose iniziano a parlare con le persone, ambientati nel 2034, non è così. D’altronde abbiamo da poco imparato la lezione grazie al film Ritorno al futuro, girato nel 1985 che immagina il futuro 2015, che grande giove! È arrivato in men che non si dica, portando con sè hooverboard e auto ad idrogeno. Beh non dovremmo aspettare tanto per entrare nei negozi parlanti, perché credetemi il futuro non è mai stato così vicino.

Ma andiamo per gradi.

I beacon

Qualcuno di voi avrà sicuramente sentito già parlare di questi piccoli device, altri si staranno chiedendo se è qualcosa che si mangia a colazione. La parola beacon viene dall’inglese e significa ‘faro‘, il dispositivo che prende questo nome, infatti, funziona proprio come un piccolo faro. Questo tipo di sistema è utilizzato già da diverso tempo nei trasporti proprio per far dialogare navi e porti, in quanto i fari, oltre ad emanare luce, inviano un segnale alle strumentazioni con le varie distanze, oppure nei sistemi interni delle case o dei luoghi pubblici, sono quei sensori che permettono di automatizzare dei gesti come l’accendere la luce o attivare l’acqua dal rubinetto alla vicinanza di una persona in un determinato raggio d’azione. Ok bellissimo, ma ora vi starete ponendo un’altra domanda: cosa c’entra tutto questo con il marketing?

In pratica un beacon è un piccolo dispositivo alimentato a batteria attaccato ad un muro, mentre a livello software, i beacon sono messaggi inviati da questi dispositivi trasmittenti, che sono poi rilevati e processati da un dispositivo ricevente, come un’app mobile. Se siete dei marketer state iniziando a capire. Ogni beacon trasmette un segnale univoco entro un raggio d’azione programmabile di circa una cinquantina di metri. Nelle foto in basso potete vedere alcuni esempi di beacon trovabili in commercio, ma se siete esperti di informatica o elettronica potete costruire un trasmettitore beacon con raspberry pi voi stessi con una spesa di circa € 5,00. Sono dispositivi che circolano da diversi anni, ma che restano pura tecnologia se non applicati a qualcosa di concreto, qualcosa che serva alle persone. Anche uno smartphone è un puro strumento di tecnologia, sono la connessione dati e soprattutto le applicazioni a renderlo così indispensabile alla nostra quotidianeità. I developer si stanno già attrezzando per progettare app che possano dialogare coi beacon. Indovinate chi ci sta lavorando? Apple e Google. La lotta è già iniziata e vede schierati da un lato iBeacon, dall’altro Eddystone.

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Diversi modelli di beacon utilizzabili nel content marketing di prosimità

Content Marketing di prossimità

Content is the king. Quante volte avrete sentito questa frase in tutte le salse. Oggi è quasi un mantra da ripetersi ogni mattina per chi vuole lavorare nel marketing. Sono infatti i contenuti a fare la differenza in una strategia, che siano informativi, promozionali o emozionali. Siamo partiti dai blog, poi sono arrivati i siti web, ora i social media e le mobile app, i canali digitali, i palcoscenisci in cui esibire i propri contenuti, sono tanti e ognuno ha il suo linguaggio. Ora a questi possiamo aggiungere, grazie ai beacon, il proximity, che modifica il motto in Context is the king.

Il content marketing di prossimità è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi alla strategia di base di un azienda, che ha l’obiettivo di migliorare l’esperienza utente negli store, rendendoli digitali e interattivi, insomma come se fosse un eShop fisico. Quante volte vi sarà capitato di entrare in un negozio, magari in un centro commerciale per fare un ‘sopralluogo d’acquisto’. Per tornare all’esempio di prima, vado in un negozio di elettrodomestici perché ho bisogno di una nuova lavatrice, la mia, ahimè, mi ha abbandonato e sono stanca di lavare vestiti a mano. Ci ritroviamo di fronte a una marea di lavatrici, entriamo per farci un’idea più chiara e usciamo disorientati. Possiamo scegliere diversi criteri per restringere il cerchio: il prezzo, il brand, l’esperienza, chiedere ai commessi, avremmo senz’altro ristretto il numero di possibilità, ma non acquisteremo. Eppure la lavatrice ci serve, ma abbiamo bisogno di più informazioni. Sarà adatta alle mie esigenze? Sarò capace di usarla? Cosa ne pensa chi già l’ha acquistata? Filiamo dritti a casa a cercare su internet o se siamo impazienti da mobile. Consapevoli dell’esperienza fatta in negozio e avendo toccato con mano il prodotto, una volta che il web avrà placato la nostra sete informativa è facile che avvenga l’impulso all’acquisto, magari dettato da un’allettante offerta su un sito con consegna gratuita a casa. Acquistata.

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Come funziona un sistema di content marketing di prossimità basato sui beacon

Questo è il problema che negli ultimi anni sta facendo impazzire tutti i retailer. La vendita online sta erodendo un po’ alla volta gli acquisti in store, che diventano delle vetrine di prova in cui testare prodotti da acquistare online. Il content marketing di prossimità vuole superare questo problema. Posizionando i beacon all’interno del negozio si può guidare l’utente in un percorso informativo soddisfacente, che gli permetta di avere tutto ciò che gli occorre sapere prima di uscire dal negozio. Questo moltiplica esponenzialmente le possibilità d’acquisto. Se a tutto questo aggiungiamo un sistema di CRM che personalizzi i messaggi da inviare, modulando le offerte ad personam, e dei contenuti informativi studiati ad hoc che siano immediatamente fruibili, il gioco è fatto. Stiamo sempre pensando di acquistare la nostra famosa lavatrice, entriamo nello store di cui abbiamo la tessera fedeltà, loro quindi probabilmente sapranno che io sono una ragazza single, che abita da sola, digitalmente colta che vive in una città. Questo cambia tutto. Tra quelle mille lavatrici in un attimo è possibile fare una scrematura veloce restringendo il cerchio in maniera sbalorditiva.

beacons_in_storeUn esempio di percorso di content marketing di prossimità

Inoltre l’esperienza in store diventa monitorabile, se siete marketer orientati ai dati avrete già la bava alla bocca. Tutto ciò che viene osservato o saltato, l’intero percorso in negozio è quantificabile. Non finisce qui. Infatti tutto ciò è amplificato da altri due elementi da non trascurare: i social media e il gamification. L’esperienza può essere condivisa e/o integrata con i profili social della persona, si crea un circolo virtuoso che permette a tutti gli ingranaggi di una strategia di marketing di funzionare perfettamente. La visita in negozio può addirittura diventare un gioco, un’avventura da intraprendere tra gli scaffali e quando una persona è serena e si diverte compra. Morale della storia: vincono tutti! Certamente c’è ancora tanto da lavorare in quest’ambito, le frontiere del content marketing di prossimità sono appena state aperte e noi tutti pirati del marketing dobbiamo salpare per conquistarci la nostra parte di futuro.


A firma di: Stefania Zona Contributor
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

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