Cos'è l'Internet of Things?

Gli oggetti si connettono e diventano intelligenti. Ecco il risultato di un sondaggio condotto in Italia, che vede le donne come "early adopers" dell' IoT.

Cos'è l'Internet of Things?

“Le donne sono più propense ad utilizzare la tecnologia come parte integrante della propria vita”. E’ questo il risultato di un sondaggio condotto il 9 febbraio 2015 a Milano da Toluna, Digital Market Research Agency, leader in Italia e nel mondo.

Secondo la statistica, 9 donne su 10 sono più inclini a fare uso dei dispositivi connessi (IoT).

Ma cosa si intende per Internet delle cose (IoT)?

L’internet delle cose, (o più propriamente ,Internet of Things, IoT) è la definizione che si utilizza per descrivere quegli oggetti inanimati, che adesso possono diventare intelligenti e scambiare informazioni connettendosi alla rete. Un automobile ad esempio potrebbe consigliare al guidatore di ridurre il consumo del carburante, oppure, il frigorifero potrebbe avvertire una massaia su quali sono gli alimenti che mancano o, ancora, un orologio potrebbe ricordarti gli impegni presi.

L’obiettivo dell’indagine, condotta attraverso “il Tool Quick Surveys”,s u un campione di 500 consumatori in Italia, è quello di scoprire l’opinione degli italiani circa la prospettiva “connected life” e la loro conoscenza di questi sistemi innovativi.

I risultati ottenuti hanno dimostrato che: l’81% della popolazione italiana vede in maniera positiva l’uso dell’ IoT, il 93% dei consumatori conosce il concetto di “connected life”, il 71% afferma di essere attratto dalla prospettiva di risparmiare tempo grazie all’uso di queste tecnologie e il 56 % dichiara di essere affascinato dall’opportunità di organizzare la propria vita più facilmente.

Le donne sono le più entusiaste riguardo all’argomento e possono essere considerate early adopers della tecnologia dell’Internet of Things. Le risposte ricevute durante il sondaggio infatti lo confermano: per 2 donne su 5 queste tecnologie permettono un miglioramento radicale di vita, per 1 donna su 3 invece sono fondamentali perché aiutano a ricordare impegni. Il genere femminile inoltre è anche più favorevole, rispetto agli uomini, ad avere device connessi, per controllare le attività quotidiane.

Durante il sondaggio, si è inoltre constatato che, sia le donne che gli uomini, sono a favore dell’internet delle cose nell’ambito dell’assistenza sanitaria, (per esempio box di medicinali connessi in rete, in grado di pianificare appuntamenti con il proprio medico). Per quanto riguarda invece la vita sociale, il 47% delle donne e il 41% degli uomini ritengono che queste possano essere positive soprattutto per le relazioni sentimentali: prenotare un tavolo all’ultimo minuto in un ristorante, comprare biglietti del cinema.

A preoccupare di più gli utenti  italiani è la sicurezza e l’affidabilitá di questi dispositivi connessi.

Il 73% delle donne teme che gli hackers possano accedere a dati personali, il 72% è preoccupata per l’affidabilità di questi congegni e il 35% dichiara di essere particolarmente turbata del malfunzionamento di questa tecnologia.

Gli uomini invece hanno espresso pareri diversi rispetto al 35 e 23% delle intervistate. A impensierire il genere maschile è infatti la possibilità che le azioni private possano essere rese pubbliche attraverso l’uso di più dispositivi collegati.

“Sicuramente possiamo affermare che i progressi tecnologici producano un impatto sempre più crescente sulla nostra vita. Tramite questa indagine abbiamo voluto scoprire cosa pensano i consumatori italiani circa la prospettiva dell’internet delle cose e quali sono le implicazioni di avere molteplici dispositivi connessi alla rete”, dichiara Marco Gastaut, Managing Director South Europe in Toluna, che conclude: “nonostante le aspettative è stato interessante scoprire come il genere femminile sia quello più disposto a sfruttare i benefici offerti dalla tecnologia. Tuttavia, come è emerso dallo studio, i passi da compiere per raggiungere il pieno potenziale tecnologico sono ancora molti, specialmente in riferimento agli aspetti relativi alla tutela della privacy e all’affidabilità della tecnologia”.

L’infografica è scaricabile cliccando su questo link.


A firma di: Anna D'Acunzo Contributor
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