Venerdì 03 Aprile 2020
ComunicazioneCome creare post coinvolgenti sui social network? Strategie, tecniche e i consigli degli esperti

Come creare post coinvolgenti sui social network? Strategie, tecniche e i consigli degli esperti

Come migliorare l'engagement sui social network? Ecco le strategie, le tecniche e i consigli degli esperti per creare post coinvolgenti.


Simona Rossi
A cura di: Simona Rossi Autore
Come creare post coinvolgenti sui social network? Strategie, tecniche e i consigli degli esperti

Fino a qualche anno fa per catturare l’attenzione dell’utente bastava essere presenti sui social network, oggi esserci non basta. Per coinvolgere la propria fanbase è di fondamentale importanza gestire la presenza sui diversi social in maniera strategica e integrata, creando i contenuti giusti per le “personas” giuste e, soprattutto, nel modo adeguato. In un momento storico caratterizzato da una soglia di attenzione sempre più bassa e da un numero di contenuti sempre più alto, creare post coinvolgenti sui social network è diventata una sfida che non sempre piccoli e grandi brand sono in grado di cogliere completamente.

Tuttavia, se è vero che il post perfetto in realtà non esiste, esistono però tecniche e strategie che possono aiutare social media manager e copywriter in difficoltà a emergere in quel grande mare magnum di contenuti che è oggi la Rete.

Come si fa, allora, a creare post realmente coinvolgenti sui social network?

Definire le Buyer Personas

La prima regola per una comunicazione efficace è conoscere il proprio interlocutore. Come spiega il copywriter Alfonso Cannavacciuolo in “Manuale di copywriting e scrittura per il web“, «sbagliare comunicazione non è cosa da poco: una comunicazione che parla al pubblico sbagliato […] nel migliore dei casi è inefficace; nel peggiore provoca effetti negativi, danneggiando l’immagine di chi scrive». Tale concetto può essere vero per il web in generale, ma ancor di più per i social network, dove la ricerca di forme di comunicazione sempre più autentiche e personalizzate è ormai la chiave del successo di molti brand. Per fare ciò di essenziale importanza è la definizione di quelle famose ” buyer personas ” che sono alla base di ogni strategia di digital marketing che si rispetti. Quando si crea un post per i social network, infatti, è fondamentale partire dallo studio di clienti reali – il proprio target di riferimento, per intenderci – per scegliere il giusto linguaggio testuale e visivo da utilizzare.

Ad esempio, analizzando i post Instagram di NYX Cosmetics, noto brand di cosmetici del gruppo L’Orèal, è facile notare come il tone of voice utilizzato sia stato scelto accuratamente per parlare a un pubblico composto perlopiù da giovanissime.

Volendo restare nello stesso settore, il brand francese Clarins invece utilizza un linguaggio più neutro e istituzionale, decisamente più in linea con il proprio target di riferimento.

Diverso è il discorso di Treccani, che ha scelto il linguaggio dei meme a supporto della propria strategia di riposizionamento, indirizzandosi così verso un nuovo target.

"La speranza è l'ultima a morire, ma muore." Allo stesso modo, è forse il caso di ridimensionare l'ottimismo di un…

Pubblicato da Treccani su Domenica 22 dicembre 2019

Pianificare e programmare i contenuti

In molti casi per coinvolgere l’utente in modo efficace creare il post giusto non basta: bisogna scegliere anche il momento giusto. Ogni attività sui social network, infatti, deve essere parte integrante di una più ampia strategia di digital marketing e frutto di un piano editoriale preciso, costruito a priori, e finalizzato al raggiungimento di obiettivi ben determinati. Programmazione e pianificazione dei contenuti sono dunque la chiave del successo per raggiungere l’utente, coinvolgerlo, anticiparne i bisogni e fornirgli la giusta soluzione.

Se solitamente non solo è possibile ma è auspicabile pianificare le attività social con largo anticipo, a volte è invece la velocità a premiare maggiormente. Quando si fa riferimento al real time marketing , ad esempio, il timing è di fondamentale importanza non solo per coinvolgere l’utente, ma soprattutto per inserirsi in un flusso di notizie ad alto traffico prima dei propri competitor . Si tratta, in sostanza, di una grande opportunità in termini di visibilità per i brand, ma che si trasforma in una “arma a doppio taglio” se non viene maneggiata con prudenza. Solo per fare un esempio, tante sono state le polemiche a seguito del post pubblicato da Taffo in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 2019.

Purtroppo, troppe volte, anche denunciare non basta. Ogni 72 ore una donna viene malmenata o muore.#giornatamondialecontrolaviolenzasulledonne

Pubblicato da Taffo Funeral Services su Lunedì 25 novembre 2019

L’importanza del copy per creare post coinvolgenti

Quando si parla di creare post coinvolgenti sui social network, il copy è un aspetto che non va mai sottovalutato. In molti casi il successo di un post, infatti, dipende proprio da quel breve testo scritto che accompagna il contenuto visuale. Proprio come accade per la carta stampata, anche chi scrive per i social network deve seguire regole e tecniche ben precise.

Il primo passo da fare per scrivere un copy efficace è avere chiaro in mente l’obiettivo da raggiungere. Se lo scopo di un post è quello di portare l’utente a compiere un’azione ben precisa – diventare fan di una pagina, iscriversi a una newsletter o acquistare un prodotto – grande importanza ha l’uso delle cosiddette call to action , spesso accompagnate da link e inserite all’interno di testi brevi.

Zalando Italia, ad esempio, utilizza l’espressione “scopri” nei propri post Facebook per spingere l’utente a visitare il sito web per scoprire, appunto, la nuova collezione.

Un inizio di settimana con energia: lunedì, non ti temiamo! 💪Scopri il nostro assortimento sport: Donna: https://bit.ly/2Qz77kBUomo: https://bit.ly/2T4v84L

Pubblicato da Zalando su Lunedì 13 gennaio 2020

Se invece l’obiettivo è l’ engagement vero e proprio, allora la brevità lascia spazio a una narrazione lineare caratterizzata da testi un po’ più lunghi e linee guida chiare. Proprio come fa Armatore, piccolo produttore di alici di Cetara, che utilizza la tecnica dello storytelling per immergere l’utente in un mondo narrato, coinvolgendolo fino a renderlo parte integrante.

Solo le sapienti mani delle donne di Cetara custodiscono il suo segreto, è poi il mare che porta il suo nome nel mondo: la riserva di Colatura di Alici di Armatore.

Pubblicato da Armatore su Mercoledì 23 ottobre 2019

Una volta identificato l’obiettivo, il secondo passo da seguire è individuare il formato giusto. Creare un post coinvolgente su Twitter è cosa completamente diversa rispetto al farlo su Instagram o Facebook. Non solo per la presenza di un limite di caratteri ben preciso, ma anche per la diversità dei formati, la posizione del testo, l’uso degli hashtag e degli emoji, la possibilità di inserire link e così via.

Anche in questo caso, dunque, mai pubblicare lo stesso contenuto su tutti i social: la parola d’ordine è “diversificazione“, magari sfruttando e valorizzando quelle che sono le caratteristiche dei singoli social, un po’ come ha fatto Netflix in questo post su Twitter.

Anche l’occhio vuole la sua parte: il visual

Che la creazione di contenuti visuali sia un’attività fondamentale in una social media strategy è cosa certa. Occorre però che questa azione sia fatta nel migliore dei modi. Se il testo stimola l’azione, il contenuto visivo consente di catturare l’attenzione dell’utente. La scelta del formato, dei colori, dello stile grafico o fotografico può fare la differenza quando si tratta di creare post coinvolgenti. In questo caso è difficile stabilire delle regole ben precise perché molto dipende dall’abilità del grafico o del videomaker di turno. Esistono, però, piccoli accorgimenti che è possibile seguire, come ad esempio la scelta del giusto formato e il rispetto delle proporzioni, indispensabili per creare contenuti che siano ben ottimizzati per i social network.

A prescindere poi dalla resa grafica del post, ciò che è importante è che il contenuto venga percepito come autentico. L’autenticità, infatti, si conferma elemento fondamentale di una social media strategy di successo. Gli utenti vogliono vedere contenuti sempre più veri, autentici e personalizzati. Per questo motivo, tra i social media trend 2020, Talkwalker consiglia ai brand di sfruttare gli UGC per raccontare i propri prodotti o servizi in modo autentico, sfruttando il punto di vista dei clienti e non quello dell’azienda. Un po’ come fa il noto brand di caffetterie Starbucks che su Instagram utilizza i contenuti generati dagli utenti per coinvolgere la propria fanbase.

Come creare post coinvolgenti per le nuove generazioni?

Un approfondimento a parte, però, merita il discorso relativo alla generazioni e, dunque, a come creare dei post coinvolgenti che riescano a catturare la loro attenzione. Costantemente connessi, infedeli alla marca , con un grande potere d’acquisto e una una soglia d’attenzione tra le più basse di sempre, le nuove generazioni talvolta possono essere davvero difficili da coinvolgere. Si tratta di un’impresa ardua che non sempre social media manager e copywriter sono in grado di affrontare al meglio.

La motivazione, probabilmente, è da ricercarsi in quella che il copywriter Alfonso Cannavacciuolo ha definito ai nostri microfoni, durante SMAU Napoli 2019, un’assenza di «pazienza cognitiva» che si traduce nella crescente incapacità dei più giovani di comprendere i testi scritti. Continuamente bombardati da stimoli pubblicitari di ogni genere, infatti, quelli che fino a qualche tempo fa avremmo definito come i consumatori del futuro riescono a elaborare un grande numero di informazioni in pochissimo tempo, ma sembra siano sempre meno in grado di comprenderle in modo adeguato.

Guess in my denim

Guess è stata tra le prime aziende a lanciare una challenge su TikTok per raggiungere e coinvolgere le nuove generazioni. 

Come creare, allora, engagement per le nuove generazioni? Anche in questo caso non esiste una regola universale. Sicuramente bisogna prestare una maggiore attenzione all’aspetto visual creando contenuti graficamente accattivanti, declinati in base ai diversi social e dispositivi di fruizione. Quanto alla parte testuale, come suggerisce lo stesso Cannavacciuolo la parola d’ordine è “incisività“: «testi brevi, ben visibili, con titoli, elementi grafici, grassetti, colori. Insomma, bisogna usare tutto ciò che aiuta la leggibilità, evitando blocchi di testo che impauriscano l’utente. Più lo dividi, più lo rendi leggibile, più diventa facile per le persone elaborare quel tipo di contenuto».

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