Mercoledì 21 Ottobre 2020
Risorse e guideCome creare un piano editoriale per i social? Risorse utili, consigli da seguire ed errori da evitare

Come creare un piano editoriale per i social? Risorse utili, consigli da seguire ed errori da evitare

Tutti i passi da seguire per creare un piano editoriale per i social: dall'analisi dei dati alla scelta dei contenuti e degli strumenti utili


Simona Rossi
A cura di: Simona Rossi Autore
Come creare un piano editoriale per i social? Risorse utili, consigli da seguire ed errori da evitare

Creare un piano editoriale per i social è il primo passo da seguire per implementare una content strategy efficace e la prima competenza richiesta a un buon social media manager. Che cos’è, però, un piano editoriale? Si tratta essenzialmente di un documento, digitale o cartaceo, che racchiude le informazioni e le modalità di pubblicazione dei contenuti sui diversi canali online presidiati da un brand . Rappresenta uno strumento indispensabile non solo per organizzare e pianificare con accuratezza le attività di social media management, ma anche per supportare la strategia digitale: per avere successo sui social, infatti, non basta cavalcare il trend del momento, c’è bisogno innanzitutto di una strategia di web marketing, che sia integrata e coerente con gli obiettivi aziendali.

Creare un piano editoriale per i social media: da dove partire?

Lo scopo principale di un buon piano editoriale per i social è dunque quello di organizzare i diversi contenuti attraverso un calendario di pubblicazione che può coprire un arco di tempo più o meno ampio. Tuttavia, quella che può sembrare una semplice attività di calendarizzazione di post, Stories e tweet in realtà richiede a priori un’approfondita attività di ricerca e analisi del progetto da seguire. Prima di passare alla fase operativa, infatti, bisogna avere ben chiari quali obiettivi si intende raggiungere, in che modo farlo e con quali risorse. In questo senso, potrebbe essere utile organizzare un briefing in cui definire:

  •  gli obiettivi aziendali (che risultati ci si aspetta di ottenere? Quali sono gli obiettivi di business? Quelli di marketing?);
  •  le principali caratteristiche dei prodotti o dei servizi da promuovere (su cosa bisogna puntare nella comunicazione di marca ? Quali sono i punti di forza e quali quelli debolezza?);
  •  la proposta di valore (quali sono gli elementi di unicità? In cosa il brand si differenzia dai competitor ?);
  •  il target di riferimento (chi sono le buyer personas ? Qual è il giusto tone of voice da utilizzare?);
  • il contesto di riferimento (qual è lo scenario di settore? Quali sono i mercati geografici di riferimento? Chi sono i concorrenti diretti? Quelli indiretti?).

Una volta chiariti questi aspetti, si può procedere a stilare una sorta di check-list delle risorse e degli strumenti a disposizione. In particolar modo, è necessario identificare i diversi canali social da presidiare, gli strumenti digitali attivi ( email marketing , SEO, campagne adv, ecc.), le risorse umane impiegate nel progetto e il budget da allocare nelle diverse attività di advertising.

“content is king”: come scegliere i contenuti giusti per il piano editoriale?

Una volta definiti gli obiettivi da raggiungere, il target di riferimento e le risorse a disposizione, il compito del social media manager è quello di creare i contenuti e definire la content strategy. Anche in questa fase, le attività di ricerca e di analisi dei dati sono fondamentali. Per creare un contenuto in grado di coinvolgere l’utente e migliorare i tassi di conversione, infatti, non basta avere grafiche elaborate o scatti perfetti, bisogna assicurarsi innanzitutto che il contenuto sia in grado di creare valore per l’utente e per l’azienda. La chiave per il successo è capire cosa piace al proprio pubblico, comprenderne i comportamenti e intercettarne i bisogni latenti. A tal fine occorrerebbe domandarsi: “come posso soddisfare i bisogni dei miei clienti attraverso le attività di social media management?”; “qual è il valore aggiunto della mia strategia di comunicazione?”.

Passando alla scelta del formato da utilizzare, è innegabile che ci siano formati che meglio di altri si prestano al raggiungimento di determinati obiettivi. Se infatti video e immagini si confermano tra le preferenze degli utenti in termini di engagement , infografiche e articoli possono avere un’importante funzione informativa, per esempio. La parola d’ordine è differenziazione dei contenuti, dei formati e dei canali di comunicazione.

Dolly Parton Challenge

La Dolly Parton Challenge, la sfida virale che ha spopolato per un po’ di tempo sui social, come metafora per rappresentare la diversità dei social media in termini di linguaggi e target.

Tutto questo senza dimenticare di riservare un’attenzione particolare alla crossmedialità. Come ci ricorda la Dolly Parton challenge, una nota “sfida” divenuta virale sui social, ogni piattaforma nasce per un scopo e un pubblico ben precisi e utilizza linguaggi diversi. Se Instagram è il social delle immagini per eccellenza e LinkedIn quello dei professionisti, Pinterest è il luogo ideale dove pubblicare un tutorial, mentre avere un proprio profilo su TikTok può essere un ottimo modo per raggiungere i giovanissimi. Quando si crea un piano editoriale per i social rispettare le diversità dei mezzi di comunicazione è fondamentale. Pubblicare lo stesso contenuto senza adattare il messaggio al contesto di riferimento non solo rappresenta un’opportunità persa, ma a lungo andare potrebbe anche essere controproducente.

Pianificazione e organizzazione dei contenuti

Dopo aver definito la content strategy da implementare è necessario pianificare e organizzare la pubblicazione dei contenuti sui diversi canali social. A tal fine importante è studiare il ciclo il vendita del prodotto per capire se nel corso dell’anno ci sono eventi, ricorrenze o festività da sfruttare per pianificare campagne e contenuti ad hoc. In questo senso può essere opportuno prestare attenzione alle giornate mondiali e internazionali che possono essere non solo un’utile fonte di ispirazione, ma anche un’occasione per diversificare i contenuti. Ce ne sono davvero tantissime, dalle più famose, come la giornata mondiale per l’orgoglio LGBTQ+, a quelle specifiche per ogni settore.

Per tenerle a mente uno strumento utile è Planthemoment, un calendario virtuale open source che racchiude tutti gli eventi, le festività e le ricorrenze del nostro Paese.

Content strategy Durex

Nell’ambito della content strategy, il brand Durex fa spesso riferimento a festività e giornate mondiali. Nello Screenshot i post realizzati su Instagram per il Pride 2020.

Creare un piano editoriale per i social significa anche stabilire la cadenza di pubblicazione. In tal senso è necessario definire non solo in che giorni della settimana pubblicare sulle diverse piattaforme, ma anche l’orario e la frequenza settimanale o mensile. Anche in questo caso non bisogna dimenticare che ogni social ha le proprie caratteristiche. Se ad esempio su Twitter è possibile pubblicare anche più volte nella stessa giornata, su Facebook la frequenza di pubblicazione ottimale è tra le due e le tre volte la settimana, mentre su Instagram è possibile pubblicare anche un contenuto al giorno.

Insomma, quando si parla di pianificare e organizzare i contenuti per il piano editoriale non esiste dunque una regola aurea, ma delle linee guida da seguire e da adattare alle specificità dei singoli progetti. Per avere successo sui social è fondamentale saper pianificare, ma senza dimenticare che a volte è giusto inserire qualche contenuto spontaneo, purché sia in linea con il proprio stile comunicativo e gli obiettivi da raggiungere, come fa ad esempio Taffo.

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… ma ti po' fidari da 'nduja e du mari.

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I migliori tool per creare un piano editoriale efficace

Quando si parla di creare un piano editoriale, il web offre numerosi spunti e strumenti utili per facilitare i compiti del social media manager. Quasi ogni giorno vengono lanciate nuove applicazioni e tool pensati per ottimizzare e migliorare la qualità del lavoro. Il risultato è una lunga lista di strumenti per la gestione dei social media e la pianificazione dei contenuti tra cui a volte risulta difficile scegliere.

Per cominciare, è impossibile non nominare G Suite, la suite di software e strumenti di produttività per il cloud computing e per la collaborazione di Google. Tra i vari strumenti offerti da Big G, Google Calendar consente di poter programmare ora e giorno delle varie attività, mentre Google Drive offre la possibilità di condividere in modo semplice e immediato documenti con il proprio gruppo di lavoro.

Un altro strumento utile è Trello, un tool di project management gratuito nella sua versione di base, che, grazie a dashboard, liste e card, consente di fissare con precisione le scadenze, distribuire efficacemente il flusso del lavoro e organizzare le attività in task. Si tratta di un tool adatto quando il progetto è complesso e il gruppo di lavoro è ampio, grazie all’esistenza di numerose funzioni collaborative.

In ultimo, non si può non menzionare il classico foglio di lavoro Excel. Rispetto agli altri strumenti, Excel ha il vantaggio di poter lavorare con formule e funzioni e ottenere dei riepiloghi automatici ed è quindi utilissimo per tenere sotto controllo i numeri, i valori, le parole chiave, ecc.

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