ComunicazioneSecondo Reputation Science la crisi di governo era trending topic su Twitter già prima che scoppiasse

Secondo Reputation Science la crisi di governo era trending topic su Twitter già prima che scoppiasse

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Partendo dai tweet sull'attuale crisi di governo, Reputation Science ha provato ad analizzare le opinioni degli italiani sulla questione e come incidono sulla reputazione dei principali protagonisti, Draghi e Conte in primis

Sfruttare il social media monitoring in funzione “predittiva”, ossia per provare a ricavare dalle conversazioni in Rete informazioni utili e capaci di anticipare fatti del giorno ed eventi di rilevanza pubblica, serve sicuramente alle aziende, ma serve anche a commentatori, esperti e leader politici sui social come dimostra un’analisi dell’Osservatorio Politico di Reputation Science dedicata all’attuale crisi di governo su Twitter.

Come la crisi di governo su Twitter è diventata trending topic prima ancora che scoppiasse

Come già altri momenti salienti della vita politica degli ultimi anni, i twitterer italiani non hanno potuto fare a meno di commentare a suon di cinguettii le dimissioni annunciate e poi congelatedi Mario Draghi[1]. Anzi, si è cominciato a discutere della crisi di governo su Twitter ben prima che la stessa scoppiasse.

Secondo l’analisi di Reputation Science già l’11 luglio 2022, tre giorni prima dell’annuncio ufficiale di dimissioni da parte del Presidente del Consiglio, con l’ hashtag #crisidigoverno circolavano sulla piattaforma dei cinguettii circa mille contenuti con cui gli utenti paventavano la possibilità e allo stesso tempo criticavano la decisione di aprire l’ennesima crisi di governo estiva, per di più in un momento segnato da condizioni economico-politiche profondamente incerte.

tweet sulla crisi di governo

L’exploit di contenuti a tema #crisidigoverno su Twitter si è registrato prevedibilmente nella giornata del 14 luglio, quando in poche ore si sono rincorse le notizie delle dimissioni di Mario Draghi e della decisione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di respingerle: in sole 24 ore Reputation Science ha contato 57mila post in cui era presente l’hashtag.

Con il voto di fiducia rimandato al 20 luglio, gli italiani su Twitter hanno continuato a commentare e fare previsioni sulla questione, tanto che c’erano almeno 86mila post sulla crisi di governo su Twitter al 15 luglio.

Gli argomenti e i contenuti di chi ha parlato delle dimissioni di Draghi su Twitter

Commentare le dimissioni di Draghi per la maggior parte dei twitterer italiani ha rappresentato soprattutto un’occasione per esprimere la propria opinione sull’attuale Governo, il suo operato, il modo in cui ha interagito con le altre forze politiche del Paese. Non è una novità perché Twitter è da sempre il posto preferito per fare slacktivism e una certa militanza politica “da divano”.

Per esprimere il proprio consenso o dissenso riguardo alla crisi di governo su Twitter gli italiani hanno usato hashtag come #iostocondraghi (con cui sono stati taggati almeno 17mila tweet solo tra il 12 e il 15 luglio), #contefaischifo (7.200 tweet), #draghivattene (8.400 tweet), #avanticondraghi (1.300), tutti entrati in quei giorni tra i trending topic per l’Italia.

Gli utenti su Twitter non hanno avuto remore a chiamare direttamente in causa i protagonisti della crisi politica, menzionandoli o citandoli nei propri tweet. Il premier Mario Draghi è con poca sorpresa il più citato: a lui è attribuibile il 36% delle menzioni analizzate da Reputation Science. A distanza vengono il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, con il 19% delle citazioni, e altri leader di partito come Matteo Renzi e Luigi Di Maio, entrambi fermi all’11% delle citazioni, segno del ruolo solo secondario nella vicenda attribuito loro da chi è rimasto a commentare la crisi di governo su Twitter. Ruolo secondario attribuito anche a leader e formazioni di destra come Matteo Salvini della Lega (a cui è attribuibile appena il 5% delle citazioni nei tweet riguardo alla crisi di governo), Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia (4%) e Silvio Berlusconi di Forza Italia (3%).

Analizzare le conversazioni attorno alla crisi di governo su Twitter ha permesso a Reputation Science, comunque, anche di rilevare il sentiment degli utenti nei confronti dei suoi principali protagonisti.

La maggior parte dei tweet riferiti a Mario Draghi o in cui l’attuale Premier è menzionato ha un sentiment positivo o neutro perché di natura informativa. In meno di un caso su dieci sono tweet di segno negativo ed è un risultato per molti versi sorprendente se si considera che, secondo una precedente analisi condotta dalla stessa società, solo ad aprile 2022 aveva sentiment negativo oltre un tweet su due riferito all’operato di Draghi: ora come allora la maggior parte dei contenuti negativi riferiti al Presidente del Consiglio proviene da account filoputiniani, no-vax, antieuropeisti.

Su Twitter peggiora la reputazione di Conte e del M5S, considerati i responsabili della crisi

Di segno opposto è invece il sentiment della Rete nei confronti di Giuseppe Conte: i tweet che citano o menzionano l’attuale leader del Movimento 5 Stelle sono negativi nel 74% dei casi e positivi in meno di un caso su dieci (anche se c’è un restante 17% dei tweet con protagonista Conte che ha un tono neutro e un carattere informativo). Ad alimentare il malcontento nei confronti del politico e la percezione che sia il principale responsabile della crisi di governo sembrerebbero essere state le posizioni prese pubblicamente, in più di qualche caso direttamente su Twitter, da personaggi e formazioni politiche avversari come Francesco Bonifazi[2], Italia Viva[3], Più Europa, Benedetto della Vedova, Carlo Calenda.

La possibilità che chi ha commentato la crisi di governo su Twitter abbia una percezione perlopiù negativa di Giuseppe Conte, e per estensione del Movimento 5 Stelle, appare agli occhi degli esperti la conferma dell’irreparabile strappo nel sodalizio tra la Rete e i pentastellati, anche se un tempo proprio Conte era il leader politico con la migliore reputazione sul web e la gestione dei primi mesi di emergenza sanitaria aveva largamente contributo a rafforzare questo suo status.

Per il M5S e i suoi rappresentanti il gradimento in Rete è precipitato il 21 giugno 2022, con la scissione dal Movimento di Luigi Di Maio[4] e la nascita di Insieme per il futuro: in quella data, secondo Reputation Science, solo il 7% dei contenuti Twitter era apertamente positivo nei confronti dei politici pentastellati, a fronte di un 63% di contenuti estremamente negativo e di un 30% di contenuti neutro. In quella cornice quella di Giuseppe Conte continuava a restare comunque la posizione migliore: in quei giorni era negativo appena il 45% dei tweet a lui riferiti, contro il 50% dei tweet riferiti a Beppe Grillo e il 70% dei quelli riferiti a Luigi di Maio.

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