Mercoledi 15 Agosto 2018
MacroambienteCrowdfunding per la Grecia

Crowdfunding per la Grecia

Thom Feeney realizza con il sito di crowdfunding Indiegogo una manovra di fortuna per salvare il popolo greco


Sara Vetrano

A cura di: Sara Vetrano Autore Inside Marketing

Crowdfunding per la Grecia

Non si sa se le vie del Web sono infinite ma sicuramente ci si avvicinano. Lo dimostra Indiegogo realizzando la più grande “colletta” della storia di internet. Il sito di crowdfunding ha infatti allestito una raccolta fondi a sostegno del caso Grexit, secondo cui l’uscita della Grecia dall’euro zona si fa sempre più una possibile evenienza. Sono 8 i giorni a disposizione per raggiungere la cifra di 1.600.000.000 euro e, anche se molti scettici- o semplicemente realistici- profetizzano il peggio, l’iniziativa non è partita affatto male. Tant’è vero che a  3 giorni dalla partenza sono stati  già raccolti 804,630 euro da 47,716 persone.

Crowdfunding per la Grecia

L’idea è un geniale parto della mente di  Thom Feeney, un 29enne di York il quale afferma: “1.6 mld di euro è ciò di cui la Grecia ha bisogno. Possono sembrare molti ma sono solo 3 euro per ogni europeo. Tanto quanto mezza pinta a Londra”.

Chi deciderà di effettuare una donazione però qualcosa in cambio l’avrà. Infatti a seconda della cifra devoluta il benefattore può ricevere un prodotto a sua scelta di provenienza esclusivamente greca. Il catalogo prevede: una cartolina con la foto Tsipras per chi volesse destinare 3 euro, un’insalata greca recapitata direttamente a casa per 6 euro, una bottiglia di Uzo in cambio di 10 euro, 25 euro per chi desiderasse un buon vino greco, poi salendo con 150 euro una cassetta di prodotti tipici per poi finire con 5 mila euro per due settimane ad Atene.

Per la prima volta, quindi, un sito di crowdfunding è stato utilizzato per salvare un’intera nazione laddove la politica arranca a trovare una soluzione. Feeney però non scherza, sembra aver pensato proprio a tutto e ha già dato il suo contributo prendendo una bottiglia di Uzo, affermando che “se un europeo su tre facesse lo stesso l’obiettivo sarebbe raggiunto”.

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