Mercoledi 18 Luglio 2018
MacroambienteCyberbullismo: la nuova insidia di Internet

Cyberbullismo: la nuova insidia di Internet

Nel moderno tessuto sociale pieno di violenze e prevaricazioni dirette e indirette, Internet acuisce la realtà dando vita al cyberbullismo.


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Cyberbullismo: la nuova insidia di Internet

Sono sempre più insistenti e sconvolgenti i casi di ragazzi e ragazze che perseguitati e asfissiati dalle continue umiliazioni e prevaricazioni subite online, reagiscono nel modo peggiore. Ebbene questo è il senso del  cyberbullismo: usare le nuove tecnologie per intimorire, imbarazzare, molestare, far sentire a disagio ed escludere i più deboli. Con il termine cyberbullismo si intendono, infatti,  le medesime pratiche violente e ingiuriose nei confronti dei più deboli del bullismo, con l’aggravante che simili atti persecutori avvengono, primariamente, nella vita “online” dei ragazzi imperversando sulla rete e sui social nei più svariati modi, contaminando non solo la loro dignità e reputazione “virtuale” davanti ai milioni di utenti connessi, ma anche quella reale, ripercuotendosi sulla loro vera vita offline.

Il fenomeno sembra inarrestabile e questa consapevolezza emerge dai dati allarmanti del  nostro paese: basta prendere in considerazione un campione di 2mila studenti tra i 12 e i 17 anni per rendersi conto del problema, infatti il 25% di loro dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo negli ultimi due mesi, il 31% dei tredicenni e il 35% delle ragazzine, dichiara di aver subito una o più volte atti di cyberbullismo, mentre il 56%, dichiara di avere un amico che è stato vittima di attacchi online, infine sui social, la percentuale dei protagonisti degli episodi sale dal 31 al 45%. Dati preoccupanti che dimostrano la costante ascesa del caso.

Cyberbullismo: le diverse forme

  • Flaming: caratterizzato dall’uso di messaggi violenti e volgari (“flame”) per creare “battaglie verbali” nei forum, come l’hate-speech;
  • cyber-stalking: caratterizzato da molestie, denigrazioni, persecuzioni e minacce ripetute per impaurire;
  • molestie: invio di continui messaggi offensivi e ingiuriosi per ferire;
  • denigrazione: calunniare e infamare l’altro per rovinargli la “reputazione virtuale”;
  • sostituzione di persona: appropriarsi dell’identità virtuale di qualcuno per spedire messaggi, testi e altro;
  • rivelazioni: pubblicare informazioni riservate e potenzialmente imbarazzanti su un altro;
  • inganno: ottenere la fiducia dell’altro per poi pubblicare e divulgare le confidenze ascoltate;
  • esclusione: escludere volontariamente l’altro dai gruppi online per ferirlo.

Dunque svariati modi che attecchiscono con grande impatto grazie ad alcune caratteristiche insite nel cyberbullismo che sono:

  • pervasività ed accessibilità: le vittime possono essere raggiunte e attaccate sempre e ovunque, grazie a una connessione sempre attiva;
  • persistenza del fenomeno: il materiale diffamatorio pubblicato su internet può rimanere disponibile online anche per molto tempo;
  • mancanza di feedback emotivo: nel cyberbullismo non si vedono le reazioni e i comportamenti delle vittime, per cui non si è mai totalmente consapevoli del danno che si arreca: ciò comporta un abbassamento dei livelli di autocontrollo;
  • spettatori infiniti: i “testimoni” degli episodi di cyberbullismo sono potenzialmente illimitati dal momento che la diffusione in rete è incontrollabile e non avviene con un gruppo di persone definito;
  • moltiplicazione di cyberbulli: la natura online del cyberbullismo incrementa i potenziali cyberbulli, attraverso la semplice condivisione e/o promozione dell’episodio di cyberbullismo, che finisce, di conseguenza per replicarsi all’infinito;
  • sottovalutazione degli adulti: molti ragazzi ritengono gli adulti  incapaci di comprendere la portata e la pervasività del fenomeno online.

Bisogna precisare, inoltre, che il profilo psicologico del cyberbullo rivela un quadro caratterizzato da una sconfinata  mania del controllo e del mettersi  in mostra, da una sostanziale incapacità di stare in contatto con gli altri che sfocia in una tendenza a compiere azioni di prepotenza per ottenere popolarità o per divertimento o semplicemente per noia, e infine di una predisposizione a scegliere come discriminante per le vittime  la “diversità” nelle sue varie declinazioni.

In conclusione, si tratta di un fenomeno in continua ascesa che, sebbene non risulti avere lo stesso grado di conoscenza del bullismo,  come quest’ultimo si può prevenire attraverso opere e progetti di sensibilizzazione all’interno della scuola, l’ente di socializzazione per antonomasia, che coinvolgano sia i ragazzi che le loro famiglie sulle dinamiche degli atti persecutori in generale e nello specifico, sulle insidie di internet e della rete che possono indurre episodi di cyberbullismo.

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